Questo libro vuole essere un omaggio doveroso e affettuoso nei confronti di una tra le più amate e applaudite interpreti delle ultime generazioni. Ripercorre minuziosamente l'ultimo periodo della carriera, attraverso un fil rouge, un comune denominatore, rappresentato dal rapporto che Mia Martini aveva instaurato con il suo club ufficiale denominato 'Chez Mimì', attraverso incontri e interviste rilasciate in esclusiva. Il tutto impreziosito dalle dichiarazioni e commenti di alcuni tra i suoi collaboratori (musicisti, autori, etc.) Il titolo 'La regina senza trono' trae spunto, in maniera ironica e divertita, da un desiderio di Mia Martini di volere, attraverso un'elaborazione grafo-pittorica, apparire così nell'album che avrebbe voluto dedicare alla luna. Purtroppo non c'è stato il tempo... Pippo Augliera (Messina 1957) laureato in Psicologia presso l'Università' di Padova, psicoterapeuta. Ha fondato nel 1989 il club 'Chez Mimì' dedicato a Mia Martini, autorizzato dall'artista stessa, che conta centinaia di soci iscritti in tutta Italia, e da oltre quindici anni ne cura la fanzine e il sito. ISBN: 88-604-2147-0 16,80 MIA MARTINI LA REGINA SENZA TRONO Guida 2005 © Alfredo Guida Editore Napoli - Via Port'Alba, 19 www.guidaeditori.ìt elites@guida ìt sistema di qualità della casa editrice certificato iso 9001/2000 ISBN 88-6042-147-0 L'Editore potrà concedere a pagamento l'autorizzazione a riprodurre una porzione non superiore al 15% del presente volume A tutte le persone che non ci sono più Ma vivono dentro di me PREFAZIONE Federico Vacalebre E non finisce mica il cielo, se una nazione non ricorda le sue voci migliori, i suoi interpreti più appassionati, le sue ugole più profonde, sensuali, veraci. No, non finisce mica il cielo in questa italietta berluscona dei conflitti d'interesse dilaganti che non lasciano tempo per ricordare una piccola grande donna che ci ha dato così tanto per avere in cambio così poco, amore del pubblico a parte. Non le è bastato e il suo cielo è finito e il nostro si è fatto più povero e scuro, il nostro orizzonte sonoro più limitato, senza quel suo canto libero maturato nel sole nel sale, nel Sud. Ribelle nell'era delle canzonette, signora dei cantautori quando ancora non era di moda, partenopea adottiva, Mimì - ha ragione il principe De Gregori - sarà ancora: fa troppo male parlare di lei al passato. Troppo forte - e viva - l'emozione che ci provoca il riascoltarla, l'assenza è davvero un assedio, riecco Piero Ciampi, riecco qualcuno che come lei cantava per esigenza di vita, per consumare la propria vita. Chi l'ha conosciuta non ne ricorda solo la voce, lo sguardo capace di attraversarti come nel tentativo di essere altrove, il sorriso a volte forzato, ma il profumo, l'odore dolce eppure pungente che l'avvolgeva quasi a neutralizzare i brutti odori del mondo, del mal di vivere che di solito aveva dentro. Queste pagine non sono Mimì, Mimì non è più, Mimì è stata, Mimì sarà. Queste pagine sono un regalo d'amore, un grazie doveroso da parte di chi sa quanta fatica e quanta passione, quanta vita e quante vite possano esserci dentro una canzone. Un flashback che ne provoca altri: ricordo quando Mia fu accolta da Roberto Murolo nella sua casa napoletana, al Vomero, dicendo “Ma come canta bene questa guagliona”; ricordo il suo volto illuminato quando dalla nostra Calabria le avevo portato dei canti popolari e soprattutto dei peperoncini rossi come il fuoco e l’amore, quello vero che brucia in gola e nel corpo e nel cuore; ricordo quanto festeggiò tra i tifosi gli scudetti del Napoli e i goal-canzoni-minuetti di Maradona; ricordo… E non finisce mica il cielo, è vero, ma beato quel paese che sa capire quanto contano le sue piccole grandi donne prima che finisca il loro cielo. Perchè il cielo non è sempre più blu, come cantava un altro piccolo grande calabrese. INTRODUZIONE Pippo Augliera La sua scomparsa, improvvisa e crudele, avvenuta il 12 maggio del 1995, ha lasciato un vuoto incolmabile nel mondo della musica leggera italiana. Mia Martini ha avuto una prestigiosa carriera che è stata caratterizzata da vari black-out, dai quali è sempre venuta fuori con nuove convinzioni e forte determinazione. Sì, perché Mimì, così la chiamavano affettuosamente gli amici e gli ammiratori, dalle sue radici meridionali, da donna del Sud fortemente volitiva, aveva ereditato il suo essere caparbia e ostinata. Si è ritirata dalle scene nei primi anni 80, quando gli eventi sembravano accanirsi contro di lei, e sono stati anni bui e complessi in cui tutti si chiedevano che fine avesse fatto. E, poi, improvviso e inaspettato, il suo rientro clamoroso al Festival di Sanremo del 1989 con lo splendido brano 'Almeno tu nell'universo' ed è un trionfo con una ritrovata e accresciuta popolarità. Mia Martini è stata un'artista vera che non ha mai voluto scendere a compromessi con l'industria discografica, andando spesso controcorrente e pagando in prima persona certe sue scelte professionali. Ha interpretato e vissuto le sue canzoni, con la sua voce 'soul', dell'anima, piena di vibrazioni e di pathos, che, ai tempi degli hits anni 70 come 'Piccolo uomo' e 'Minuetto', era più teneramente contaminata dall'emozione. Ha scoperto autori che sono 'cresciuti' con lei, da Maurizio Fabrizio a Dario Baldan Bembo fino ad arrivare a Ivano Fossati ed Enzo Gragnaniello. Hanno composto brani ai quali Mia ha sempre dato un'impronta tutta sua, caratteristica, questa, che ha dato lo stimolo all'artista di scrivere, sin dagli esordi, alcuni testi o curare le traduzioni di alcune cover straniere e, successivamente, a comporre anche le musiche. Questo libro vuole essere un omaggio doveroso e affettuoso nei confronti di una tra le più amate e applaudite interpreti delle ultime generazioni. Ripercorre minuziosamente l'ultimo periodo della carriera, attraverso un fil rouge, un comune denominatore, rappresentato dal rapporto che Mia Martini aveva instaurato con il suo club ufficiale denominato 'Chez Mimì', attraverso incontri e interviste rilasciate in esclusiva. Il tutto impreziosito dalle dichiarazioni e commenti di alcuni tra i suoi collaboratori (musicisti, autori etc.) Il titolo 'La regina senza trono' trae spunto, in maniera ironica e divertita, da un desiderio di Mia Martini di volere, attraverso un'elaborazione grafo-pittorica, apparire così nell'album che avrebbe voluto dedicare alla luna. Purtroppo non c'è stato il tempo... Sono tornata. La prima serata del Festival di Sanremo 1989 è caratterizzata dal ritorno, dopo anni di assenza, di Mia Martini, artista scoperta nel lontano 1971, dai tempi dell'urlo dissacratorio di 'Padre davvero'. Essendo la prima ad esibirsi, si avvicina timidamente al microfono, incomincia a cantare ed è subito magia, un crescendo di emozioni, quando si arrampica sulle note più alte del pentagramma nell'inciso: "tu che sei diverso, almeno tu nell'universo..." Non si può fare a meno di alzarsi ad applaudire. E alla fine della sua esibizione, quel caldo applauso e sincero da parte delle persone presenti in sala, a conferma che è lei la vincitrice morale. Lei così diversa dagli altri artisti, lei così vera, nel dimostrare su quel palco la sua vittoria sulle avversità. Lei che per anni si era dovuta ritirare, perseguitata da quel venticello della calunnia, legata alla fama di portare iella! Lei che, per la sua grandezza di artista aveva dovuto pagare un prezzo così alto! "Quando Mia ha terminato il suo pezzo, un giovinetto tra il pubblico ha commentato: 'Però che voce!' Un altro ha detto: 'Questa Mia Martini piaceva a mia madre... pensavo che si fosse ritirata in convento' No, Mia Martini non si era fatta suora, non aveva preso i voti o indossato i panni delle Carmelitane scalze. Ma era come se. Una sorta di impalpabile, inspiegabile congiura le aveva scavato il vuoto intorno, E perché mai?, si chiederà l'ingenuo lettore. Cosa aveva fatto la bruna e gracile Mia? Aveva forse complottato contro lo Stato? O tramato nei ranghi occulti della P2? Oppure aveva venduto segreti militari oltre il sipario di ferro? Macché, niente di tutto questo. La spiegazione è semplice e aberrante: alcune pie anime avevano sparso la voce che Mia Martini 'portasse iella'. Chiunque lavorasse con lei, si malignava, era destinato a incappare in qualche guaio fisico, o catastrofe finanziaria. Si, lo so, sembra una cattiva favola dei fratelli Grimm. Ma questo è il motivo principale per cui Mia Martini è stata emarginata per un decennio. Però non chiedetele una conferma, si sentirebbe costretta a negare. Perché si vergogna di quello che è accaduto: se ne vergogna per conto di alcuni suoi colleghi. A scanso di eventuali equivoci mi corre l'obbligo di aggiungere che non sono amico di Mia Martini. L'unica volta che ho incontrato Mia è stato a Venezia, per puro caso, una decina di anni fa. Siamo andati a cena alla Taverna. Era con noi quel mago della canzone che si chiama Charles Aznavour, soprannominato l'istrione. Dico la verità, ero andato al teatro Malibran per intervistare Aznavour. Egli aveva fatto tappa a Venezia dopo un giro trionfale dei teatri italiani, al fianco di Mia Martini. La prima cosa che ho chiesto ad Aznavour, quando a piedi ci siamo diretti verso San Marco, è stata questa: 'Come mai hai scelto proprio Mia per fare coppia sul palcoscenico?'. Aznavour mi ha fissato con quei suoi occhi furbi e ironici: 'Ma, mio caro, dica una cosa', ha sospirato, 'lei è del mestiere? Beh, se è del mestiere la sua domanda non sta in piedi. Mia è fra le due o tre voci di donna che mi danno un vero piacere'. Non so come siano andate poi le cose, ma ho il sospetto che l'eclissi di Mia Martini sia cominciata dopo la sua clamorosa tournée con Charles Aznavour. Il successo in qualche modo bisogna pagarlo. Le iene sono sempre in agguato". Nantas Salvalaggio L'ultima sua incisione risalente al 1985 era stata 'Spaccami il cuore', firmata da Paolo Conte, clamorosamente bocciata dalla commissione esaminatrice di Sanremo e che aveva rappresentato il saluto al suo pubblico, quando è costretta, come risposta all'ostracismo che circondava la sua persona e alle difficoltà personali, ad appendere al chiodo la sua prestigiosa carriera con un dignitoso ma sofferto ritiro. Cosa c'era veramente dietro e dentro questa grande crisi? È proprio la stessa Mimì a parlarne in una intervista spietatamente cruda e sincera apparsa nel maggio 1990 sulla rivista "Noi donne" di Ivana Zomparelli. "C'era che si era spezzato l'equilibrio, e in tutta la mia fragilità sono crollata. Cioè è crollata Mia Martini, la parte esteriore di me, mentre è rimasta, anzi si è liberata la mia vera identità. In quel momento non avevo scelta, era la ricerca di me stessa che dovevo affrontare. Nel crollo hanno coinciso un po' di cose. Io ero all'apice del successo, e purtroppo le case discografiche si erano accorte che potevano vendere qualsiasi cosa. Allora la Ricordi mi ha proibito di scegliere le mie canzoni al di fuori delle proprie edizioni. Una cosa pazzesca! Potevo cantare solo quello che volevano loro. Così me ne sono andata. La Ricordi mi ha fatto causa, l'ha vinta, e sono stata condannata a pagare miliardi di danni, cifre astronomiche. Mi hanno sequestrato tutto. Ed è cominciato l'ostracismo sistematico. Intanto era iniziato, su basi sanguinolente e catastrofiche, il rapporto con Ivano Fossati. E avevo il mio bel da fare con questo campo minato. Avevo un contratto con un'altra casa discografica, e ho dovuto romperlo a causa sua. Perché era geloso, dei dirigenti, dei musicisti, di tutti. Ma soprattutto era geloso di me come cantante. Diceva che mi voleva come donna, ma non era vero perché infatti non ha voluto nemmeno un figlio da me, e la prova d'amore era abbandonare del tutto anche la sola idea di cantare e distruggere completamente Mia Martini. Io ero combattuta, non riuscivo a farlo. Il fatto che ci fossero tutti quei debiti da pagare era il mio alibi per non smettere. Ma quando si è opposto violentemente alla collaborazione con Pino Daniele, alla quale tenevo moltissimo, per un album che dovevo fare, questa lotta tra me donna e Mia Martini è diventata una cosa feroce. E infatti quando sono andata in sala registrazione per incidere il disco, senza Pino Daniele, mi è andata via la voce. Mi sono ritrovata con le corde vocali imprigionate in una spessa membrana formata da noduli. Pare che sia una cosa rarissima. Ci sono voluti due interventi chirurgici. Sono stata muta un anno. E non si sapeva se sarei potuta tornare a cantare. Ho ricominciato, con fatica. Ho inciso un altro paio di album, ma sentivo che non ce la facevo più. Alla fine, nel 1983 ho mollato. Ho rotto con Fossati e mi sono messa alla ricerca di me stessa. Mi sentivo un mostro, come Fossati diceva che ero. Ho passato lunghi periodi a Bagnara, in Calabria, il mio paese d'origine, con il mio cane che poi è morto. È stato un grande dolore, stava con me da 16 anni. Mi sono trasferita stabilmente in Umbria. Continuavo a lavorare sulla voce, a studiare musica, ma pensavo che non sarei mai più tornata a cantare veramente. Per sopravvivere facevo delle serate qua e là, con dei gruppi orribili. È andata avanti così un bel po'. Poi una sera, esattamente il 29 dicembre 1988, tornando a casa in macchina ho beccato un lastrone di ghiaccio e sono finita in un burrone. Come si dice, sono salva per miracolo. Mi sono fatta a piedi il resto della strada, tutta sanguinante. Quando sono arrivata mi sono messa a piangere disperatamente, e poi tutto a un tratto a ridere. Ho avuto in quel momento la sensazione di aver lasciato tutto in fondo a quel burrone, come se mi fossi liberata dai retaggi del passato. Non li ho dimenticati, fanno parte di me, ma il peso è rimasto laggiù. Due mesi dopo ero al Festival di Sanremo 1989. È stato bellissimo. Adesso posso fare il mio mestiere come voglio, perché sono diventata una persona che si piace". Questo periodo difficile viene raccontato dal suo discografico di allora Roberto Galanti in una intervista apparsa su "Chez Mimì": "Ricordo una Mia Martini delusa e amareggiata, ferita dalle voci che già circolavano sul suo conto e che l'hanno accompagnata per il resto della sua vita. Nacque, agli inizi degli anni Ottanta, subito dopo aver firmato il contratto con la ddd, un rapporto di amicizia e di stima, anche se l'affetto per questa grande artista non deve far dimenticare le spigolosità e i lati negativi del suo carattere. Capace di essere dolcissima nel privato, Mimì diventava intransigente e a volte insopportabile quando si entrava nello specifico della sua professione. Molti autori, che ci inviavano canzoni anche interessanti, venivano scartati a priori perché da lei ritenuti troppo popolari o non particolarmente originali. Difficile trovare un compositore che fosse a suo parere adatto a lavorare con lei, per questo rifiutava con testardaggine brani anche di probabile successo, e quando dietro mia insistenza acconsentiva a realizzare un provino di uno di questi, lo interpretava talmente male che finiva immancabilmente per essere scartato. Realizzammo il suo primo disco con musicisti americani di grande valore, ma poco noti in Italia, e il riscontro del pubblico non fu positivo. Cercammo allora di proporla più sorridente, più solare, e cominciò una bella collaborazione con Shel Shapiro, da cui nacque 'Quante volte', appunto, e un disco che comprendeva diversi pezzi composti da lei stessa. Nel frattempo, con 'E non finisce mica il cielo', premio della critica a Sanremo nel 1982, aveva confermato le sue straordinarie capacità di cantante e di interprete. Qualche tempo dopo, si era raggiunto un accordo per un disco con canzoni inedite di Pino Daniele, ma quando tutto sembrava deciso, Pino, a sorpresa, dette alcuni brani a sua sorella Loredana, e allora Mimì, ancora una volta delusa, non volle farne più niente. 