Unicorni... Testo di Giovanna Gra... Questa storia incomincia proprio qui, nelle sterminate praterie di pensieri, le Fantagò , dove i sogni galoppano senza freni e le pie illusioni scorrazzano senza ostacoli. E' il luogo dove si cavalcano i desideri e le nuvole rosse all'orizzonte, che attraversano saettando la pianura, sono niente di meno che idee allo stato brado! Questa è la storia di Louis il cavallino più piccolo delle praterie. Nelle Fantagò vi sono cavalli che corrono più veloci dell'istinto di ciascuno di noi. Sono cavalli bellissimi, color mandorla e cioccolata oppure candidi come la panna o neri come la liquirizia a forma di pesciolino. In questi luoghi Louis, a dire la verità, non se la cavava molto bene. Egli non aveva mai conosciuto sua mamma e suo padre, un cavallo zoppo, non aveva molta voglia di occuparsi di lui. Quando Louis chiedeva a qualcuno spiegazioni circa il passo claudicante del suo babbo o notizie della mamma, la risposta era sempre la stessa: "E' una lunga storia, te la racconteremo un'altra volta". Ben presto Louis si convinse di essere figlio di una leggenda, cioè di quelle storie che hanno sempre una trama differente ogni qualvolta vengono raccontate e che non sono mai accadute. L'attività principale dei cavalli delle praterie era correre. Raggiungere e superare il concetto limite della velocità. Ma l'idea della velocità passava davanti ai loro musi umidi e scintillanti nelle luci del tramonto avvolta in una nuvola, ed era... cosi' veloce che le narici dei cavalli facevano appena a tempo a percepirne l'odore. Eppure, un giorno, colui che avesse raggiunto quell'idea di velocità sarebbe stato il grande, l'unico, il più ammirato. Per i puledri quella era al contempo l'età più difficile e affascinante. Era il periodo in cui si continua a pensare da puledri ma qualcosa nell'aspetto rammenta in molte cose già la vita degli adulti. Gli anziani stalloni insegnavano ai giovani e scalpitanti puledri qualsiasi mezzo per poter raggiungere il galoppo inafferrabile che percorre un'idea. Fra quegli aitanti quadrupedi trotterellava anche il piccolo Louis. Louis il tonto, come spesso lo chiamavano tutti, perché Louis non riusciva a correre come un cavallo normale. Lanciato in un galoppo a perdifiato, il piccolo cavallino, nel bel mezzo della sua corsa, chinava la testa sul petto e avvitandosi su sé stesso capitombolava al suolo. Il babbo zoppicando lo rimproverava irritato: "Figlio mio! Dove l'hai imparato codesto modo di galoppare? Da un canguro?! Che disdetta! Che disonore! Tutto strano, dalla testa ai piedi... che figliolo mi doveva capitare!" commentava il babbo allontanandosi con la sua esitante andatura. Fra i giovani puledri vi erano anche degli amici di Louis. Macha per esempio, non considerava la velocità quale unico pregio per un cavallo. E dunque si divertiva un mondo con quel suo strambo amico che correva piroettando come un canguro e che aveva un'opinione tutta sua della velocità. Nelle praterie di Fantagò brucava anche Colin . Bellissimo pezzato grigio che detestava Louis. Entrambi i puledri avevano perso le briglie per la bellissima Jabez : splendida cavalla selvatica tutta nera dalla testa ai piedi. Jabez fingeva di ignorare i due puledri. Ma tutti nelle praterie di Fantagò sapevano che questa rivalità non avrebbe potuto durare a lungo. "Fatti sotto Louis!" lo incoraggiava Macha. "Parli bene tu!" replicava il cavallino "Che sei tutto color panna. Ma io!?" domandava Louis guardandosi affranto "Jabez ride quando mi incontra. Prima pensavo che fosse per i miei avvitamenti in aria .Ma qualche giorno fa, ho capito: quello è il meno. Mi sono convinto, infatti, che lei ride di me perché io sono un cavallo