'Miei compagni di viaggio', una selezione di canzoni di grandi artisti a lei particolarmente cari, fu registrato dal vivo nel corso di due concerti al Ciak di Milano, e la sua voce risultò talmente perfetta (di solito in questi casi la voce viene rifatta o per lo meno corretta in studio) che dovemmo mettere tra le note di copertina che nessuna modifica era stata apportata in fase di missaggio. Un amore appassionato e turbolento, che le dava grandi gioie ma altrettante depressioni, le cattiverie dell'ambiente dello spettacolo, la scomodità di rimanere sempre coerente alle sue idee musicali, le grandi difficoltà economiche in cui perennemente si dibatteva, la portarono a chiudersi sempre più in se stessa, e quando la commissione d'ascolto del Festival di Sanremo non accettò 'Spaccami il cuore' di Paolo Conte, maturò la decisione di smettere di cantare. Il suo contratto con la ddd dopo qualche mese terminava e, nonostante le mie insistenze, non ci fu verso di farle cambiare idea. Ho continuato a frequentarla come amica; lei viveva sola e isolata a Milano 2, e io ogni tanto la chiamavo: 'Mimì andiamo a mangiare il pesce?', ricordo la frase di rito, e lei arrivava, apparentemente serena, sempre col suo vivace senso dell'umorismo. Andò via da Milano,la persi di vista, voleva tornare a vivere in Calabria, ma non trovò casa, si spostò fuori Roma. L'ho incontrata a Sanremo, un rientro eccezionale, quando ha rivinto il premio della critica con 'Almeno tu nell'universo'. Era raggiante, ci siamo abbracciati a lungo. 'Ho tifato per te', le ho detto. 'Ma come, se ho battuto di un punto Jannacci, il tuo cantante?', mi ha risposto". Almeno tu nell'universo Dopo anni di assenza dal mercato discografico, riesce a scalare la hit parade dei singoli più venduti ed è 'costretta' a realizzare a tempo di record l'album 'Martini Mia', che ottiene il disco d'oro per le oltre centomila copie vendute e le viene assegnata la Targa come migliore interprete al Premio Tenco. "Beh, quello che è successo, è andato al di là di ogni aspettativa, ho avuto una accoglienza... pazzesca, insperata, tanto bella che mi ha trovata impreparata e in certi casi commossa. Salvalaggio, ad esempio, ha scritto un pezzo sensibile, delicato, mi ha fatto sentire un po' bambina nel ricordare la tournée con Aznavour, sono passati tanti anni! Sono persino imbarazzata da questo amore che mi circonda. 'Martini Mia' l'ho fatto in sette giorni con del materiale raccolto qua e là, un po' vecchio, un po' nuovo, realizzato poi in studio in fretta e furia, ma con tutto il nostro impegno. Ora, per quel che mi riguarda, non voglio approfittare del dopo successo con spirito di arraffamento. Poche cose, ma buone. Preparerò un gruppo con cui fare poche serate in estate e qualche concerto in grossi teatri italiani. Sto anche già lavorando al prossimo ellepì, che dovrà essere dallo stupendo in su, spero anche grazie agli amici artisti che sto contattando: Jannacci, Pino Daniele, De Gregori, Mimmo Cavallo. Stavolta voglio programmare bene le cose, e già per gli anni futuri. Non intendo lasciare più la musica. E neanche Calvi: è la mia aria, il mio ossigeno, l'unico posto che possa mettermi in condizioni spirituali tali da lavorare dando il massimo. E poi ci sono i miei amici, i miei dischi, i miei libri. Poi, quando ho voglia di lavorare, i miei strumenti, il mio pianoforte, i vari registratori... il mondo è tutto lì, quello passato non importa più". Antonella Ottolina "Anna" 1989 Il pensiero va spesso a questa piccola donna, alla sua tenacia e capacità di resistere, alla sua energia trasmessa attraverso la musica come benzina per il motore della vita. "Per me la musica è la dinamica della vita, il movimento, la respirazione, tutto ciò che non è statico. Mi affascina, mi sconvolge, mi da delle scintille. Cantare è solo un modo di vivere un'emozione, una sensazione, un ritmo che stai vivendo. Quando ascolto una canzone che mi viene proposta chiedo soltanto che mi coinvolga e che mi emozioni, poi cerco di scoprire che cos'è che mi emoziona e quando lo capisco tutto ciò diventa una storia mia, che io credo di aver già vissuto e la racconto. La mia voce è passata dalla testa alla gola. Questa trasformazione l'ho voluta io. Mi ero stufata di avere una voce che abitava in testa, e così ho cambiato l'arredamento, e l'ho mandata giù, da dove partono tutti gli stimoli e tutti i sentimenti. Cantare è unire tutto, compresi dolori e passioni. Canto per me e per gli altri : è un modo di esprimere me stessa, di darmi fuori; ho bisogno di farlo per sentirmi viva, vera, utile; è come lanciare un messaggio che mi da la possibilità di avere un contatto con la gente, di unirmi ad essa per mezzo di questo filo magnetico, invisibile, ma forte. Salire in scena è una esperienza sconvolgente, come fidanzarsi con tutto il pubblico: un rapporto intenso, privato, tenero. Cantando in diretta riesco a dare il massimo di me stessa. Perché tra i musicisti e me c'è un bellissimo scambio di vibrazioni. Invece, con una base o in playback mi sento come una poveretta che sta lì a mimare chissà che. E pensare che 'Almeno tu nell'universo' è stata scritta nella stessa settimana di 'Piccolo uomo', ma Mimì non ha voluto inciderla, forse la considerava troppo avanti per la psicologia di quel periodo. È rimasta nel cassetto per ben 17 anni ed è stata provinata da altri artisti ma con scarsi risultati, probabilmente aspettava di essere interpretata da chi l'ha poi trasformato in un piccolo capolavoro per coinvolgimento ed intensità. Con Maurizio Fabrizio, l'altro autore del pezzo, che considero uno dei migliori compositori esistenti in Italia, abbiamo scritto altri pezzi per lei, ne adoro uno in particolare 'Il colore tuo'. In questa interpretazione è straordinaria, perché il colore suo è un colore strano che non mette l'allegria, ma è l'unico colore che ci sia... Devo dire che a me Mimì ha sempre portato fortuna, abbiamo indovinato insieme alcuni successi commerciali, d'altronde, non è che uno decide al mattino di comporre brani che resteranno nell'immaginario collettivo: uno li scrive e basta, troverà chi li interpreterà e poi dopo vent'anni si ritrova ad aver fatto la storia della canzone". Bruno Lauzi, autore della canzone 'Almeno tu nell'universo', in un'intervista a Luca Ghirotto di "Chez Mimì" "...i miei discografici volevano che cantassi 'Almeno tu nell'universo'. L'ho anche provata, ma dopo averla ascoltata nella versione di Mimì, ho rifiutato e ho detto: ragazzi, dovete convincere Mia Martini a portarla a Sanremo. La stessa canzone cantata da me e poi cantata da lei risulta tutta un'altra cosa, la sua voce mi ha dato delle emozioni troppo intense perché io potessi appropriarmi di quella splendida canzone". Mietta in un'intervista a Mara Fava di "Chez Mimì" "Maurizio Fabrizio mi ha mandato il provino, forse per farmelo conoscere, non so; ho ascoltato, comunque, un pezzo bellissimo, si sentiva, si capiva che quella era veramente una bella canzone, però non era adatta a me, aveva bisogno di una voce veramente potente e di una cantante molto più melodica di me. Quello per me è stato il periodo della chitarra, delle ballate, perciò non ho sentito molto mio questo pezzo. Poi, sono andata a Sanremo e, tra l'altro, c'è da dire che per me è stato il Sanremo di 'Bambini' e per Mia Martini il Sanremo di 'Almeno tu nell'universo'". Paola Turci in un'intervista a Silvia Tabanelli di "Chez Mimì" "Di 'Almeno tu nell'universo' credo che resterà quello che è rimasto di 'Minuetto' oggi, che ormai ha quasi vent'anni, ma sarà qualcosa di più importante, perché 'Minuetto' non ha avuto la partecipazione, il calore di 'Almeno tu nell'universo', un pezzo che è arrivato dopo un buco nero che c'era nella mia vita, nella mia carriera. Chi lo risentirà tra vent'anni avrà qualche brivido in più, perché si ricorderà di una emozione intensa che abbiamo vissuto insieme". Bruno Di Marino "BLU" n. 31 1989 Come secondo singolo dell'album sceglie uno splendido brano di Enzo Gragnaniello 'Donna', scritto di getto dall'autore dopo aver assistito emozionato ad uno dei suoi tanti concerti tenuti nel napoletano nel suo ultimo periodo buio, quando lei, isolata dal mondo della musica, lavorava con due impresari napoletani. Il suo ritorno sulle scene è dovuto anche a quel pubblico, che con affetto affollava queste serate musicali e la incitava ad uscire da questo esilio. Così con l'aiuto di Gragnaniello pensa di ritornare, la sua intenzione era quella di fare un disco con un po' di promozione, ma ha paura della reazione del mondo della musica. La decisione la prende nel settembre 1988, dopo giorni di riflessione chiusa in una camera d'albergo a Capo Misero. E quella che avrebbe dovuto essere un'apparizione fugace, si trasforma in un successo, a dispetto di certi addetti ai lavori che avevano previsto un fallimento e un crollo. "La vedo esibirsi accompagnata soltanto da un pianista e quando la sento cantare rimango fulminato sulla sedia, sento qualcosa che vibra e mi dico: che cosa sta succedendo? Perché questa donna canta così? La sua è una voce dell'anima, e mi domando come un'artista così grande possa essere maltrattata da tanta cattiveria. Avverto una forte emozione. Questa per me è la più grande cantante che io abbia mai sentito... Alla fine del concerto ci presentano e istintivamente ci abbracciamo, è un bell'incontro, quando torno a casa scrivo 'Donna'. Dopo qualche giorno, la invito a casa mia ai Quartieri Spagnoli ad ascoltare il provino, lo vuole sentire almeno cinque volte, le piace tanto e mi chiede come è possibile che abbia scritto questo pezzo, calandomi nella sensibilità femminile. Percepisco il suo cambiamento, come se le abbia trasmesso una carica dentro, una energia, una linfa di cui lei ha bisogno in quel momento. A Napoli lei si rigenera, è come mettersi sotto a un albero, lasciarsi risucchiare tutte le impurità e liberarsi da tutto il negativo che la circonda, bisogna stare attenti a quello che si dice. Con le parole si può macchiare a vita una persona. E così nasce questo grande rapporto forte tra me e lei, una interprete che ha trasformato con il passare degli anni la sua voce, non più quella vocina bella degli inizi, ma capace di vomitare note ed emozioni, e questo è cantare... solo John Lennon ha espresso come lei certe cose in maniera toccante". Enzo Gragnaniello in un'intervista inedita a Maria Pia Troccali di "Chez Mimì" "Enzo Gragnaniello", commenta la stessa Mimì, "è un grande artista e sono felice di questo incontro. Il suo in realtà è un dialetto napoletano trasformato in italiano, perché della sua lingua conserva alcune espressioni tipiche. La sua maniera di esprimere i concetti è molto semplice, ma anche molto toccante. Nel suo brano 'Donna' non vi è descritto un solo tipo di donna, si parla di diverse violenze che si fanno alle donne e non solo quelle fisiche; come diceva il grande Lennon 'la donna è il negro del mondo'. La donna è la cattiva coscienza, è la madre; la donna è colei che deve capire, è il trait d'union, è quell'equilibrio. .. la donna è la cattiva coscienza, è la madre; la donna è la follia, la tentazione; la donna è il dubbio ma è anche la soluzione. Mi ritrovo in questo testo e lo sento perché ho subito delle violenze sia come artista che come donna". Cominciano i passaggi televisivi e fioccano numerose interviste. Tutti a chiedersi che fine avesse fatto in tutti quegli anni. Lei è emozionata e aperta al dialogo, come se stesse vivendo un sogno incredibile dal quale non vorrebbe svegliarsi. "Ho avuto la gioia di averla ospite nel mio programma Via Teulada, 66 per cinque giorni, un'artista veramente straordinaria, un'interprete grande, grande! Era sorridente, disponibile, felicissima per l'enorme successo ottenuto a Sanremo con 'Almeno tu nell'universo'. Sembrava una bambina davanti a una montagna di giocattoli tutti per lei, che non sapeva quale prendere per iniziare a giocare! È stato questo il momento più bello della sua carriera, quando ha ritrovato il meritato successo, oscurato da calunnie e maldicenze. Nessuna malalingua, però, ha potuto fermare la sua impareggiabile bravura e non potrò dimenticare la sua intensa interpretazione di 'Donna', a tal punto da farmi visibilmente commuovere. Felicità!" Loretta Goggi in un'intervista ad Angelo Foli di "Chez Mimì" "In chiusura del Premio Regia Televisiva a Giardini Naxos, Mimì si è esibita dal vivo con 'Notturno', una canzone struggente, bella da morire, ed è stato un successo. Il pubblico si è alzato, l'ha stretta in passerella, applaudendola continuamente. Lei, intimidita, sembrava volesse dire: 'Cosa devo fare?', gioiva in mezzo a questo pubblico che la capiva, un finale davvero splendido. Sempre in diretta da Rai Uno, lei ha fatto con me il Festival del Piano Bar a Messina e altre manifestazioni, tra le quali una serata di beneficenza al Teatro Nuovo di Milano. Mi ricordo che in quell'occasione venne in camerino a dirmi: 'Daniele, questa sera non mi sento molto bene, mi raccomando, non mettermi troppo in fondo alla scaletta'. Ci incontravamo spesso, alla radio e in tv, l'ho sempre trovata, direi, .. .non malinconica, ma contrariata ed amareggiata di certe dicerie sul suo conto. Bagnara rappresentava il suo momento di pace e di relax, con il suo mare e la sua gente, il posto dove rifugiarsi, magari dopo le liti con la sorella o le discussioni familiari. A questo proposito, mi ha colpito un episodio riguardante David Zard, grande uomo di palcoscenico, nonché organizzatore e manager. Anni fa aveva scritturato Loredana Bertè per una serie di concerti, alla seconda serata ha sciolto il contratto, con la seguente motivazione: 'Senti, con te non lavoro più, fai quello che vuoi, c'è una differenza fondamentale fra te e Mimì, tua sorella è un'artista, tu sei impossibile!'" Daniele Piombi in un'intervista a Luigi Perona di "Chez Mimì" Memorabile la sua partecipazione ad una puntata di Europa, Europa, nella quale interpreta in maniera struggente il suo brano d'esordio 'Padre davvero' accompagnata al pianoforte dal maestro Piero Pintucci, con una voce roca, potente, in grado di trasformare un inno di protesta e di rabbia in accenti e ricami pieni di pathos. È l'unica ospite allo special televisivo di Enzo Jannacci, in onore dei suoi trent'anni di attività, e lei interpreta con grande carica emotiva 'Io e te', strappando un lungo applauso del pubblico presente. "Ho conosciuto Mimì nel periodo in cui lei faceva parte della ddd, la mia stessa casa discografica e mi ha dato una emozione nel vederla accettare di partecipare ad una trasmissione televisiva 'Poker d'assi' in cui lei si esibiva con dei nuovi talenti. Lei aveva un carattere difficile, le avevano fatto questo brutto scherzo, la storia della scalogna che non so da dove sia partita. Ho rivisto Mimì a Sanremo nel 1989, in cui presentava un pezzo più forte del mio, ho cercato di starle vicino, perché mi sembrava un po' distaccata dagli altri, mi sono offerto di stare a sentirla e aiutarla, ho notato che più insistevo nel comportarmi così, più lei si arrabbiava con me, ed aveva ragione. Le ho chiesto pure scusa, ma lei rimaneva un po' sulle sue... Mi ha fatto venire in mente l'immagine dei moscerini, che hanno un sistema nervoso periferico e centrale, un apparato di riproduzione, gli stessi valori di PH del corpo umano normale, solo squilibrati di qualche decimo di millesimo di grammo. E volano... e la gente, senza saperlo, va, fa del male e spesso ammazza i moscerini... Quando abbiamo partecipato a Sanremo in the world è stato molto bello, mi ricordo che Gigliola Cinquetti, Paola Turci e Dori Ghezzi hanno voluto cantare la mia canzone 'Vincenzina' e l'hanno interpretata tutte in modo sofisticato. Si è avvicinata Mimì e mi ha sussurrato: 'posso provare anche io?' Lei, come ha fatto Ute Lemper con il mio brano 'La Fotografia', al posto di mettersi a gridare ha dato un pianissimo che ha fatto venire i brividi a tutti quelli che eravamo presenti. Dopo questa esibizione, ho sentito di proporle un pezzo splendido scritto con mio figlio da portare l'anno dopo a Sanremo, perché era adatto per il suo modo di cantare, ma non c'è stata la possibilità di incontrarla e non si è fatto niente, peccato..." Enzo Jannacci in un'intervista inedita a Maria Pia Troccali di "Chez Mimì" Compagni di viaggio Mia organizza una tournée estiva che fa seguito ad una applauditissima apparizione in tv a doc, il programma di Renzo Arbore, dove si esibisce dal vivo con il suo gruppo. Nei concerti canta quasi tutti i brani dell'album 'Martini Mia', alcune perle del suo repertorio come 'Per amarti', 'Amanti 'Bambolina', e alcune covers come 'Come together', 'Confusione' di Lucio Battisti e 'La donna cannone' che Francesco De Gregori ha scritto nei primi anni '80, ma che lei non ha potuto incidere perché aveva già intenzione di ritirarsi dalle scene. "Conosco Francesco De Gregori, siamo insieme nella musica da quando ancora stavo con Ivano, anzi da molto tempo prima. Mi ha detto che sono anni che sta pensando di scrivere qualcosa per me, ma è bloccato un po' dal fattore musicale : 'tu una canzone mia non dovresti cantarla, perché io faccio canzoni con tre note'. L'ho rassicurato: 'tu non ti preoccupare, anche con una nota sola, non mi importa nulla, non ho bisogno di tutta la scala musicale per fare un pezzo'. Mi ha suggerito, allora, 'La donna cannone' che è il brano che avrei dovuto cantare io. Ho seguito il suo consiglio, l'ho cantato dal vivo ed è un pezzo bellissimo". Radio Stereo 1 "Il mio incontro artistico con lei è stato determinato da due musicisti che già la conoscevano. Mimì voleva fare questa tournée dopo Sanremo, loro le hanno consigliato me, ci siamo conosciuti, ha espresso il suo parere positivo e sono entrato a far parte del gruppo. Sul palco, ho un rapporto molto bello con lei, fatto di occhiate e di complicità, una buona comunicazione che garantisce la buona riuscita dello spettacolo, quando si canta e si suona insieme. Mimì, durante la sua esibizione, vuole attorno a sé persone che siano presenti, perché se coglie una distrazione, vuol dire che non sei nella sfera, non c'è sintonia. Non le interessa il musicista che ha una tecnica spaventosa, ma quello che riesce ad essere in grado di capire quello che in quel momento vuole. Mimì queste cose non te le dice, ma le senti e non puoi non lasciarti trasportare da questo feeling, i problemi sorgono quando certi musicisti pensano che lei sia la solita cantante che fa musica leggera e pensano soltanto a guadagnare dei soldi. Ha una personalità forte, dice in faccia quello che pensa, per cui spesso non risulta amabile e simpatica e ciò può portare ad un deterioramento del rapporto di lavoro. Ma al di là degli 'scazzi' lavorativi, non puoi fare a meno di amarla quando suoni, è una interprete che ti segna, è una persona che risulta importante per la tua crescita artistica". Stefano Senesi in un'intervista inedita a Pippo Augliera per "Chez Mimì" Nella successiva tournée teatrale inserirà altre notevoli cover, rimaste a tutt'oggi inedite, tra queste 'Proud Mary' di Tina Turner, 'I vecchi' di Claudio Baglioni,'Chi tene o mare' e 'Il mare' di Pino Daniele, 'It's money that I love' di Randy Newman. "Nella mia ultima tournée teatrale mi diverto molto nel riproporre dei classici come 'Proud Mary', rifacendomi più alla versione di Tina Turner che all'originale dei Creedence Clear-water Revival, poi c'è un pezzo di Randy Newman, che rappresenta una grande satira sulla società che giudica spesso non per quello che sei ma per quello che puoi avere, ossia Il denaro che amo è questo'; oppure 'Il mare' di Pino Daniele, che parla in chiave grottesca dell'inquinamento dei mari. Mi ha anche affascinato aver potuto rileggere in alcuni programmi tv brani di molti anni fa che hanno fatto la storia della musica italiana, da 'Amore baciami' a 'Come prima', passando attraverso i cantautori, da Umberto Bindi a Lucio Battisti, perché la musica non ha confini...". Mauro Magni "Civiltà del bere" febbraio '90 "Chi poteva immaginare che ci fosse ancora da aggiungere qualcosa a canzoni assolute come 'La donna cannone', 'Come together', 'Proud Mary' dei Creedence Clearwater Revival o certi primi pezzi di Pino Daniele; o altri capolavori meno celebri ma già perfezionati dai loro autori, tipo It's money that I love' di Randy Newman e 'La costruzione di un amore' di Ivano Fossati? Mia Martini ci riesce. La sua è una grande voce internazionale che si riappropria di questa materia incandescente e la riplasma in fogge ulteriori, rimanendo elegantemente femminile anche nel pieno del rock. Questo per dire dei 'classici'. Ma Mia Martini è forse ancora più stupefacente quando, al contrario, maneggia autori 'medi' o poco più (tutti i Baldan Bembo, i Maurizio Fabrizio, i Califano, i Pintucci, i Maurizio Piccoli che ha usato nella prima parte della sua storia) e improvvisamente li rende credibili, ne innalza il livello. Sul palco Mia Martini si presenta come una 'piccola donna' in grigio, esile, colloquiale, affettuosa, apparentemente modesta e persino dimessa, in realtà padrona della scena, improvvisamente sfrontata come una bambina. Si muove danzando mani e braccia, un rosso sorriso spicca maliziosamente nel grigio, è principessa e cenerentola insieme. Canta spesso a occhi bassi, come cercando la concentrazione molto al di dentro di sé, magari poi aprendo il canto ma senza estroversione, passionale più che drammatica. Passa da note basse, roche, sporche, imbronciate, a vette estreme sottili e vibranti; da una voce stanca e lontana al tono prorompente e vitale di un inno d'amore, a un registro strozzato che comprende anche tutti gli altri. È - lo possiamo dire? - una nostra Edith Piaf di fine secolo. Lo è nella voce, nella statura, nei gesti, nelle mani tremanti portate ai capelli, nell'ergersi sulla punta dei piedi, nell'abbigliamento scuro, nell'ardore e nell'assolutezza, e anche in tutta quella sequela di grandi autori che canta, quei 'compagni di viaggio' che cita lungo il cammino: tanti, troppi uomini e autentici talenti per quella gonna lunga e chiusa in fondo: per quella figura monastica interrotta dall'unica civetteria del rossetto, intorno a cui persino i vapori della pop music diventano incenso: per quella piccola solitudine che nemmeno tutti quei musicisti sembrano poter lenire. La voce di Mia sonda in profondità, aggiungendo quel pizzico di turbamento, quello slancio inquieto che accrescono la canzone al di là della struttura". Enrico De Angelis "L'Arena di Verona" A fine anno partecipa a sorpresa ad una puntata di Fantastico dove presenta in anteprima un brano degli anni 30 'Chica chica bum' in una veste insolita per lei, che fa ironicamente il verso a Carmen Miranda, l'interprete originaria. Esiste anche un mix realizzato di questo brano ancora inedito, molto richiesto e quotato a livello collezionistico. "Il disco è rimasto nei magazzini, perché hanno ricevuto ordini precisi da me, perché io mi sono lasciata trasportare da questo gioco con il mio amico Claudio Belfiore, ci siamo divertiti a fare questo pezzo insieme e i miei produttori hanno pensato che poteva diventare un ottimo mix, così si dice? Io non sono molto pratica di queste cose e ho detto: va bè, lasciamo fare a chi è il genio del mix perché io faccio musica acustica da anni, per cui non so proprio di che mondo si tratti e così hanno fatto questa cosa. Dopodiché, mi hanno fatto sentire il missaggio e sono quasi svenuta, ho bloccato il mix perché mi vergognavo di questa cosa orrenda". Rai Stereo Due A Bologna, alla fine di un trionfale concerto, in una città dal pubblico difficile, festeggia il successo con un iter introspettivo su questo suo ritorno artistico, quasi a volere rassicurare chi possa temere un'altra sua sparizione: "Nel ritrovare il mio pubblico ho provato una gioia immensa, perché io non lo ho abbandonato, ma sono stata costretta a lasciare le scene perché non potevo fare il mio lavoro come avrei voluto e, quindi, non mi sentivo di prenderlo in giro. La gente ha capito e io sono veramente commossa. Non nascondo che dopo la lunga pausa, ero tanto timorosa di ritornare, invece sono stata accolta con incredibile affetto e amore. Sono convinta che quando ti comporti con sincerità e dignità, alla fine il pubblico ti ripaga perché lo sente, ti sente chi sei e che cosa cerchi di trasmettergli. Quello che sono oggi, è frutto di tante esperienze, ora felici, a volte meno. Ero fragilissima, sto invecchiando serenamente, sono una quarantenne con lo spirito di una teen agers. Ho la fortuna di fare cose che ancora oggi mi piacciono e quindi sia artisticamente e soprattutto umanamente sono soddisfatta. Non mi è stato difficile riprendere l'attività, dopo aver vissuto tranquillamente a Calvi, basta un poco di organizzazione. In questa tournée ripropongo brani come 'Agapimu', che rappresenta per me un ponte con il passato, un momento felice senza angosce e apro con 'Danza', un pezzo tratto dall'album omonimo che a suo tempo non venne capito e che segnò una frattura tra me e il mondo discografico, per cui diventa un po' la ripresa di un discorso lasciato in sospeso anni fa. In questacittà ho molti ricordi artistici importanti, ho cantato anni fa insieme a Ray Charles, qui ho avuto per anni interessi musicali e ho fatto grandi incontri come quello con Lucio Dalla". Lìvia Elena Laurentino "Il Resto del Carlino" Sull'onda di questa ritrovata popolarità decide di partecipare di nuovo al Festival di Sanremo 1990 con 'La nevicata del '56'. "È un affresco sulla mia infanzia. Oggi la vedo alla luce di tante discese e salite e questa proiezione sul mio passato mi fa risaltare soltanto le cose belle, la figura di mio padre nella mia casa, che non mi ha mai portato allo stadio, era un uomo di cultura e fervente politico, ma mi faceva vedere il mondo dalle sue spalle. Questo brano me lo hanno fatto ascoltare due degli autori e mi è piaciuto subito. Ho fatto apportare qualche variazione nel testo, perché la storia parlava di una ragazza che allora aveva circa venti anni, mentre io all'epoca avevo appena otto anni. Allora con Franco Califano abbiamo cambiato il testo" Toto Torri "La Gazzetta" Vince per la terza volta il Premio della critica, viene designata come vincitrice morale da un sondaggio condotto tra inviati dei maggiori giornali italiani e si aggiudica la targa d'argento di "Onda tv" come migliore interprete. "Sono profondamente onorata e anche un po' commossa, di fronte a questi riconoscimenti. Sono ritornata di nuovo a Sanremo per presentare una canzone in cui credevo e che mi ha dato tanta soddisfazione. Tante persone mi hanno dimostrato stima e affetto. Dopo anni difficili ho riscoperto la gioia di vivere e di cantare. Grazie a tutti di cuore!" Pubblica un suo nuovo album 'La mia razza', lo presenta così alla stampa: "Ho scelto questo titolo che sta ad indicare la razza dei musicisti, degli artisti. Una razza di zingari, di nomadi, un po' come tutta la stirpe latina, nella quale mi riconosco perfettamente. La mia musica è sicuramente un mezzo fondamentale per comunicare con il mio pubblico. Il mio modo di essere è spontaneo è immediato e coloro che mi amano lo percepiscono. In questo disco c'è una canzone di Mimmo Cavallo 'Danza pagana' dalle sonorità africane, alla quale sono legatissima". Luciano Manotri Il disco è accolto bene dalla critica, anche se non bissa vendite dell'anno precedente. Da questo album resteranno fuori due inediti.il primo è una bellissima ballata notturna 'Sos verso il blu' Carla Vistarini: "un'auto ferma in città, fuori le stelle, la radio accesa e, fra notizie di guerra o sul tempo, qualcuno che parla e cerca amore ". La malinconica e quasi rassegnata voce di Mimì vorrebbe rispondere ma "già sento che il tempo sta consumando il segnale che già stai aspettando da me... forse ti arriverà ma quando... " Il secondo inedito (a