azzurro. Guarda qua Macha, la mia criniera è turchina e gli zoccoli son lividi da far paura." Lamentava il povero Louis. "Beh, sei diverso" commentava Macha "Ma questo non vuol dire che tu sia meno bello." Louis sbuffò: "Ma non posso vantare nemmeno un trisavolo di questo colore ed in queste praterie non si è mai visto un corsiero celeste. Della mia stirpe non è né Rosso di Rugiada, né i cavalli di Bambara e tanto meno il tuo famoso trisavolo Grigio di Macha!" "Non andare a cercare la tua forza nel passato ma riversa il tuo sguardo verso il futuro!" lo spronava l'amico. I giorni scorrevano dall'alba al tramonto intagliando all'orizzonte piccole sagome di cavalli impegnati in frenetiche galoppate. Anche Jabez correva incurante delle baruffe di sguardi e nitriti che si consumavano al suo passaggio. A dir la verità, era Colin che si faceva bello agli occhi di lei. Louis non si era mai ritenuto all'altezza della bella puledra. Ma doveva difendersi. "Guarda là!" urlava Colin in mezzo ad un gruppetto di purosangue "Arriva testa grossa!" "Falla finita, Colin!" gli urlava Macha tirando dritto insieme all'amico. "Mica è colpa mia se passeggi con un ippocretino!" Ma i problemi di Louis non erano solo Colin ed il suo amore per Jabez. Era il babbo il più grande problema di Louis. Il babbo e le sue prediche. Ogni sera, la stessa storia da diverse lune. Esattamente dopo la biada serale: "Louis, ragazzo mio..." esordiva l'anziano genitore "So che la tua è stata un'infanzia difficile, non hai mai conosciuto tua mamma, sei nato tutto livido e sei rimasto turchino ed io non ho avuto modo di scorrazzare con te per la prateria a causa di questo mio ginocchio pericolante. Ma tu, figliolo, dovrai pur fare qualcosa da grande, e con quel modo di correre che hai, chi potrebbe considerarti!? Tutti i puledri, tuoi coetanei, studiano e si misurano con l'idea della velocità ed il modo di doppiarla. Tu e solo tu sembri privo di aspirazioni. Perché non cerchi di migliorare quel tuo gravissimo difetto?!. Sai cosa si dice dei giovani? Che hanno la bellezza degli asini perché, in gioventù, si è tutti belli! Comunque sia, vuoi restare ignorante per tutta la vita?!" A queste parole Louis brontolava sommessamente: "Oh! Babbo, sai bene che non è cosi', ho cercato molte volte di correre fiero, a testa alta. E' questo maledetto capo che all'improvviso mi va giù. Non ho controllo, pesa troppo e non vi riesco! Circa poi il mio manto celeste, capita, a chi è figlio di una misteriosa leggenda." replicò sarcastico il cavallino. Allora, il babbo, strappando da un albero dei gustosi germogli, e chiacchierando a bocca piena, disse: "Gnammho! Capito, lasciamo stare... tanto non vuoi mettertelo in testa che parlo per il tuo bene, passa pure il tuo tempo a fantasticare e, vedrai!" Un giorno di gran scorrazzate per la prateria. Colin sfido Louis ad una gara di velocità. "Hai paura!" decretò Colin imperioso "Non ho paura!" asseri' Louis "Va bene! Allora scaldiamoci e cominciamo. Propongo quel tratto li' fino a quell'alberello di ulivo" concertò Colin. "Affarefatto" convenne il cavallino turchino. Mentre si scaldavano, scalpitando qui e li', Jabez si avvicinò al piccolo Louis. Louis appena la vide divenne viola. Più che viola lilla visto che ad arrossire era un cavallo turchino. "Louis!" sussurrò lei impercettibile. "Che meraviglia!" Pensò il giovane puledro: sentire Jabez pronunciare il suo nome, gliel'avrebbe fatto ripetere all'infinito! "Non partecipare a questa gara. Colin, lo sai, è dispettoso e sicuramente ha in serbo qualche stupido scherzo". Louis era fiero in petto. Diede una zoccolata per terra e disse: "Non preoccuparti, Jabez, devo solo correre, da qui a li': non può succedere