dir poco un capolavoro interpretativo) è invece 'Col tempo imparerò', scritto da Alberto Cheli, con un testo dalla forte valenza autobiografica. Il brano è infatti dedicato a un amore mai risolto, come forse è stato quello tra Mimì e Ivano Fossati, a un qualcuno che le ha rubato il tempo e le carezze e comunque "il rimpianto vero è per quel figlio che tu non hai voluto avere mai". Parole piuttosto dure e forse proprio per questo Mimì ha deciso allora di non inserirlo, per non ferire nessuno. Sembra, comunque, che anche i discografici si siano opposti alla loro pubblicazione, perché ritenuti troppo belli e, secondo una logica alquanto sbilenca, avrebbero voluto utilizzarli in un contesto diverso dal semplice inserimento in un album. Il lungo embargo è stato fortunatamente interrotto dalla pubblicazione postuma di essi nella raccolta 'Indimenticabile Mia'. "Io e Mimì ci siamo frequentati molto, soprattutto nei primi anni 80, eravamo vicini di casa, la nostra è stata una amicizia vera. Quando ho composto 'Non finirà', Ivano Fossati voleva farla interpretare a Mimì, ma non è stato possibile perché lei aveva già preso la decisione di eclissarsi. La collaborazione con lei è nata molti anni dopo, grazie anche ad un nostro amico in comune che è Dodi Battaglia dei Pooh, abbiamo scritto insieme 'Domani più su'. Mimì si è interessata molto alla fase di realizzazione di questo pezzo, ci ha dato, infatti, delle indicazioni molto utili, si è creata una bellissima intesa. Ci siamo ritrovati a Sanremo del '93, lei in coppia con sua sorella e con una canzone che non era una delle più belle del loro repertorio, sia perché nell'inciso ricordava molto 'Una notte in Italia' di Fossati, sia perché la strofa non era una delle migliori. In occasione del loro riavvicinamento avrebbero fatto meglio aspettare un altro anno, perché sicuramente avrebbero avuto una grande canzone. È stato un peccato, perché due persone di così grande temperamento avrebbero potuto dare molto insieme. Mi ricordo una Loredana un po' agitata come purtroppo spesso le accade, Mimì ha tentato di tenerla a freno, ma ci è riuscita solo in parte. Mi è rimasto impresso che Loredana si è arrabbiata molto per la mia vittoria, mentre Mimì è venuta a farmi i complimenti ed era molto contenta per me. Sono sicuro che non toglieva niente a lei il fatto che io avessi vinto... Mimì non è mai stata invidiosa dei successi dei colleghi... era proprio una bella persona. Non c'è stato un seguito, perché nel nostro ambiente succede spesso di perdersi di vista, anche se ci si scambia la promessa di tornare a fare qualche altra cosa insieme, non abbiamo avuto purtroppo il tempo". Enrico Ruggeri in un'intervista a Ciro Castaldo di "Chez Mimì" Si realizza l'idea di fondare un club dedicato a Lei e di chiamarlo "Chez Mimì" e iniziano le pubblicazioni di un periodico quadrimestrale dedicato a lei, alla sua arte e ai suoi compagni di viaggio. Il primo incontro con lei avviene a luglio del '90, in occasione di una delle tappe del Cantagiro a Messina dove lei canta magistralmente dal vivo 'Domani più su'. Ci accoglie con molta disponibilità dietro le quinte e regala la sua autorizzazione a 'seguirla' attraverso il club. Da anche in esclusiva l'anteprima di un suo duetto con Claudio Baglioni in 'Stelle di stelle', che lei stessa commenterà due anni dopo: "Secondo me 'Stelle di stelle' è uno dei brani più belli mai realizzati. È nato da una idea di Claudio, mi ha chiamato e mi ha chiesto se ero disponibile a cantare un pezzo insieme a lui nel disco. La prima volta che mi ha fatto sentire la canzone non era esattamente così, come poi è stata sviluppata in un secondo momento da Claudio. Era un pezzo molto più breve che avremmo dovuto cantare all'unisono. Abbiamo ascoltato insieme questa prima stesura, a me è piaciuta molto e poi Claudio mi ha richiamato e mi ha detto: 'ho sentito la tua voce, mentre provavi insieme a me, e ho cambiato completamente la stesura costruendo praticamente un'altra canzone nella canzone. Ho trovato bellissima questa cosa, oltretutto anche molto nuova, perché è un pezzo veramente all'avanguardia, non era mai stato scritto in questa maniera, sia per quanto riguarda il lato melodico che il lato armonico. Addirittura ha aggiunto una parte di testo, mentre prima dovevamo cantare le stesse parole, improvvisamente, la mia è diventata come una specie di voce della coscienza. Con il mio intervento, il pessimismo dell'artista che fa questo cammino all'indietro e poi smette di brillare e sparisce dalle scene, viene un attimino illuminato da un po' di speranza. E allora io gli dico queste cose che cercano di risollevare il suo pessimismo: "ma può il cielo finire qui, può il mare finire prima dell'orizzonte...". Gli offro questa speranza che poi in fondo è la forza che vuole ricevere un artista per riuscire ad andare avanti, perché è molto difficoltosa la strada da percorrere. Melodicamente ha aggiunto dopo una parte, che è quella mia cantata, che non è conseguente alla melodia che canta lui ma è scritta come se fosse una partitura di basso, addirittura un contrabbasso, nel brano ci sono pochissimi strumenti, c'è un pianoforte, la batteria - sono soltanto delle spazzole, molto raffinate e leggere - e c'è questo contrabbasso meraviglioso registrato con tre sovrapposizioni e tre bassi diversi, per cui diventa tutto molto avvolgente e coinvolgente, la mia parte musicalmente è un po' più intesa come una batteria tra la ritmica e il supporto del contrabbasso, è anche divertente per me entrare in questa melodia in maniera completamente diversa dalle mie normali interpretazioni". Radio Verde Rai Era dai tempi di 'Oltre la collina', che i due artisti, allora praticamente sconosciuti, non avevano più lavorato insieme e questo ritorno conferma la ritrovata popolarità di Mia Martini e che, come ha detto lei stessa, le collaborazioni non sono datate con le stagioni e con gli anni e che vengono fuori al momento opportuno. È un momento d'oro, viene chiamata come ospite musicale fissa per le prime puntate di Europa Europa, si cimenta con un repertorio europeo proponendo dei medley dedicati alla Francia e ai Beatles, restano memorabili i suoi duetti con Toquinho e con Dee Dee Bridgewater regala una magistrale ed emozionante interpretazione di 'Imagine' accompagnata dall'armonicista jazz Toots Thielemans.Tra i brani nuovi offre una magistrale interpretazione dal vivo di 'Un altro atlantico'. Fa anche una apparizione nel programma di Silvana Giacobini Aspettando Mezzogiorno, rilasciando una interessante intervista-verità all'interno della rubrica È nata una stella, nella quale racconta della sua vita affettiva e della esperienza del carcere fatta a ventidue anni: "Nel '69 sono stata in carcere per una questione di hashish che mi hanno trovato e che non ho fumato, allora la droga era una parola che faceva molta paura; non c'era una distinzione fra detenzione e spaccio, quindi la cosa è stata abbastanza pesante, sono stata dentro per quattro mesi. Beh, è stata una esperienza importantissima, intanto per i rapporti umani. Io ho conosciuto in carcere un sacerdote Don Fresi, una persona meravigliosa mi ha aiutato ad avere un rapporto con Dio, che non avevo prima e l'ho mantenuto dentro di me. Mi ha fatto scoprire anche il valore della libertà e delle cose che abbiamo. Qualche anno fa ho tradotto un brano di Joni Mitchell 'Big yellow taxi', che diceva proprio che la gente guarda e parla ma non vede e non sente e si accorge delle cose che ha soltanto quando le ha perdute. Ecco, io tutto questo l'ho scoperto in carcere, cioè, mi sono accorta, mi sono resa conto che ero ricchissima e non lo sapevo, che potevo guardare gli alberi, il cielo, respirare l'aria, sorridere, parlare con la gente, piangere, ridere, bagnarmi sotto la pioggia, tutte cose che non capivo e apprezzavo perché le avevo a portata di mano.Quando sono uscita dal carcere, mi ricordo sono andata ad aspettare la nave che mi portasse a Civitavecchia, sono entrata in un bar e ho preso un cappuccino. Questa era già una cosa pazzesca... sono uscita, c'era un diluvio pazzesco, ho bevuto questo cappuccino in mezzo alla strada, sotto la pioggia, guardando per mezz'ora tutta la gente che passava. Credo che sia stato il momento più intenso e più importante della mia vita... ...Le mie radici sono a Bagnara, ho dei parenti, vado spesso giù: le mie radici sono tutto per me, sono la mia sola sicurezza, l'unica cosa certa della mia vita. Credo, infatti, che non sia giusto per nessuno essere il punto di riferimento totale perché è una dipendenza terribile. Ciò da all'altra persona una grande responsabilità, un bagaglio troppo pesante. Non si possono caricare sugli altri dei pesi che noi non riusciamo a portare; perché come io posso essere ferita, posso avere le spalle più fragili delle tue, tu puoi anche non saperlo. Un peso che per te può essere leggero, mi può uccidere e la stessa cosa vale naturalmente per un'altra persona. L'ho imparato attraverso la vita, perché sono caduta in questo errore anche io. Ho vissuto per dieci anni una storia assurda con Ivano Fossati, a causa di questo amore o forse della maniera in cui io l'ho vissuto mi sono ritrovata in un mare di dubbi, poi. Alla mia età, dopo le mie esperienze, riferire ad un uomo, ad una persona una cosa come "almeno tu nell'universo" è difficile, è importante, e quindi sto osando... almeno tu non deludermi... per cui in quel momento chiudo gli occhi, perché è come buttarsi nel vuoto. Io cerco sempre di rimpicciolire le mie valigie al massimo, però non voglio portare le valigie di nessuno". Testo trascritto da Carlo Assirelli per "Chez Mimì'" In occasione dell'ultima tappa del Nuovo Cantagiro a Reggio Calabria nel mese di settembre, è la prima a scendere in gara proponendo la sua 'Donna'. Il club ha modo di incontrarla, subito dopo la sua esibizione, e le consegna una targa d'argento recante la dicitura "Almeno tu nell'universo ci regali ancora grandi emozioni". Di fronte a questo inaspettato regalo si emoziona visibilmente, circondata dal calore dei presenti. Ha un progetto ambizioso: realizzare alla fine della tournée estiva un album doppio live. Manifesta, tuttavia, l'intenzione di non andare a Sanremo. Alla fine, arriva la zia Sarina per portarla a Bagnara, luogo dove ha trascorso la sua infanzia: "Voglio ripercorrere le tappe più importanti della mia carriera con brani arrangiati nuovamente per l'occasione. Ci sarà 'Vola', in una versione reggae, 'Gesù è mio fratello' e cover d'autore come 'I vecchi' e 'La donna cannone'. Nel frattempo, accontentatevi di ascoltare la mia partecipazione vocale nel brano 'Rosé' incluso nel nuovo album di Enzo Gragnaniello dal titolo 'Fujente'... Avrei voluto come compagno, in occasione del festival, Charles Aznavour. 'La nevicata del '56' avrebbe acquistato un altro tono ma Aragozzini (l'organizzatore, n.d.a.)... e poi non è dato agli artisti scegliere il loro partner straniero... Sanremo è un grande baraccone, una giostra e a me non va più di girare... -Mi fermerò qualche altro giorno a casa di zia Sarina per riscoprire assieme ai miei cugini il calore del focolare domestico. Ho dedicato alla mia terra la canzone 'Lucy', poco conosciuta' ma bella, cantata nel nostro tipico dialetto calabrese, anzi reggino, anche se tutte le mie canzoni hanno i colori del Mediterraneo". Qualche tempo dopo, sarà lei stessa a riferire direttamente al club, e in maniera più approfondita, il messaggio contenuto nel brano 'Lucy': "La parte cantata in dialetto riguarda una filastrocca che mio zio Rocco recitava sempre. Le parole di essa variano, anche se di poco, di paese in paese: io ho scelto ovviamente la versione conosciuta a Bagnara Calabra, visto che è il luogo dove sono nata. Come ho detto prima, la filastrocca solitamente veniva recitata, in 'Lucy' ho preferito musicarla. Alle strofe in dialetto ho voluto inserire anche un testo in italiano scritto da me e che fa riferimento ai tarocchi. Ho preso in considerazione due carte degli Arcani Maggiori, quelle della luna e del sole. La storia narra che il sole si innamorò della luna e si trasformò in oro per conquistarla. Da questa loro unione sono nati i due gemelli Castore e Polluce. Il sole e la luna esprimono nei tarocchi significati opposti. C'è la luna che rappresenta l'inganno, il dolore, l'oscurità e le tenebre, in contrasto con il sole che rappresenta la luce, la chiarezza, la felicità. In 'Lucy' troviamo insieme queste contrapposizioni: il sole e la luna, la vita e la morte, la gioia e il dolore, soprattutto il mio dolore, dato che in quel periodo avevo già deciso di smettere di cantare. C'è anche la contrapposizione tra il Nord e il Sud. Intendo questi due termini in senso generale, cioè il Nord e il Sud del mondo. Con 'Lucy' voglio invitare il Sud a reagire, a non farsi distruggere dai mali che lo tormentano. Questa mia canzone, comunque, non è stata per niente capita, neanche al mio paese l'hanno apprezzata". Testo raccolto da Alessandra Cuturi Mi basta solo che sia un amore Il club ha modo di incontrarla nel dicembre '90 alla stazione di Messina, in occasione di Telethon, la lunga maratona di beneficenza, pochi minuti prima del collegamento televisivo. Si dimostra disponibile, come al suo solito, a parlare. Esprime il suo rammarico perché è sfumata la realizzazione dell'album live: "Io volevo registrare il disco con alcuni spezzoni del mio tour estivo. I discografici desideravano che la registrazione si realizzasse durante la tournée invernale nei vari teatri. Io non sono rimasta contenta, perché in teatro ci sono sonorità diverse e poi esiste già il live 'Miei compagni di viaggio', di conseguenza, non s'è fatto niente. In compenso, a Gennaio farò uscire il mio nuovo album, è una raccolta di 16 successi, dal titolo 'Mi basta solo che sia un amore'. Si apre con 'Oltre la collina', ci saranno 'Quante volte', 'Per amarti', 'Che vuoi che sia', 'Se mi sfiori', 'La costruzione di un amore', scritto appositamente per me da Ivano Fossati più di dieci anni fa, sono stata io la prima ad interpretare questa canzone". Per la prima volta, le chiediamo se è vera la voce che circola sulla sua ritrosia ad accettare i fans club, visto che i due precedenti dedicati a lei hanno chiuso i battenti. Lei, sorridendo e in maniera disarmante, risponde: "Chi l'ha detto? Non è che non sia d'accordo, anche perché questa vostra iniziativa mi fa piacere, è che non credo di meritare tutto questo". Pippo Augliera "Chez Mimì" n. 6 Termina qui la nostra chiacchierata e Mia che poco prima, per non interrompere la nostra