nulla!". Lei fece una smorfia e un nitrito e disse: "Mi dispiacerebbe se ti facessi male". "Tranquilla!" affermò il puledro con piglio virile. Si avvicinò Macha con aria complice: "Che ti ha detto?" chiese sottovoce. "Oh, Macha, amico mio! Jabez teme per la mia incolumità. Forse ho qualche speranza! Forse tutti i muscoli di Colin non sono sufficienti ad incantarla." "O forse te lo ha detto" ipotizzò l'amico interrompendolo "perché è tanto vicina a Colin da conoscere le sue vere intenzioni e, almeno quelle, non le condivide. Mi sembrano molto intimi." Osservò Macha indicando con il muso la coppia di puledri. "Ma no!" disse Louis ottimista "Colin gli sta battendo i pezzi come al solito!" Intimamente però Louis ebbe un tuffo al cuore. Ora Jabez rideva, rideva a fianco al suo avversario e gli faceva gli occhi dolci. Colin vide che Louis guardava la scena e si avvicinò tronfio. Altri puledri, vista la scena, si fecero appresso per prendere parte alle schermaglie. "Una cosa voglio domandarti prima della gara" sentenziò velenoso il pezzato grigio "E' una cosa che mi domando sempre osservandoti. I vecchi ci dicono che i cavalli sono color della terra o, tutto al più, della polvere perché la cavalcano. Tu sei color del cielo e deve essere per questo che sembri una gallina! Ah! Ah" Che risate! Macha a parte, tutti ridevano di lui. Per tutte le staffe: come avrebbe voluto vincere quella gara!!! "Se c'è un signore delle praterie, un grande cavallo, dovrebbe intervenire adesso!" borbottò fra sé e sé il piccolo Louis. La corsa ebbe inizio e fu la galoppata più furiosa che quelle praterie avessero mai visto. La rabbia aveva condotto Louis in vantaggio lasciando l'intero branco inebetito ed attento. Macha che aveva gli occhi fuori dalle orbite, scalpitava sul posto. Senza nemmeno rendersene conto, incominciò a lamentarsi sottovoce: " Non ora, Lou, non ora!" Ma quel buffo capoccione azzurro non resse e improvvisamente incominciò a piegare la testa. Si poteva scorgere lo sforzo disperato di Louis nel sostenerla, proprio ad un soffio dal traguardo. Improvvisamente Colin che lo spiava attento, diede un colpo di zoccolo e si fermò proprio mentre Louis perdeva l'equilibrio e, chinandosi su sé stesso, pareva l'imitazione di una virgola con la criniera. A qualche metro di distanza vi era il vuoto. Oltre l'alberello di ulivo, designato a traguardo, c'era una terribile scarpata. Louis non si fermò e precipitò lungo tutto il dirupo roccioso, colando a picco. Infine stramazzò su un giaciglio di soffice muschio di felci e licheni turchesi. Passarono diversi giorni ma il piccolo cavallino rimase immobile e sfinito. Sarebbe stato terribile constatare di essere zoppo. Non c'è niente di più terribile per un cavallo. Questo fu il primo pensiero che ebbe quando, dalle fessure che erano i suoi occhi, intravide un po' di luce. In realtà aveva un gran mal di testa, di quelli che ti fan venire la nausea. Lui, in verità, ne era soggetto ma un mal di testa cosi' lo aveva avuto solo quando gli nacquero i denti nuovi. Il suo capoccione, divenuto brutto e bitorzoluto, non gli pesava più ma il dolore era diffuso e arrivava per fino alla mandibole. Non aveva il coraggio di alzarsi né di muoversi . Chiuse gli occhi diverse volte pensando che avrebbe atteso paziente la sua fine. Forse era scritto che dovesse finire cosi'. Non avrebbe mai corso tanto da superare l'idea della velocità. Colin poteva farlo ma non lui, il piccolo Louis. L'idea della velocità era qualcosa di inimmaginabile, per quanto fosse veloce. Si trattava di velocità allo stato puro, che filava come una palla di schioppo , ma no, anche di più. Poi, improvvisamente, aperse gli occhi: aveva annusato un odore che