conversazione, ha rinunciato ad una intervista di una tv privata, si allontana per cantare, sempre dal vivo su base registrata, l'unico inedito della imminente raccolta, la bellissima 'Scrupoli' con il testo scritto da lei su una musica di un autore francese. Il brano ha anche un interessante video clip scelto come sigla del programma televisivo dal titolo omonimo condotto da Enza Sampò. E il club resta in attesa di questa sua nuova fatica discografica, che ha tanto il sapore del regalo per S. Valentino. Ma l'uscita di questo album determina una sorta di malcontento presso una buona parte dei fan, perché ci si aspettava che i brani fossero ricantati con la voce di adesso. Ed è questa delusione percepita e trasmessa che spinge per la prima volta Mimì a farsi viva telefonicamente con il club, per esprimere la propria opinione e 'calmare le acque', a riprova della semplicità e professionalità di una artista che sportivamente si mette in discussione e accetta un confronto con chi la segue: "Lo so, molti sono inferociti per questo fatto. Anzi, vi chiedo una cortesia, dovete dire, attraverso le pagine della fanzine, che io non ho tradito i miei fan di sempre e che questa raccolta l'ho realizzata per quelli che non conoscevano la mia produzione passata. Tra l'altro, avevate già saputo che io volevo pubblicare l'album live, per il quale avevo preparato degli arrangiamenti bellissimi per brani come 'Dove il cielo va a finire', 'Vola', 'Gesù è mio fratello' ma me lo hanno impedito sia il mio ex produttore Willy David e la Promovideo, ho tagliato, infatti, i rapporti con loro. Ci sono stati, inoltre, vari disguidi, per cui la raccolta ha subito dei ritardi. Pensa che, all'ultimo momento, hanno cambiato la foto di copertina e Marcello Spiridioni mi ha detto, durante il lavoro di rimasterizzazione, che nel brano 'Vola' c'era il sax, io sono andata a sentire e per sbaglio avevano inserito 'Di tanto amore'. Il disco doveva uscire a fine dicembre e avrebbe avuto un senso ed invece l'hanno messo in vendita proprio sotto Sanremo, speravano che io mi accodassi al festival ma non è stato così, io mi sono imposta e non ho voluto ritornarci. Il mio contratto con la Fonit Cetra scade il 31 dicembre di quest'anno e per settembre dovrei realizzare un album di brani inediti. Non so se rinnoverò il contratto, ma se ciò dovesse accadere significa che l'album non avrà alcuna promozione e subirà lo stesso destino di 'Danza'. Come vedi, ho sempre le difficoltà con l'ambiente discografico, mi ritrovo a fare le mie battaglie contro i mulini a vento, che puntualmente perdo, ed è ancora così a 44 anni, mi sento tanto la 'Madame Hussein' della canzone italiana. Non preoccupatevi, comunque, il prossimo Lp dovrà essere bello, anche se sono sola e non so se riuscirò a spuntarla, nel senso che non so come e con chi lo farò". Viene chiesto se potrebbe essere inserito materiale quasi esclusivamente suo e di Enzo Gragnaniello: "Vuoi dire che le cose scritte da me non piacciono?" incalza lei. "No, non voglio dire questo, hai scritto dei brani validi come 'Quante volte', 'Bambolina', 'Stelle', 'Sono tornata', ma 'Spegni la testa' ce la potevi risparmiare!" "Ah, ma quando ti ci metti sembri proprio una iena" ride. '"Spegni la testa' è un brano stupendo, la realizzazione di esso è stata pessima. Ho qualche difficoltà a fare tournée, sono senza lavoro ed io senza la mia musica non posso stare, sennò divento nevrastenica o rischio di tagliarmi le vene, ho fatto una serata per pianoforte e voce accompagnata da un bravissimo pianista Arrigo Cappelletti. C'è in ballo per l'estate la possibilità di una mini-tournée jazzistica con Maurizio Giammarco che ha suonato con me nella rivisitazione di 'Pensieri e parole' nel disco 'Ci ritorni in mente' dedicato a Lucio Battisti. Questa idea mi elettrizza, io ho fatto jazz diversi anni fa, è stata la prima esperienza importante con la scoperta sconvolgente di Telonius Monk, e riprendere dopo tanto tempo mi da un enorme piacere, lo sai che sono sempre alla ricerca del nuovo, di ciò che è sperimentale". "Chez Mimì" n. 7 Si sposta l'attenzione sul Festival di Sanremo, sulle eventuali collaborazioni e rapporti con i colleghi. "Ho seguito Sanremo, mi sono piaciuti Marco Masini, Eduardo De Crescenzo, che stimo molto anche se non sempre la sua produzione mi sembra all'altezza della sua grande voce, mi hanno divertito molto Sabrina Salerno e Jo Squillo. Con la grande Mina sono amica, fino a qualche anno fa ci sentivamo spesso per telefono. Adesso preferisce trascorrere la maggior parte del suo tempo a fare la casalinga e a giocare a scopone. Mi ricordo i suoi ultimi concerti alla Bussola, ha trasmesso un feeling straordinario, io sono salita sulla poltroncina ad applaudire fino a spellarmi le mani, e poi ha voluto inserire i due brani di Fossati nella scaletta, perché ogni tanto ci vuole un po' di ossigeno nel proprio repertorio. Ho avuto anche il piacere di sentirle interpretare un mio brano 'Da capo', scritto da Riccardo Cocciante. Con Mango siamo legati da un rapporto di reciproca stima, poco tempo fa mi ha fatto ascoltare dei pezzi che lui vorrebbe che io interpretassi". Pippo Augliera "Chez Mimì" n. 7 "Mimì è una mia carissima amica. Artisticamente, ho iniziato con lei e con un'altra grande della musica leggera: Patty Pravo. Allora, io e mio fratello Armando eravamo alle prime armi e stavamo realizzando dei provini per il mio album di esordio. Mimì e Nicoletta, che si trovavano in sala, ebbero modo di ascoltare e rimasero colpite da alcuni brani e ce li 'rubarono', in senso buono, per carità. Mimì ha interpretato 'Se mi sfiori' con gusto e sensibilità e con lei c'è stato un coinvolgimento globale. Nel corso degli anni ci siamo incrociati più volte in occasione di varie manifestazioni, ma non so spiegare per quale motivo non si è creata l'occasione di lavorare con lei, cosa che invece è accaduto, sia pur brevemente, con la sorella. Spesso nei miei concerti inserisco nella mia scaletta 'Se mi sfiori', in piazza non lo canto, ma solo in teatro dove l'atmosfera è più adatta, per cui diventa uno dei miei momenti più suggestivi e coinvolgenti, nonché un omaggio fatto dentro di me alla sua grandezza di artista". Mango in un'intervista a Ciro Castaldo di "Chez Mimì" 'Mi basta solo che sia un amore' riesce a piazzarsi nella top 20, nonostante sia stato pubblicato sotto Sanremo. Da registrare, inoltre, il buon piazzamento al quarto posto nel referendum indetto da "Ciao 2001" per la categoria 'Interpreti femminili', preceduta dall'inossidabile Mina, Gianna Nannini e Alice, e che dimostra come Mia Martini riscuota consensi presso anche le fasce più giovanili, alle quali è stata indirizzata la raccolta. Mimì in jazz Questa volta la chiacchierata con Mimì si svolge in un ambiente più comodo, in una hall di un albergo a Forlì che, senza ombra di dubbio, favorisce gli scambi comunicativi. La raggiungo da Rimini dove sono in vacanza, in un caldo pomeriggio di luglio. Non siamo soli, è presente Angelo Valsiglio, musicista napoletano di estrazione jazzistica. Mimì appare in buona forma, completamente struccata e in versione pantofolaia che contrasta con la sua voglia, più che mai attuale, di sperimentare nuove possibilità: "In Italia mi annoio, non mi diverto, le uniche cose che mi hanno stimolato sono state le collaborazioni con Dee Dee Brid-gewater e l'armonicista Toots Thielemans con i quali ho interpretato 'Imagine' di John Lennon dal vivo e il duetto con Claudio Baglioni". Considera una esperienza interessante la tournée estiva con il quintetto jazz di Maurizio Giammarco, un sottile senso di sfida alle regole del mondo discografico: Sono grata a Maurizio per aver capito da subito che non avevo alcuna intenzione di scimmiottare la cantante jazz o di costringere i musicisti a suonare come un gruppo pop. Non ho la presunzione di improvvisare uno 'scat', sarebbe come prendere in giro Sarah Vaughan e Ella Fitzgerald. Al contrario, ascolto con molta attenzione, perché voglio imparare ad amare sempre di più questo mondo di sensazioni per me completamente nuove, cerco piuttosto di usare la mia voce con una apertura mentale ancora maggiore che in passato. L'eccitante di questi concerti è continuare ad essere me stessa, però in un modo e in un contesto musicale assolutamente diversi e lo stesso vale per loro. Voglio cercare di entrare in questo mondo che, per ora, non mi appartiene. Ma senza nessuna presunzione, voglio farlo con dolcezza, anche se il tempo è così poco. Ad esempio, qualche anno fa avevo inserito 'Come together' nei miei concerti e ne era venuta fuori una versione ibrida, vagamente jazz ma con una buona dose di rock. Stavolta invece la suono insieme a jazzisti veri, che non devono marcare ciò che già appartiene a loro. Forse ero più a mio agio prima, ma le situazioni troppo comode, purtroppo, non mi danno pace, non è facile cantare jazz, i musicisti che mi accompagnano sono fondamentalmente dei solisti. Possono suonare con tutti, quello che conta è il loro 'solo'. Così all'inizio pensavo che potessi fare la stessa cosa con la voce. Non è possibile. Ho bisogno di sentire una comunione con tutti e non posso trasformarmi in... un sax. Non credo, però, che il suo quintetto sia divenuto pop..." È elettrizzata e affascinata, mentre continua a parlare: "I miei fans sono un po' disorientati, come pure il classico pubblico jazz, che è sempre stato un po' distante dalla canzone, ma mi interessava l'incontro fra due mondi musicali. Ho intenzione di realizzare un album live, abbiamo già registrato in qualche tappa con uno studio mobile. Il disco, che si può considerare da archivio, dovrebbe vedere la luce ad ottobre. Un modo per riproporre alcuni miei brani, come 'Vola', o 'La mia razza' con una formula nuova e per cantare canzoni di autori che amo come Pino Daniele, Ivano Fossati, Lucio Battisti, Enzo Gragnaniello e Maurizio Giammarco o standard jazz come 'Estate' di Bruno Martino o 'Love for sale' di Cole Porter . Ho avuto modo di riascoltare alcuni brani, sono rimasta meravigliata, mi sono abbastanza coinvolta, ma non credo che continuerò a cantare jazz. Non mi sono mai piaciute le rigide divisioni di generi, mi piace rischiare, sperimentare, emozionarmi quando canto, perché solo così posso emozionare chi ha voglia di ascoltarmi. Rock, jazz, canzone d'autore, musica leggera... sono solo definizioni di comodo, la gente ama qualcosa che colpisce al cuore, non una stupida definizione. I miei discografici mi chiedono un disco di inediti, addirittura mi hanno proposto di realizzare un disco di inediti con Pasquale Panella, il paroliere degli ultimi lavori di Lucio Battisti. Ho detto a Panella di farmi leggere alcuni testi. Me li ha portati, non ho capito molto, mi sembravano delle macchie. Io posso cantare solo brani che sento emotivamente, gli ho suggerito di concentrarsi maggiormente sull'esaltazione dell'irrilevante, se ne è andato contento". Si passa, naturalmente, ad altre anteprime: "Ho trovato anche il tempo di registrare con Roberto Murolo un nuovo splendido brano scritto da Enzo Gragnaniello, 'Cu'mme' che verrà inserito in un album che alcuni cantautori dedicheranno a questo grande artista insieme a un classico che dovrebbe essere 'O marenariello'. Questo amore artistico è nato da un incontro delizioso, piacevole, avvenuto a Roma l'anno scorso a casa di amici. Abbiamo cominciato ad improvvisare qualche canzone con lui e Renato Carosone. Poi, conversando ho scoperto la sua simpatia e quando il manager Peppe Ponti mi ha proposto di fare qualcosa con lui ho accettato senza riserve. È stato emozionante entrare la prima volta a casa sua, dove ha vissuto anche il padre Ernesto e che ha quasi un secolo di storia. Mi ha portato nello studio di registrazione, tenendomi per mano come una bambina, aspettavo che iniziasse lui con la sua chitarra e invece mi ha detto 'picceré canta' : sono rimasta sorpresa. E stato difficile imparare la pronuncia esatta delle parole, Roberto è estremamente pignolo, ma dolcissimo, anche quando ti rimprovera, come è accaduto mentre cantavo il verso 'amore è facile, tutto 'o difficile'. Mi ha bloccata tre volte con la sua voce solare che trasmette serenità, spiegandomi con il sorriso sulle labbra la dizione esatta". Mia si illumina nel raccontare questo aneddoto, nel frattempo Angelo Valsiglio propone l'ascolto di una cassetta e prende le redini della conversazione: Anni fa ho scritto 'Oramai' per Fiordaliso e alcune cose con Claudio Cecchetto. Poi mi è venuta la nausea e ho cercato all'estero altre forme di collaborazione più valide. Adesso mi Piacerebbe tornare alla grande con alcuni pezzi magari cantati da Mia che, a mio avviso, rimane il punto d'arrivo per la musica italiana. Ho intenzione di contattare Pino Daniele che è un mio grande amico e con il quale ho collaborato alla realizzazione della colonna sonora di un film di Massimo Troisi perché voglio scrivere con lui un brano per Mia, che dovrà essere bello, di livello qualitativo senz'altro superiore a 'In questa città', confezionato appositamente per Loredana Bertè". Propone l'ascolto di una cassetta contenente un provino:"Questo pezzo è stato scritto in collaborazione con Giancarlo Bigazzi, si intitola 'Fammi sentire bella', ed è stato tenuto nel cassetto perché desidero che sia interpretato solo ed esclusivamente dalla tua voce. Bigazzi, che non è potuto venire, mi ha chiesto di riferirti che il suo sogno è quello di vincere Sanremo con Mia Martini". Immaginiamo già il pezzo interpretato da lei in maniera struggente: 'Stasera quando tornerai fammi sentire bella, bella come il mare, come era fino a ieri il nostro amore... stasera quando tornerai fammi sentire stella al centro del tuo cielo e della tua malinconia ed allegria'". Vedremo, quindi, Mia Martini sul palcoscenico del Festival dei fiori? "Ci andrò solamente se avrò almeno una decina di pezzi buoni per la realizzazione di un album". Intervista di Pippo Augliera per "Chez Mimì" A questo punto, Mimì, dopo aver ascoltato con attenzione il brano, si alza e si congeda da noi in maniera affettuosa, come al suo solito. Deve andare a prepararsi per il concerto. Lo spettacolo inizia con l'intro del quintetto 'jazz project' e Maurizio Giammarco che presenta Mia Martini che esegue 'La mia razza'. Mimì saluta il pubblico e racconta del loro incontro avvenuto in sala d'incisione, in occasione del disco 'Ci ritorni in mente' dedicato a Lucio Battisti. Viene introdotta così la bellissima 'Pensieri e parole' con una interpretazione da brivido che infiamma gli spettatori. Sul