non conosceva. In realtà, era andato a sfracellarsi in un luogo bellissimo da i prati soffici e fiori color pastello. Di fronte a lui un ciliegio in fiore agitava trionfante i suoi rami. Fu allora che si accorse di quell'incredibile esemplare di quadrupede che pasteggiava con germogli e rugiada: "Che meraviglia!" esclamò Louis alzando la testa. Costui era alle spalle di Louis ma si potevano scorgere sul suo manto degli incredibili riflessi. Sembrava un cavallo di madreperla. "Non hai fame?" domandò, questi, scalpitando fra i germogli. Louis si posizionò meglio per guardare e, curioso, pensò: "Ah! Allora sono in due; ma l'altro dov'è?" Non si ebbe risposta ed allora, l'altro provò ad insistere: "Ti farebbe sicuramente bene mettere qualcosa sotto i denti e poi questa rugiada ha un retrogusto di limoncello veramente incredibile... e questi germogli sono una delizia per il palato. Un pranzetto prelibato. Veramente!" Ma la risposta la conosceva solo il silenzio. "Insomma " disse il destriero di madreperla "Di un po', nella caduta, hai perduto anche la lingua?" Louis fece gli occhi a triglia: spalancandoli per quanto gli fosse possibile. "Dici a me?" s'informò roco. "E a chi altri? Non vedo nessun altro oltre te e me". Allora Louis diede voce alle sue ansie: "Credo di essere zoppo e credo di essermi rotto tutte le costole, prevedo escoriazioni alla cassa toracica, dalla coda al garrese e fratture alla terza e alla quarta e quinta e decima lombare . Brutte ammaccature sulla fiancata destra e forse mi è partito anche uno zoccolo. Credo di avere molte ferite all'altezza delle scapole. E della mia testa penso sia meglio non parlarne." Pogo , questo era il nome di quel meraviglioso cavallo, rise di gusto: "Ma cosa dici! Straparli, questa è solo paura! Deh!, Alzati, puoi farlo! Ti ho controllato, prima mentre dormivi, e ti garantisco che è tutto a posto." Louis si fidò: una creatura tanto magnifica non poteva essere bugiarda. Ma appena alzato, capitombolò in terra e irritato chiese: "Ma cosa ho pestato, un velo? Cosa mi hai messo addosso? Pogoo!" Pogo si avvicinò trottando, era veramente fantastico. Aveva qualcosa di diverso dagli altri cavalli, ma in quel momento Louis, emozionato com'era, non sapeva identificare questa differenza: "Non riesco a capire in cosa sei diverso dai cavalli delle praterie, Pogo. Troppe emozioni e acciacchi tutti insieme. Però, ora che ti guardo da vicino, posso dire che sei un'autentica meraviglia ippica !!" Disse il cavallino al bel cavallo. E il bel cavallo sorrise. Si muoveva con gesti lenti e sinuosi su di lui e Louis ne era completamente irretito. Pensò al babbo, ma una fitta alla scapola lo fece tornare immediatamente alla realtà: "Ecco qui! Adesso puoi alzarti, ti ho sistemato per benino!" commentò soddisfatto Pogo. Louis si guardò come meglio poté e ancora più irritato disse: "Ma no! Perché devo girare ammantellato in codesto modo!?" Pogo rise ancora di gusto e disse: "Ma che vuol dire 'ammantellato'!?" obiettò Pogo. "Ma sii, con questa mantella quiii!" esclamò Louis scontento. "Ma quella non è una mantella amico mio; non sei affatto 'ammantellato'!" Pogo non riusciva più a parlare tanto rideva; poi, vista la faccia afflitta dell'amico, si ricompose: "Va bene, va bene, caro! Louis, ti dirò la verità" indi si schiari' la voce e prosegui' "Ti sei ehm per cosi' dire 'ammantellato' di un paio d'ali, figliolo, questa è la verità!" Louis si mise seduto flettendo le zampe posteriori, come un cane e disse in preda al panico: "Oddio! Aveva ragione Colin: sto diventando una gallina!" "Ma quale gallina!" lo redargui' Pogo "Avanti alzati! E falla finita: io me ne voglio andare di qui, e se vuoi venire con me, muoviti!!" disse bruscamente la settima meraviglia Pogo. Louis non voleva restare solo per cui lasciò perdere le sue considerazioni su i gallinacei e si mise al trotto. Con sommo stupore e all'improvviso, comprese la differenza tra Pogo e i conterranei: Pogo aveva le corna, cioè un corno! Proprio li', al centro della testa: era un cavallo cornuto!! E mentre si agitava per le sue nuovissime scoperte anatomiche, si rese conto di aver trottato sul posto per almeno cinque minuti tanto che l'amico lo guardava di lontano un po' affranto. Fece un gesto per giustificarsi, poi un altro che voleva dire: 'Aspettami! Ora mi muovo!' Ma in realtà, non si muoveva. Provò perfino ad agitare le ali, pensando tra sé e sé: "Visto che ce l'ho, è meglio usarle!". Ma invano! Nulla, nada , niente, nix . Pogo tornò indietro: "Bene, adesso cosa c'è?" Louis avrebbe pianto di rabbia, ma non lo fece per non sembrare petulante . Disse quindi solo un po' allarmato: "Non lo vedi che non mi muovo!!? Sto galoppando da circa cinque minuti, pensando di venirti dietro ma evidentemente non..." Pogo alzò gli occhi al cielo e Louis si senti' un cretino e aggiunse: "Va bene! Lo so, infatti mi chiamavano il tonto, a casa mia, però non alzare gli occhi al cielo, vai pure: me la caverò da solo!" Pogo sgomitò e rispose: "Guarda!" indicando i rami degli alberi sopra le loro teste "Se non abbassi la testa, il tuo corno continuerà ad impigliarsi fra i rami e camminerai in loco per ore!" Louis rise un po' imbarazzato per quello che stava per dire: "Amico mio, non vorrei sembrarti un villano, ma il cornuto, fra noi due, ehm non sono io!" Pogo molto ironico replicò: "Ah no?! Occhio! "disse Pogo indicando il cielo. "Ma....." fece subito di rimando Louis toccandosi con lo zoccolo sul cranio. Si interruppe, perché improvvisamente percepi' la presenza di qualcosa di lungo ed oscuro "Cos'è questo attrezzo che mi ritrovo sulla zucca!?" domandò terrorizzato. "Un corno" sentenziò l'amico laconico "Oh mio dio, aveva ragione il babbo, sto diventando un canguro!" "Uh! Uh!" sghignazzò Pogo "Tu non hai la più pallida idea né di una gallina né di un canguro!" Louis era fuori di sé: "Con tutti questi ammennicoli non potrò più inseguire l'idea della velocità" poi scrollando la testa aggiunse: "E quanto pesa, 'sto corno, sette chili!??" "E' una fissa questa della velocità per voi delle praterie!" sentenziò Pogo. "E allora!?" domandò Louis risentito. "Oh! Nulla!" commentò lo splendido con molta flemma "Noto che lassù vi hanno ben formato, visto che le vostre aspirazioni coincidono con ciò che dovete fare, non con ciò che veramente desiderate!" "Perché, tu non ami correre, essere il più veloce?!" s'informò Louis. "Si'! Può darsi; ma non solo. E poi mi domando fin dove vi porterà questa corsa dissennata! C'è molto altro intorno a noi: un bicchiere di rugiada, un boccone di germogli, tu che cresci, non lo sai?" "Bah, non mi sembrano grandi cose!" commentò il cavallino. "Ah si!?" disse Pogo con aria di sfida "E sapete fare questo?" e Pogo diede una zoccolata in terra e sgorgò una sorgente . "E questo?" soffiò sulle ali di Louis e Louis incominciò a librarsi nel cielo. "E questo?" e Pogo scalpitò sul selciato cosi' che Louis fu preso da una strana brama di danzare e urlava: "Fammi smettere, Poghino, ti prego!" Ma l'amico non si chetava. Sbadigliò e Louis si addormentò, fece un gesto e Louis si risvegliò, mosse le braccia e Louis batteva le ali. "Basta, basta!" urlò il cavallino sfinito "Mi arrendo, ma cos'è, magia?!!" "No è fantasia, la velocità non si raggiunge solo con la forza bruta come fanno nelle Fantagò. Se i nostri nonni avessero voluto misurarsi con la velocità, ignorando la fantasia, oggi staremmo solo