finale, alla richiesta del bis, visto che la scaletta è rigorosa, regala la splendida 'Donna' cantata sulla base. "Abbiamo lavorato insieme per la gestione di un tour particolare. Ho potuto intuire alcuni aspetti della sua persona e, dal punto di vista professionale, non ho mai avuto dubbi. Prima di tutto, tra i musicisti la prima cosa che colpisce è la qualità della sua voce, molto originale come timbro e soprattutto una grande potenza e una grande forza. Mimì non è una cantante jazz, quindi la mia preoccupazione è stata quella di capire come la sua voce si potesse inserire in un background di jazzisti ortodossi che suonavano addirittura con un contrabbasso. Ho scelto dei pezzi del suo repertorio che sembravano indicati ad essere arrangiati ed alcuni standards, ad esempio come 'Love for sale' e addirittura un paio di brani miei che lei è stata molto carina a scegliere, perché mai avrei pensato potesse accadere. Nel fare questa follia, che si è tradotta in 12 concerti, è stata la disponibilità di Mimì, nel suo accettare tutto quello che io le proponessi. Sono rimasto abbastanza sorpreso, perché nel campo della musica pop non ho mai riscontrato questa apertura. I musicisti suonavano parecchio e lei non ha mai protestato, era molto cosciente di ciò che stava facendo e non ho dovuto sacrificare l'elemento jazzistico. Solo un paio di volte ha avuto un attimo di esitazione perché si suonava in contesti diversi dai suoi soliti e aveva paura che questa esperienza potesse disorientare il suo pubblico più affezionato. Alla fine della tournée ho ricevuto delle sue telefonate in cui mi ringraziava ed esprimeva il suo piacere di aver fatto questa esperienza. Come persona ho avuto l'impressione di una donna che non stava attraversando un periodo felice perché alternava questa sua grande energia sul palco a momenti di fragilità che potevo percepire quando ho avuto modo di starle vicino. Ho un episodio piacevole legato ad una trasmissione di Mino Damato in cui lei, durante la presentazione, mi ha preso per il braccio, come per dire 'e anche opera sua'. Sono cose carine, che non fa nessuno nel mondo della musica pop. Questa esperienza, seppur piacevole, non ha avuto un seguito, siamo purtroppo in Italia, mentre in altri paesi queste contaminazioni riscuotono parecchie attenzioni da parte della stampa, qui non accade, si vive in compartimenti stagni, rimane una forma di rammarico e la situazione da allora, purtroppo, non è migliorata". Maurizio Giammarco in un'intervista inedita a Pippo Augliera di "Chez Mimì" Prima di questi concerti jazz ha modo di conoscere Arrigo Cappelletti, musicista proposto dall'Agenzia Cose di Musica, che sostituisce Gilberto Martellieri con il quale Mimì aveva lavorato recentemente. Dopo aver provato, instaurando un ottimo feeling musicale e anche umano, debuttano con successo a Torino. Lei è piena di entusiasmo, vuole fare altre serate ma c'è la tournée con Maurizio Giammarco e deve sospendere. Nell'autunno del '91 fervono i preparativi per la partecipazione a Sanremo, a fine anno viene pubblicato il suo live jazz e cominciano le sue apparizioni in tv sia con il gruppo di Maurizio Giammarco, sia in coppia con Roberto Murolo per lanciare il brano nuovo scritto da Enzo Gragnaniello 'Cu'mme' inserito nel plurivenduto album 'Ottanta voglia di cantare'. "Il brano 'Cu'mme' rientra in un mio quadro preciso: Mimì rappresenta la tempesta e Roberto il mare con una alchimia in cui non c'è niente fuori posto. Cantare la parte di Mimì non è facile, non tanto per l'estensione della voce quanto per l'espressione. Nella sua voce e nelle sue vibrazioni c'è qualcosa che va oltre la passione, c'è tutta la malinconia, il sole, il sentimento, la voglia di vivere. Se non si ha quindi questa forza e questa carica, è preferibile interpretare la prima parte. Mi ricordo che il produttore Nando Coppeto voleva inizialmente inserire Mimì nel progetto con Murolo facendole cantare in duetto soltanto 'O marenariello'. Secondo me, invece, c'era bisogno di una canzone inedita che potesse cambiare il vento della musica napoletana, visto il periodo artisticamente molto vuoto senza più un Pino Daniele o un Bennato ai livelli di un tempo. Mi sono ispirato e ho scritto un brano che potesse essere cantato non solo con passione ma anche come una preghiera: perciò ha funzionato l'accostamento della voce passionale e moderna di Mimì a quella saggia di Murolo. Peccato che il successo non si sia ripetuto quando abbiamo cantato insieme 'Vieneme', perché non si sono trovati i canali giusti e poi si tratta di un brano non di facile ascolto che ha un fascino e una intensità particolari. Mi è dispiaciuto quando il loro rapporto si è incrinato, una sera ad un concerto, Roberto non è riuscito ad entrare in tempo in una canzone ed io, di fronte ad un pubblico di 5-6mila persone, sono entrato al posto suo, lui si è arrabbiato con me e Mimì, di conseguenza, si è arrabbiata con Murolo perché aveva avuto questa reazione nei miei confronti, da quel giorno si è rotta l'intesa..." Enzo Gragnianiello in un'intervista a Pippo Augliera di "Chez Mimì" "L'incontro con Mia Martini è stato bellissimo e ho capito subito il valore di questa donna, nel disco che abbiamo fatto insieme a lei è stata veramente brava, ci siamo incontrati in questa canzone splendida dal calore napoletano con la sua voce bella e personale, un'interpretazione sentita. L'altro pezzo lo ha scelto lei, perché ama il testo ottimista che parla del mare e dei pescatori, ed io sono stato d'accordo perché è un classico che ancora oggi a Napoli cantano tutti. Avremmo voluto tanto fare insieme 'Reginella', ma il produttore non ci ha dato la possibilità di inserirla nel disco. Trovo che sia una persona simpaticissima, tranquilla, quando siamo in tournée ci divertiamo molto, soprattutto quando andiamo a cena tutti insieme. Ogni tanto mi chiede di spiegarle Napoli, dice che le mie canzoni, come quelle di Pino Daniele, le servono come chiave per entrare in un mondo emozionante. Eppure è stata lei, con la sua voce sanguigna, a condurre per mano tanta gente in questo mondo. Il successo di 'Cu'mme' ha riportato il dialetto napoletano in classifica, cosa che riusciva solo a Daniele, ma con suoni più moderni e contemporanei. Lei ha creduto in quella scommessa, dicendomi: 'Se osi tu, Roberto, io non ci penso su nemmeno un momento'. Abbiamo osato, abbiamo vinto e con noi la canzone napoletana. E perciò Napoli l'ha ripagata con entusiasmo, spesso mi ha mostrato, commossa, una foto scattata ad un suo concerto al Teatro Mediterraneo dove c'è un ragazzo con uno striscione e lo slogan: 'Mia, Napoli ti adotta come Maradona'. E lei a ripetere: 'Sono troppo buoni, eppure mi entusiasma tutto questo affetto e mi elettrizza vedere in faccia di chi mi ascolta l'effetto della mia voce'. E quando canta Napoli, vive Napoli, la sua voce è quella di Napoli, forse perché è una donna del sud, forse perché ha sofferto tanto, forse perché cantare non è soltanto una professione per lei, ma soprattutto è un modo di trasmettere ogni sentimento, dal più dolce a quello più disperato... "Roberto Murolo in un'intervista inedita a Maria Pia Troccali di "Chez Mimì" "L'omaggio a Napoli di una magnifica Mimì - così prometteva la pubblicità del concerto con cui si è conclusa sabato sera al Teatro Mediterraneo la festa dell'Amicizia. E omaggio a Napoli è stato con una straordinaria Mimì capace di cantare lo spirito della Napoli tradizionale come di quella contemporanea. Quella classica di 'Reginella', eseguita in coppia con Mario Maglione; quella moderna di Enzo Gragnaniello con 'Va a Marechiaro', la magnifica 'Donna' e la struggente 'Rosé', storia di una Lilì Marlene dei Quartieri spagnoli intonata in duetto con l'autore, salito sul palco con Joe Amoroso alle tastiere, Michele Montefusco alla chitarra e Flavio Piscopo alle percussioni. L'animale Martini e l'animale Gragnaniello, animali da palcoscenico naturalmente, insieme fanno scintille. Una lunga storia d'amore tra Mimì e Napoli, un amore ricambiato da questa città che l'aveva già adottata in un momento difficile della sua carriera, in cui aveva trovato rifugio quando più nessuno credeva in lei. Ma non solo Napoli canta Mimì, con la sua voce dalla grana grossa di chi conosce a fondo la vita ed è stato 'tre volte nella polvere, tre volte sull'altare'. È tenera e rabbiosa, sensuale ed infantile, nostalgica e sbarazzina. Sa passare da capolavori della nostra migliore canzone d'autore ai suoi successi di ieri e di oggi, nazional-popolari quanto si vuole, ma comunque capaci di rivolgersi alla gente al di là delle logiche di mercato". Federico Vacalebre "Il Mattino" 'Ho il ricordo di una donna fragile, delicata, che usava la sua forza nel canto quasi a liberarsi dalle ansie e dal buio della vita. Piccerè', la chiamava con grazia Roberto Murolo, quasi a proteggerla dal mondo incoraggiandola a prestare la sua straordinaria voce alla canzone napoletana. Il produttore Nando Coppeto racconta di quella sera che Mimì venne a Napoli per incidere la sua voce nel brano che ha legato per sempre a Napoli, cioè 'Cu'mme': 'Si è recata in sala con Enzo Gragnaniello per ascoltare la parte cantata da Murolo. Ma non volle registrare subito. Era molto stanca, arrivava da Bologna. Dopo cena, Murolo chiese di andare a dormire, mentre lei volle tornare allo studio di via Toledo. Era quasi l'una, si rilassò, poi cominciò a cantare. Ma cantò un'ottava sotto. Non accadde nulla. Si arrabbiò perché pensava che quella non fosse la tonalità giusta'. Nando Coppeto era dall'altra parte del vetro e la invitò a riprovare promettendole, in caso di insuccesso, di cambiare tonalità. 'Fu un attimo. Diede un urlo che resterà immortale. Rimanemmo impietriti, tutti con la pelle d'oca, la sua voce aveva fatto venire un brivido da antologia. E quella fu e quella è rimasta. Ricordo che lei commentò: 'non toccate niente, non la farò mai più così'. Era nato un capolavoro". Nino Marchesano "Il Mattino" "A Napoli per Mia Martini c'è stata una svolta nella sua vita grazie a questi brani, e tutto questo lavoro la porta spesso nella nostra città, dove lei ha creato uno stretto contatto con noi, tanto che ogni volta che viene qui le devo far trovare una scorta di peperoncino, da buona calabrese lei ne va matta. Qui tutto è energia per lei e gioia di vivere. Qui vive nella quotidianità di tutti i giorni, con le nostre serate a cena, con le risate, con la sua grinta nel cantare facendo rabbrividire tutti. Una donna dolce, umile, ma nello stesso tempo forte e piena di personalità. L'ho portata, su sua richiesta, anche nella sede degli ultras del Napoli presentandola a Gennaro Montuori, detto Palummella e da allora la squadra del suo cuore è il Napoli". Peppe Ponti per "Chez Mimì" "Mimì è diventata tifosa del Napoli quando ha conosciuto me, per questo motivo lei partecipa volentieri e gratuitamente alla trasmissione televisiva Tutto il calcio potuto per potuto dove viene a cantare e ad intrattenersi con i calciatori presenti in studio, piena di entusiasmo, come rivelano le registrazioni. Ha voluto essere presente al battesimo di mio figlio nel quale si è esibita con Murolo e Gragnaniello senza alcun compenso, è una persona molto generosa e non posso dimenticare la sua intenzione di volere mettere a disposizione dieci milioni, quando il Napoli stava per fallire, per farsi l'abbonamento, poi non c'è stata la necessità di fare questo. Ho un episodio divertente da raccontare legato ad un suo concerto tenuto a Salerno che io sono andato a vedere insieme ai miei familiari. Il teatro era pieno di gente e Mimì improvvisamente si è girata dal lato dove ero seduto e ha detto : 'questa canzone la dedico a Palummella, forza Napoli ! ' Proprio a Salerno dove non siamo ben visti, che donna di grande temperamento, veramente eccezionale!" Gennaro Montuori 'Palummella' per "Chez Mimì' Fammi sentire bella Attraverso una serie di conversazioni telefoniche viene pubblicata un'intervista apparsa sul periodico del club, dal titolo 'Un cocktail per Mia' : "- Come mai l'lp dal vivo è uscito in ritardo? - Perché la segretaria della Fonit ha sbagliato la foto di copertina, come era successo con 'La mia razza'. Il disco è stato pubblicato quasi in contemporanea a 'Concerti' di Fabrizio De Andrè che contiene 'Hotel Supramonte' che io adoro molto... - De Andrè non ha mai scritto niente per te... - Anni fa ho inciso 'Il pescatore' e il testo di 'La mia razza' è suo, me lo ha dettato per telefono anche se per motivi editoriali non risulta tra gli autori... ma l'ho ringraziato lo stesso... - Pensi di promuovere questa tua ultima fatica discografica? - Registrerò 'Vola' e 'Pensieri e parole' per poterle cantare senza necessariamente la presenza della band di Maurizio Giammarco. Non credo che il disco venderà molto, sono state stampate, infatti, soltanto ventimila copie... - Siamo in molti a chiederci se Fossati ritornerà a comporre per te. - Credo che sia impossibile. Fossati non lo rivedrò più, a meno che l'incontro non avvenga, casualmente - Potresti rifare 'Se ti dicessi che ti amo...' - E un brano bellissimo, ma la mia attenzione è puntata su Pezzi nuovi. - Sai che Mina ha ripescato dal repertorio di Ivano 'La casa del serpente' ? - Si, lo so, ho comprato l'album ma non ho avuto il tempo di ascoltarlo - C'è incluso un bellissimo pezzo molto drammatico di Marco Luberti che in una intervista ha dichiarato che l'unica interprete per la quale vale la pena di scrivere sei tu. Ah, Marco è sempre così, non riesce ad essere ottimista... potete farmi avere questo articolo, visto che è stato così carino... - E passiamo alle novità. È confermata la tua partecipazione a Sanremo! - Si, ci vado con un brano eccellente scritto da Bigazzi-Dati-Falagiani dal titolo 'Gli uomini non cambiano' in cui gli uomini non sono trattati bene - rìde - ed ha tra l'altro il merito, per me fondamentale, di coinvolgermi. Quando Giancarlo Bigazzi me l'ha fatta sentire per la prima volta, ho pensato fosse adatta a me, anche se una prima lettura non mi aveva del tutto persuasa. Poi, studiandola meglio, mi sono convinta che la canzone racconta l'itinerario che nella propria vita compie ogni donna. - Ci puoi dare un'anteprima dell'album? - Il titolo dovrebbe essere 'Lacrime' con una foto ironica in copertina di Guido Harari raffigurante una cipolla, il disco conterrà otto brani perché il mio obiettivo è stato quello di fare un disco che non zoppicasse, forte, bellissimo, omogeneo... - Gli autori? - Uno è Biagio Antonacci con la sua 'Il fiume dei profumi' : la storia di un soldato