a brucare la terra anziché cavalcarla. Grazie a qualche intrepido, che ha immaginato qualcosa di diverso, sappiamo che per vincere in velocità dobbiamo anche saperci fermare; che il futuro si conquista con l'immaginazione, questo è il vero progresso! E adesso vieni qui" e Pogo fece specchiare Louis nella sorgente: "Vedi, tu non sei un cavallo, o meglio sei un cavallo, ma un particolare tipo di cavallo!" Louis si guardò curioso: era passato molto tempo dall'ultima volta che si era specchiato nell'acqua. Li' vide un esemplare molto simile a Pogo con il manto di madreperla azzurrino mentre quello dell'amico tendeva al violetto. Pogo si avvicinò e gli sussurrò in un orecchio "Sei un unicorno piccolo, Louis, e puoi cavalcare molto più veloce dell'idea della velocità perché la nostra razza da millenni è in grado di galoppare con la fantasia. E' andata oltre l'idea della velocità, immaginando qualcosa di più veloce o, se vuoi, di più intenso". "Posso provare?" chiese Louis esterrefatto. "Va'" lo esortò Pogo. L'aria era tersa, il corno bucava l'aria e i muscoli eran tesi. Ogni fibra era concentrata nello sforzo. Improvvisamente, si ritrovò in aria. Volava. Senti' uno scalpiccio. Una sagoma di madreperla era al suo fianco, si voltò e vide una splendida creatura intenta come lui in una cavalcata fantastica. "Credo che il corno lo si possa usare anche come timone!" lo informò lei. "Proviamo" propose lui divertito. I due giovani unicorni volarono fino al tramonto, poi si adagiarono presso il ciliegio. Louis diede una gran zoccolata per terra e sgorgò una sorgente. Fece una battuta e lei rise, lui la guardò con uno sguardo molto dolce e lei arrossi'. Louis usò dei modi molto gentili e lei si innamorò mentre lui lo era già. "Forse ha ragione Pogo: la vera meta non è la velocità, per correre a vanvera, ma verso noi stessi, guardarsi crescere, osservare gli altri!" "Come lo chiami?? Pogo!?" disse lei divertita "Si, perché?" "Lo trovo buffo!. Dopo cena lei si addormentò mentre un fischiettare attrasse l'attenzione di Louis. "Pogo, hai visto che gran volata!!" esclamò il cavallino entusiasta nel rivedere l'amico. "Oh si ti ho visto bene ed in buona compagnia! A cosa stai pensando?" domandò Pogo. "A come mi hanno trattato nelle praterie, mi fa male!" l'altro nitri' e rispose: "Andiamo Louis, non sei il primo e non sarai l'unico ad essere schifato in un mondo mentre sei considerato come fichissimo in un altro. Vi sono precedenti autorevoli tra anatroccoli, gabbiani e quant'altro! Ma se vuoi andarti a prendere la tua rivincita, vai: la strada è quella!" "No! Non voglio prendermi una rivincita, non ne ho bisogno, ragionerei come loro. Ho capito che il mondo è vario. L'importante è comprendere la propria strada e non percorrerne tante in tutta fretta!" "Sarebbe a dire...?" chiese Pogo divertito. "Cioè" riprese a spiegare Louis con un tono molto intellettuale, di chi ha oramai capito il gioco "Potremmo dire che esistono i Velocippici e i Fantacippici e..." non gli fu possibile continuare perché Pogo era piegato in due dalle risate. Risate che svegliarono la bellissima puledra che dormiva nei pressi. "Sei un piccolo unicorno molto simpatico Louis!" affermò Pogo. "Abbi cura di lei" disse indicando con il muso l' amica di Louis che faceva capolino dal ciliegio "Contaci!" esclamò Louis "Ma tu stai andando via!?" "In un certo senso, si. Sto andando in cerca di altri piccoli Louis per insegnargli che ogni piccolo essere, con le sue fantasie, è un regno meraviglioso e sovrano! Va rispettato!" Pogo fece vibrare le ali, Louis lo trattenne ancora. "Se avrò bisogno di te, se avrò voglia di rivederti dove posso cercarti?" l'amico si librò in volo e dall'alto disse: "Basta che chiedi di Pegaso!" Louis era teso: "Di chi?! Hai alzato un polverone! Non ti sento!" "PE GA SO, il cavallo alato, mi conoscono tutti qui in giro!" Ciò detto puntò il sole e scomparve, abbandonando le praterie dei... Fantacippici. A, B, C... Dopo U, viene V V come cosa? Come Volare Avete mai imparato a volare? Conoscete il racconto di un volo prodigioso? Lo scoprirete Alla prossima puntata! Con una favola... Tutta nuova!!! Puledro dal manto turchino, abitante delle praterie di Fantagò e deiì territori degli unicorni. E' considerato come uno dei più begli esemplari diì unicorni del territorio della Corte scontenta, ove regnano l'immaginazione eì la fantasia. Louis ha un temperamento molto simpatico e spiritoso. Inoltre, mostra unaì notevole vena letteraria: scrive dei racconti deliziosi! Agli altri unicorniì piace molto ascoltare le novelle delle praterie! Pregi: Bello, spiritoso e romantico. Difetti: Goffo e talvolta cocciuto. Segni particolari: Presso i puledri delle Fantagò, spicca il colore turchinoì del suo mantello! Hobby: Scrivere racconti. Cibo preferito: Tuberi freschi. Maestoso cavallo alato, dal manto lucido color madreperla e la saggezza diì una grande anima. Non risulta ancora completamente accertato, ma sembra cheì Pogo sia in realtà Pegaso, il fantastico cavallo protagonista dellaì mitologia greca. Pogo è l'insegnante di Louis a cui egli indica la via perì imparare ad essere libero. Pregi: Eleganza, maestosità, grandezza d'animo. Difetti: A volte risulta enigmatico, incomprensibile. Segni particolari: Nessuno. Hobby: Non si conoscono. Cibo preferito: Germogli di soia. Giovane puledro abitante delle praterie di Fantagò , amico di Louis . Diì nobili origini, egli appartiene alla stirpe dei re dei cavalli d'Irlanda. Maì nonostante le nobili ascendenze, Macha è un cavallo per niente snob: è amicoì di tutti perché è buono e generoso. Come tutti i cavalli della prateria, haì come fine ultimo quello di superare le barriere della velocità al galoppoì sfrenato. Pregi: Paziente, giocherellone, amico di tutti. Difetti: La distrazione. Segni particolari: E' un purosangue, dunque è particolarmente bello. Hobby: Non si conoscono. Cibo preferito: Fragoline di bosco. Cavallo da corsa, prepotente e aggressivo. Non tollera le differenze eì dunque non riesce a comprendere come mai Louis sia diverso dagli altriì cavalli, a causa del colore del manto e del suo sproporzionato capoccione.ì Colin ama contornarsi dei più forti, dei migliori e delle puledre più belle. Pregi: Indubbiamente la prestanza atletica. Difetti: Ha velocità ma poco cervello! Segni particolari: Una stella sul collo. Hobby: Colleziona ferri di cavallo, nonostante questi siano vietati nelleì praterie di Fantagò perché qui, i cavalli sono in libertà. Cibo preferito: Biada fresca con rosmarino. Puledrina molto vanitosa, amante del lusso e delle comodità. Jabez è moltoì graziosa e tutti i cavalli della prateria perdono la testa per lei. Ma leì sue attenzioni sono rivolte a Colin perché è il puledro più veloce e dunqueì più apprezzato dalla mandria. Anche Louis è segretamente innamorato di Jabez ma... invano! Louis suscitaì in lei solo tenerezza per il suo insolito aspetto. Pregi: E' un'ottima cuoca. Difetti: Piuttosto superficiale e pettegola. Segni particolari: Occhi molto languidi. Hobby: Nessuno. Cibo preferito: Le zollette di zucchero intinte nello sciroppo di mele. Molto timida e riservata, arrossisce facilmente, l'amica di Louis è unì unicorno molto, molto carino. Lei e Louis si sono conosciuti subito, nonì appena lui, cavallino dal manto turchino, è arrivato nei territori degliì unicorni . Oramai sono inseparabili: innamoratissimi l'uno dell'altra,ì sorvolano