che sta in guerra e, in seguito a questa esperienza dolorosa, riflette sul rapporto con la sua donna. Poi c'è un bellissimo brano di Maurizio Piccoli 'Uomini farfalla' : una storia molto particolare, in cui in un rapporto di coppia si inserisce un amico; la ragazza pensa di avere una doppia storia d'amore ma, alla fine, nel vedere i due uomini in atteggiamento un po' intimo, si accorge che non è lei a condurre il gioco. Avrei voluto presentarlo a Sanremo ma il tema non è adatto alla manifestazione. Mimmo Cavallo, che diventa sempre più bravo, ha scritto per me 'Il mio oriente' e 'Dio c'è'. Non poteva mancare Enzo Gragnaniello con un pezzo stupendo 'Scenne l'argiento': ritmo afrocubano su storie di sobborghi con frasi d'effetto. Vi sono altre due composizioni di Giancarlo Bigazzi : una è 'Lacrime nel vim' dedicata ironicamente alla nuova casalinga un po' nevrotica, triste, innamorata che, mentre pulisce le pentole, vede scendere delle lacrime su questo detersivo, inventandosi una telenovela... e stiamo avendo problemi con la casa produttrice, per via della eventuale pubblicità negativa; l'altra è 'Versilia' con sonorità alla Peter Gabriel, suoni elettronici, archi veri e tastiere finte, che fanno da cornice alla fantasia di una donna in vacanza. - E 'Fammi sentire bella'? - No, non ci sarà. Angelo Valsiglio voleva a tutti i costi che io la presentassi a Sanremo, ma nel realizzare il provino mi è sembrato un po' costruito sia nel testo che musicalmente. Ad ogni modo, lo avrei inserito nell'album al quale avrei dato lo stesso titolo, ma Valsiglio non ha voluto. So che stanno sottoponendo il provino a Marcella. - Tra gli autori che hai citato c'è un grande assente: Maurizio Fabrizio. - Mi ha fatto ascoltare una cosetta banale con il testo di Guido Morra, e anche lui voleva che la presentassi al Festival, ho realizzato comunque il provino ma non mi ha entusiasmato... (Il brano in questione è 'In una notte così', n.d.a.) - Di chi sono gli arrangiamenti e la produzione? - Marco Falagiani ha arrangiato quattro brani, quelli di Bigazzi e di Piccoli, che sono stati registrati al Morning Studio di Milano. Uno dei musicisti presenti in sala, visto che io ho inciso i brani nel giro di tre ore, ha esclamato: 'non è come la Mannoia che impiega una settimana e mezzo solo per un pezzo'. Le altre canzoni sono state arrangiate dai relativi autori e registrate tra Roma e Napoli. Il missaggio del disco verrà effettuato a Firenze, la produzione è per l'ultima volta della Promovideo, il coordinamento è della sottoscritta e il budget si aggira sui 180 milioni. - Pronostici per Sanremo! - Non facciamo previsioni, voglio soltanto vendere dischi, mi sono rotta di vincere sempre il Premio della Critica. La mia canzone quest'anno è molto meno pretenziosa e raffinata rispetto al mio passato, forse è arrivato il giusto connubio tra un contenuto profondo e intelligente e una linea melodica più popolare e, quindi, più accattivante" Intervista 'Un cocktail per Mia' "Chez Mimì" n. 9 Gli uomini non cambiano Il secondo posto ottenuto a Sanremo, dopo la sua vittoria annunciata, intacca solo in minima parte la sua soddisfazione. È lei la vincitrice morale, il suo album entra in Hit parade ed è richiestissima in tv e in una trasmissione, Piacere Raiuno, il pubblico in standing ovation le chiede il bis del brano sanremese, riproposto addirittura in playback. Appare in splendida forma, capelli corti, dimagrita e con un look firmato Giorgio Armani perché, come afferma lei stessa "dando l'addio alla giovinezza bisogna cambiare tutta l'impostazione della nostra vita, curare di più il nostro fisico, la nostra anima, cambiare i colori, scegliere un nuovo stile". Èva Desiderio "La Nazione" E a Firenze con il team lavorativo di Bigazzi vive un periodo di emozioni e di tranquillità: "qui ho troppi amici, a cominciare da Giancarlo Bigazzi e poi Dati, Falagiani, Masini, Vallesi, Baldi. Questo è un momento magico per Firenze e la sua musica. C'è un fermento unico che mi da una carica in più...". Èva Desiderio "La Nazione" "L'ho sempre seguita sin dai primi anni 70, ai tempi di 'Minuetto' e 'Piccolo uomo'. Nel '91 ho modo di conoscerla a casa di Bigazzi, dove era venuta insieme ai suoi produttori per ascoltare qualche brano scritto dal nostro team. Le proponiamo anche 'Gli uomini non cambiano', il mio primo testo al femminile, dove si parla in maniera diretta e spietatamente sincera della vita, dell'infanzia e del rapporto con il proprio padre e con l'altro sesso. Ricordo inizialmente la sua perplessità di fronte a dei versi che sembravano essere stati scritti su misura per lei, ma i suoi dubbi sono svaniti nello spazio di una notte, ha capito che non c'era nulla di pericoloso nel cantarli. La sua esibizione è risultata splendida, perché è riuscita ad arrivare al cuore, le è bastato essere se stessa, per evitare qualunque trappola, e regalarci a noi presenti una registrazione quasi in presa diretta, piena di intensità. Mi duole che non abbia vinto a Sanremo, mi ha messo tristezza. Ha sfiorato il podio all'Eurofestival con 'Rapsodia', un brano classico, delicato, che racconta una storia di vecchi amori, ma che non ha la stessa forza trascinante di 'Gli uomini non cambiano'. Peccato che questa collaborazione non sia continuata, non perché si fossero creati dei problemi, ma per via della voglia di Mimì nel tentare strade diverse, fare altre esperienze come la tournée jazz o le collaborazioni artistiche nell'area napoletana". Beppe Dati in un'intervista inedita a Pippo Augliera di "Chez Mimì" "Per me Mia Martini è un genio, dal punto di vista artistico, e a questo proposito, non c'è classifica, al primo posto c'è lei, forse è ancora un po' sottovalutata dal punto di vista commerciale. Una artista vera, anche un po' pazza, ma così deve essere. E questa valutazione arriva da uno come me che difficilmente si occupa di donne artiste, io non sono stato il suo produttore, ho scritto dei brani per lei che fa al volo delle cose estremamente emozionanti, mettendoci l'anima, esprimendo la sua personalità. In più di un'occasione ha dato prova di avere un grande talento musicale, mi ricordo che in poco tempo abbiamo realizzato un provino, lei ha ascoltato il pezzo, l'ha cantato solo una volta ed andava bene. Noi autori scriviamo canzoni che possono diventare bellissime e ridursi di spessore, in base alle interpretazioni. Mimì è un'artista facile, ha la magia di saper trasmettere, comunicare, non è una donna facile, ha sempre preso la vita di punta. Credo che con noi stia vivendo un momento di grande risalita, nonostante le intemperanze e un vissuto di donna sofferente, segnato dal mondo esterno. Sul mio pianoforte, con il quale compongo, c'è una foto di lei sul palco con Charles Aznavour con una bellissima dedica: 'Questo è stato il mio unico periodo felice. Con affetto, Mimì'. E soprattutto lei ha con mia moglie un ottimo rapporto di amicizia...". "La prima volta che l'ho vista è entrata nel cancello, quasi dondolando, lasciando la macchina fuori, le sono andata incontro, ci siamo abbracciate e per alcuni momenti non ci siamo dette niente. Mimì ha spezzato questo silenzio dicendomi: 'non ho ricevuto da nessuno tale accoglienza, tutti mi hanno parlato di te, di questa reggia, ma non immaginavo'. Quello che ha vissuto Mimì nella mia casa è stato tutto così solare, non è stata una Artista cupa, ma una donna con la battuta pronta a sdrammatizzare, soprattutto nei momenti in cui si allentava la tensione legata al lavoro, per cui ci si lasciava andare a risate, barzellette, 'bischerate', come si dice a Firenze. Dal punto di vista professionale è riuscita a conquistare Giancarlo, che spesso ha avuto da ridire sulle interpreti femminili, perfezionista com'è. Nei confronti di Mimì, però, aveva già una stima precedente alla loro collaborazione. L'ha sempre considerata un gran talento, un'Artista che non faceva niente per opportunismo e che, se fosse stata gestita come si deve, avrebbe varcato i confini per la bravura, per lo spessore, per la comunicazione. Proverbiale il suo innamoramento per 'Gli uomini non cambiano', Giancarlo ha scritto il testo velocemente perché quando si ha una Artista così grande, il potenziale creativo viene al meglio ed è facile comporre. L'altro brano che le piaceva era 'Fammi sentire bella', ma bisognava fare una scelta e Mimì, che non è una donna facilmente influenzabile, ha deciso che la sua canzone di Sanremo sarebbe stata 'Gli uomini non cambiano', considerata da lei la 'Almeno tu nell'universo' di quel momento. C'è stata una telefonata accesa con Angelo Valsiglio, l'autore della melodia di 'Fammi sentire bella', che voleva andare ad ogni costo con questo brano a Sanremo, ma Mimì è rimasta, assolutista com'è, irremovibile rinunciando a pubblicare questo brano, di cui io ho avuto il merito di trovare il titolo e che avrebbe intitolato l'intero album. Di questa perla esiste un provino realizzato in mezz'ora, allo stato primitivo, con un effetto emozionante. L'album 'Lacrime' ha solamente tre pezzi scritti da Giancarlo perché all'epoca aveva contemporaneamente la produzione di più artisti e non poteva concentrarsi a scrivere altre canzoni per lei. Mimì ha avuto nei confronti di Giancarlo e dello staff grande rispetto e considerazione, dotata di una intelligenza comportamentale, classe da vendere che non ho riscontrato negli altri artisti che sono passati da qua. Con Giancarlo ha anche avuto momenti di grande scontro, quando avrebbe voluto che il titolo di 'Lacrime' fosse 'Lacrime nel vim' e, visto il testo, non avrebbe reso una buona pubblicità al prodotto. Lo staff ha cercato di impedire che ciò accadesse, perché si rischiava che ci facessero causa, lei non ha digerito questa decisione e con una delle sue caratteristiche risate si è rivolta a Giancarlo: 'Bigazzi, questo non è da te, tu sei solito a battere i pugni sul tavolo...'. C'è stato un attimo di tensione, poi la questione si è risolta, il testo è diventato 'Lacrime nel clean', anche se nei concerti continua a cantare 'Lacrime nel vim'. Mi vengono i brividi a pensare che lei abbia difficoltà a superare una certa cifra nella vendita dei dischi e quelli dell'ambiente, abituati a fare bilanci e tirare le somme, si sono sempre limitati a dire: 'brava, ma niente più'. Ciò è anche dovuto alla sua poca disponibilità a scendere a compromessi: se c'è da fare una promozione che non la convince, rinuncia ad una partecipazione televisiva che potrebbe farle vendere qualche migliaio di copie in più. È molto coerente con se stessa, con il suo mondo, con i suoi vissuti, con la sua professionalità e le sue intenzioni. Una trasmissione molto bella è stata Serata d'onore a Montecatini, perché lei ha avuto la possibilità di invitare le persone con le quali in questo momento collabora e ama di più. Ci sono stati Giancarlo, Beppe Dati e Enzo Gragnaniello come autori, io come amica, suo padre con la moglie, Guido Harari come fotografo. Lei ama molto pezzi come 'Disperato' e 'Ci vorrebbe il mare', mi ha anche chiesto il tabulato di tutte le canzoni firmate da Giancarlo: 'voglio incidere un disco con alcuni brani che tuo marito ha scritto per le mie colleghe, da 'Eternità' della Vanoni a 'Io domani' di Marcella, le voglio ricantare a modo mio'. Tutti progetti che lei ipotizza quando è in stato di grazia, poi c'è sempre da fare i conti con le case discografiche e con le quali si trova spesso in disaccordo. È la prima ad essere prodiga di consigli con gli artisti giovani, ama molto la nostra cucina toscana: 'voglio imparare a cucinare, preparami un libro di ricette, visto che ormai non mi vuole più nessuno, per cui quando non canterò più, mi metterò a fare la casalinga'. È solita fare queste battute per esorcizzare i suoi momenti di malinconia e di depressione. Ama molto telefonare, forse anche questa è una maniera per scacciare la solitudine e spesso mi rimprovera: 'devo chiamarti sempre io, mi costi una cifra, lo sai che sono una spiantata e poi dove lo metti il mio pudore di Artista? Potrebbe sembrare che la nostra Amicizia sia di riflesso affinchè il tuo grande marito si degni di scrivermi ancora un pezzo, visto che non vendo'. Ma in realtà ciò è collegato ad un discorso contrattuale e anche dalla difficoltà di poter gestire un'artista talmente grande con tanti anni di carriera dura alle spalle". Gianna Bigazzi in un'intervista a Pippo Augliera di "Chez Mimì" per aspera ad astra Nonostante i numerosi impegni riesce a trovare il tempo di mettersi in contatto telefonicamente con il club: "E da Sanremo che accusò mal di gola e frequenti abbassamenti di voce, non ho fatto altro che rilasciare interviste, per questo mi hanno dato il Premio Simpatia. Luca Barbarossa, poverino, sta pagando il fio, perché stanno cercando di correre ai ripari per il mio ingiusto secondo posto. Ho saputo che sono stata invitata a rappresentare l'Italia all'Eurofestival, al posto del vincitore. Ho chiesto a Bigazzi di scrivermi un brano su misura, perché ormai è il mio 'salumiere', se ho bisogno dell'affettato vado da lui a commissionarlo ed è subito pronto, il titolo è 'Rapsodia', il testo racconta di vecchi amori che si ritrovano con una partitura musicale che ha degli interessanti risvolti alla Gershwin. La manifestazione si svolgerà in Svezia e io avrò l'attenzione dei mass media non perché sono famosa come cantante, ma come cognata di Borg, il marito di mia sorella Loredana che neanche conosco, visto che non sono stata invitata neanche al loro matrimonio, sarà senz'altro una esperienza divertente e interessante. Tra poco dovrei debuttare con una tournée teatrale nella quale ripercorro in una introspezione itinerante i momenti più significativi della mia carriera, partendo da 'Gli uomini non cambiano', passando anche attraverso brani non molto conosciuti come 'Dove il cielo va a finire' o 'Canto alla luna' fino ad arrivare a 'La costruzione di un amore' con una interpretazione da togliere il fiato, a volere sottolineare che per cambiare bisogna essere in due, adattandosi a vicenda. Il concerto si intitola Per aspera ad astra, una massima latina utilizzata da mio padre. forse per affascinarmi o una maniera affettuosa di liquidarmi dandomi questo messaggio positivo di potere, attraverso la sofferenza, arrivare alla gloria. E devo dire che nella fase di realizzazione, ho avuto modo di ripensare ad alcuni momenti critici e difficili della mia vita come quando 'Spaccami il cuore' è stata bocciata dalla commissione sanremese per il voto contrario di Red Ronnie che faceva parte della giuria, determinando la mia