le praterie eseguendo voli acrobatici e piroette nel cielo! Pregi: Delicatezza e bontà. Difetti: La pigrizia. Segni particolari: Nessuno! Hobby: Annusare i fiori! Organizza vere e proprie escursioni per cercareì varietà di fiori profumati! Cibo preferito: Le carote. Cavallo malinconico e triste. Egli, dopo un brutto incidente avuto duranteì una corsa ad ostacoli, perse l'uso dello zoccolo anteriore destro. Ma leì circostanze di questo incidente restano oscure: nessuno ne parla mai! Nonì potendo appoggiare bene la zampa, egli zoppica ed è costrettoì inevitabilmente al passo, senza poter correre, né al trotto né al galoppo.ì Nelle praterie di Fantagò , correre è assolutamente tutto per un cavallo e,ì dunque, un cavallo zoppo non è molto ben visto! Per questa drammaticaì situazione, egli si è chiuso in un suo mondo che purtroppo esclude anche suoì figlio. Come tutti coloro che hanno sofferto, il babbo di Louis ha unaì grande intelligenza ma purtroppo è molto egoista. Pregi: Forza di volontà, intelligenza. Difetti: Di poche parole e troppo distante da suo figlio Louis. Segni particolari: L'andatura zoppicante. Praterie del continente della Corte scontenta dove vive una mandria diì cavalli che insegue l'idea della velocità. In queste praterie, le idee, iì sogni, i desideri hanno delle vere e proprie sembianze, come se fosseroì degli oggetti reali. Perlopiù hanno uno stato gassoso. E' il caso dellaì velocità, ad esempio, che sfreccia sotto forma di nuvola, facendo impazzireì i cavalli delle praterie per i quali essa è divenuta una idea fissa. Gnomo appartenente alla famiglia dei Guehillon di Loo, dal temperamentoì solitario e riservato. Non ama molto la compagnia; spesso si nasconde: non è facile accorgersiì della sua presenza. E' infatti abilissimo a trovare nascondigli perfetti.ì Perché venga, basta chiamarlo per nome o fare un suono che gli somigli come:ì cliccare col mouse, muovere un interruttore o un qualunque altro oggettoì metallico che scatta. Non è detto, però, che si faccia vedere. Conosce l'arte magica, la scrittura e tutti segreti del piccolo popolo dalleì orecchie a punta! Nessuno conosce la sua età, né la provenienza. Molti sospettano che sia il capo in testa della sua gente. Nome nella lingua degli gnomi &§@# (cioè CLIC). Pregi: Ne ha moltissimi, difficile elencarli tutti! Difetti: Si addormenta ovunque ed è distrattissimo. Segni particolari: E' sempre vestito con una tunica rossa rattoppata e conì un cappello a cono. Hobby: Leggere e raccontare avventure. Cibo preferito: Strudel di mele, crema di castagne, dolcetti di mandorle. Zoppicante. Gagliardi, robusti. Nelle praterie dei Fantagò , perdere le briglie significa perdere laì pazienza, o perdere la testa per qualcuno. Facendo la corte a qualcuno. 'Battere i pezzi' è un modo di dire cheì significa farsi belli agli occhi di qualcuno che suscita piacere. Reso stupido, soggiogato da qualcosa. Fucile, modo generico di indicare un'arma da fuoco portatile. Zona del corpo compresa tra il collo e il dorso. Zona dell'addome compresa nelle ultime coste della cassa toracica. Ciò che si riferisce ai cavalli come le gare sportive dell'equitazione. Niente, in lingua spagnola. Modo di dire che sta a significare: niente Noioso. Breve, essenziale. Cose di poco conto o inutili. Calma, lentezza esagerata. Getto d'acqua che fuoriesce dal terreno. Si dice che i cavalli magiciì abbiano il potere, piantando il loro zoccolo nel terreno, di far sgorgareì delle sorgenti incantate poiché conoscono il percorso sotterraneo delleì acque. Nel linguaggio di Louis , cavalli interessati a rincorrere l'idea della velocità. Nel linguaggio di Louis, cavalli interessati a realizzare la propria fantasia.