decisione di appendere la carriera al chiodo. Ho ricordato il mio rapporto sentimentale tormentato e devastante con Ivano Fossati, che mi impediva per la sua gelosia, e talvolta anche in un modo piuttosto violento, le mie collaborazioni professionali con altri, eppure i dischi di quel periodo sono quelli che amo di più. Il concerto sarà diviso in due tempi e nel secondo, che si apre con'Almeno tu nell'universo', sarò affiancata da Enzo Gragnaniello, uno dei miei compagni di viaggio preferito. In qualche tappa ci dovrebbe essere anche Roberto Murolo, se le sue condizioni di salute glielo permettono. Sinceramente, non sono soddisfatta di alcuni musicisti che l'Agenzia mi ha messo a disposizione, anzi direi che me li ha imposti con l'obiettivo naturalmente di risparmiare, soprattutto per quanto riguarda il batterista un po' troppo rockettaro e il tastierista che ha preparato degli arrangiamenti che sanno troppo di jazz e che non mi convincono. Voglio trovare una soluzione a questo inconveniente e sto chiedendo un aiuto a Marco Falagiani, che ha arrangiato splendidamente buona parte dell'album 'Lacrime', a rivedere le registrazioni dei pezzi e rifare alcune partiture, anche perché ho intenzione di realizzare il mio primo Home-Video". "Ho avuto l'onore di lavorare con grandi artisti, di cui non voglio fare i nomi per evitare i paragoni, ma lei è assolutamente speciale, per un autore e un musicista è fondamentale trovare una interprete che fa sua la canzone e ne moltiplica le potenzialità. Tra noi due si è creata una grande stima e un rapporto professionale empatico. Ho da raccontare una storia molto interessante dietro l'arrangiamento di 'Uomini farfalla' ; una sera, mentre siamo in studio a Milano a registrare 'Gli uomini non cambiano', Mimì mi dice: 'guarda ho una canzone molto bella di Maurizio Piccoli, alla quale tengo particolarmente, è un provino di qualche anno fa, ho provato a farlo arrangiare ma non sono rimasta convinta, perché penso che questo pezzo dal testo particolare abbia bisogno di una dimensione differente dalla solita'. Lì per lì non so che cosa rispondere anche perché non sono solito ad esprimere un giudizio su un lavoro già fatto o intervenire sulla realizzazione. La mattina dopo, avendo a disposizione un turno di archi sinfonici, mi viene l'idea di poterli utilizzare per creare una atmosfera più eterea, dilatata, forse di altri tempi, solo per archi e pianoforte, ma probabilmente più rappresentativa di quello che Mimì intendesse dare alla canzone. Ho lavorato con il mio assistente tutta la notte per scrivere la partitura e, quando le ho fatto sentire l'arrangiamento, mi ha abbracciato, l'ha provata, come al suo solito, una o due volte, e l'incisione è risultata bellissima e perfetta, perché lei trasmette una grande emotività, tira fuori tutta la sua problematica, nel suo cantare c'è tutta la sua vita. Qualche tempo dopo, ha voluto che io riguardassi, perfezionista com'è nel suo volere raggiungere un certo livello, le partiture di Per aspera ad astra, mi sono impegnato e, visti i risultati, ha espresso il desiderio di arrangiare l'intero concerto, così, prima del debutto, è stato convocato l'intero gruppo per le prove e sono diventato il responsabile di questo progetto. Successivamente è arrivata l'esperienza fatta insieme all'Eurofestival, secondo me meritava di vincere sia per la canzone, sia per il suo modo impressionante nel cantarla. Si è classificata soltanto quarta, ma dall'organizzazione è stata considerata la numero uno, inizialmente l'hanno identificata come la cognata di Borg, quando l'hanno sentita cantare alle prove, si sono resi conto che è fortissima, per cui c'è stata una grande attenzione, sono piovuti tanti complimenti per una esibizione dal vivo con una grande orchestra, senza programmazione né computer. L'esecuzione ha acquistato maggiormente in pathos ed incisività, perché è venuta fuori, rispetto a quella in studio, una versione più lenta, assolutamente di impatto e fortemente emozionante. Mimì dal vivo è veramente una outsider, una che ha una marcia in più rispetto a tutti, perché ciò che canta viene dalla sua anima, dal suo modo di essere, la senti, la ascolti e avverti che ti piace perché ti accorgi improvvisamente di avere dei brividi sulla schiena". Marco Falagiani in un'intervista inedita a Pippo Augliera di "Chez Mimì" E mentre Mimì vive un periodo pieno di impegni dal punto di vista artistico, alla sede del club viene fatta pervenire la registrazione audio di una intervista realizzata a Sanremo '92 e concessa a "Chez Mimì" in cui la cantante si esprime così nei confronti dei fans: "- Mia, il tuo rapporto con i fans? - Il mio rapporto con i fans, diciamo, è tempestoso... -ride. - Cerco di scuoterli dal loro torpore. Si innamorano di una foto e io sono convinta al contrario che una immagine ti condiziona, ti limita, io guardo avanti, miro all'evoluzione. Loro vorrebbero sentirmi cantare ancora, all'infinito, vecchi pezzi ormai abbandonati... - Come mai? lo so che appunto c'è un Mia Martini fans club ufficiale a Messina condotto da Pippo Augliera, con il quale tra l'altro ti sei sentita alcune volte, e so che loro avevano cercato, fatto di tutto per venire qui, però è stato detto da te che, durante la partecipazione al Festival di Sanremo, non ricevi amici... - Infatti, la stessa cosa l'ho detta a mio padre, a zia Sarina, ai miei amici, a tutti quelli che, pensando di aiutarmi, nella realtà mi stavano caricando di un bagaglio veramente faticoso. Tu sei in una radio libera e, hai visto, non so da quante ore stai aspettando per avere un colloquio con me. Non è che io sia una star, è che non c'è proprio il tempo necessario... hai visto, mi sono bevuta il caffè rilasciando tre interviste, per cui se fossero stati qui tutti quanti, i fans etc, praticamente potevo risparmiarmi di partecipare a Sanremo perché non avrei potuto occuparmi di quello che in questo mi interessa, per cui ho chiarito a Pippo Augliera, che ormai mi conosce, che non deve caricarmi di cose che io non ho richiesto. Quando io dico 'gli uomini non cambiano e ti danno tutto quello che non vuoi', cioè io sono pazza di gioia che sei un mio fan, ma questo bagaglio è tuo, il fatto che tu sia un mio fan non vuol dire che io debba risolvere i tuoi problemi. Vorrei anche dire un'altra cosa, io sono sempre in polemica con i miei fans, che, intanto, non sono la poltrona dello psicoanalista, perché mi scambiano per lo psicanalista -non si capisce perché - si innamorano, si emozionano, con le mie canzoni piangono e poi pretendono di farmi stare al telefono per delle giornate intere, per fargli capire quali sono i problemi della loro vita. Io sono una cantante. Secondo: loro mi amano talmente tanto che pensano sia proprio umiliante per loro andare a comprare un mio disco e addirittura pretendono che sia io a regalarglielo, hai capito? Il fatto di comprarmi, di pagarmi in un negozio, gli sembra di violarmi in qualche modo... Amore, fare i dischi lo avete visto quanto mi è costato, perché per fare i miei dischi senza vendermi, ho pagato in lacrime e sangue tutta la vita, adesso pretendete pure che ci aggiungo del mio. La mia casa discografica non me li regala i dischi, chiariamo una cosa: una cantante non ha bagagli di dischi nella macchina da regalare a chiunque incontro nella vita e, se veramente mi vuoi bene, non ti far pagare come una 'mignotta', compramelo 'sto disco, okay!?" Marcello Accorsi Radio Luna Network Viene chiesta al club telefonicamente un commento su queste sue dichiarazioni, in una diretta radiofonica, nella quale, con un atteggiamento molto comprensivo, diamo delle attenuanti alla Nostra Artista, sottolineando che a Sanremo si è sottoposti a un notevole stress per cui qualunque situazione può essere amplificata. Aggiungiamo inoltre che la sua invettiva forse è riferita ai fans extra club, a quelli che la vivono da tempo come un feticcio da adorare e al quale aggrapparsi per non alienarsi. Noi con tutta sincerità ci siamo domandati, se avessimo tentato qualche volta di caricarla dei nostri problemi, dandoci una risposta negativa, anzi alcuni si sono permessi addirittura di donarle qualche ristampa nello splendore digitale per farle rimembrare i suoi antichi inni. E poche settimane dopo, nell' aprile del '92, è lo stesso speaker di Radio Luna Network che incontra Mia Martini per la seconda volta, in un albergo a Pescara, il giorno prima del concerto. E dona in esclusiva al club questa intervista, preceduta da questo breve commento: "Senza ombra di dubbio, ho conosciuto una Mia Martini molto più disponibile che durante il Festival di Sanremo, dove si è sottoposti a stress non descrivibili! Le ho fatto ascoltare il commento rilasciato da voi e lei molto sportivamente lo ha accettato e sorridendo con ironia ha esclamato: 'ah, mi trattano come una cavia!' Per questo motivo, ho pensato di riportare 'pace' fra voi e la Martini nel farvi conoscere i contenuti di questa chiacchierata con una artista che mi ha dato forti impressioni di profondità e sensibilità. - Iniziamo parlando, ancora una volta, dei tuoi numerosissimi fans. In una precedente intervista, mi hai detto che il rapporto con loro è burrascoso... - Eh sì, burrascoso... - sorride. - Sono rimasto piuttosto incuriosito quando hai detto che i fans non ti devono considerare la loro psicanalista. Però, d'altra parte, credo che sia del tutto naturale che ad un genere di musica molto melodico... - Si, ho capito. So cosa vuoi dire e cioè che gli argomenti che io affronto fanno sì che alcune persone, magari anche psicologicamente fragili, si attacchino a me. Ma, secondo me, quello che dico nelle mie canzoni è già tanto per cui... - Durante la tua carriera hai avuto diversi black-out dovuti a differenti ragioni. Tra queste, e credo di interpretare bene, c'è l'amore che ti ha provocato non pochi problemi. Oggi, Mia Martini come vive il rapporto sentimentale? - Non lo vivo... quindi sto benissimo, godo di ottima salute - ride - e non ho problemi di nessun genere. L'amore è un equivoco, può essere bellissimo, sconvolgente, patetico, terribile, ma è sempre un equivoco. Non esiste finché una persona si innamora di un'altra solo perché ha bisogno di prendere qualcosa dall' altra, esiste solo fra due persone che sono compagni di viaggio, che hanno ciascuna i propri bagagli, che non approfittano dell' altro per farsi portare le valigie, perché ognuna si porta le sue e poi ogni tanto si riposano insieme. Ecco, questo è l'a more. Ciò però non significa che io non sia pronta ad ammalarmi subito, tanto non importa... morire di Aids, di amore, di cancro è uguale: che differenza c'è? Sono pronta a morire - ride. - I tuoi inizi non sono stati poi così facili, in effetti, avevi un padre che ti mandava a scuola di lirica e di pianoforte, visto che secondo lui la serietà di una cantante risiedeva soltanto in questi formati. Come sei riuscita a far valere i tuoi impulsi e le tue tendenze artistiche? - Come al solito, da donna volitiva e anche abbastanza autoritaria, perché sono di Bagnara Calabra - lì le donne hanno inventato il commercio - io volevo fare esattamente quello che avevo in testa di fare. Sono stata sfortunatamente aiutata dal destino, perché mio padre si è tolto dalla competizione da solo, nel senso che è andato via dalla nostra vita, si è separato da mia madre, per cui io non dovevo imporre la mia volontà a nessuno, ero praticamente libera. È molto triste essere persone libere, credo che sia una delle cose più terribili che possa capitare ad una donna, specialmente quando è giovane. - Dopo numerose serate in clubs e locali, hai deciso di trasferirti a Milano, fulcro dell'attività discografica in Italia, ma tua madre si era fortemente opposta. Come sei riuscita a superare questo momento? - Liberandomi anche di mia madre, - ride - lei aveva una sua vita abbastanza autonoma e indipendente, non aveva rinunciato certamente all'amore, nonostante quattro figlie e un divorzio alle spalle, la nostra famiglia è stata molto strana, allo stato brado e ognuno ha percorso la sua strada, il suo cammino da solo. - Torniamo alla musica. Il tuo primo disco risale all'età di 13 anni come Mimì Bertè. Cosa ricordi di quegli anni? - Ma sicuramente l'incontro con un grande artista Carlo Alberto Rossi che allora era una istituzione, l'autore di grandi successi che ormai fanno parte dei classici sempreverdi della nostra cultura musicale. Io ero una ragazzina affascinata da questa figura e una delle cose che ha scritto, appena mi ha conosciuta, è stato il brano 'E se domani' che poi è stato interpretato dalla grande Mina, anche perché io a quell'età non potevo capire l'importanza di questo testo. - Nel 1971 Mimì Bertè diventa Mia Martini... - ...eh sì. E qui c'è un altro grande magico incontro, cioè quello con Alberigo Crocetta, l'inventore del 'Piper', un grande genio della nostra musica, ha scoperto Mal, Patty Pravo e ha inventato il 1° Festival Pop d'avanguardia e delle nuove tendenze. Ti parlo di un periodo in cui venivano censurati diversi pezzi, tra questi anche il mio primo disco 'Padre davvero', bocciato dalla Rai perché parlavo di mia madre che di me era piena, cioè era incinta. Eravamo allora, in un momento molto proibitivo, specialmente nei testi, visto che venivamo dalle canzoni di Suor Sorriso cantate da Orietta Berti. E, tra le cose che hanno cambiato la storia musicale italiana, ci sono anche io, che ho vinto questo Festival con 'Padre davvero', un brano senza dubbio rivoluzionario per quei tempi. - Quali sono i momenti più emozionanti nella tua professione? - Senza dubbio, quando sento il calore del pubblico. Ad 'Azzurro' ho cantato con Murolo 'Cu'mme' e 'O marenariello' e ho avuto una accoglienza talmente piena d'amore da parte del pubblico, tutto il teatro in piedi, come era successo a Piacere Raiuno dove, per la prima volta in televisione, è stato richiesto un bis di un playback, togliendo la pubblicità di due minuti, spero che non mi arrivi il conto, già abbiamo tanti soldi da pagare - ride. - Sono felice di fronte a queste dimostrazioni continue d'amore da parte del pubblico, sono proprio brividi. - Hai provato a scrivere altre canzoni o pensi che sia meglio interpretare? - Negli anni passati ho scritto diverse cose, alcune le presento in questo home video che sto preparando del mio concerto teatrale Per aspera ad astra. Amo molto scrivere, però lo faccio quando ho l'ispirazione talmente forte che mi viene già pronto testo e musica. Finché questo non succede di nuovo, non mi voglio sforzare, perché tanto ci sono grandi artisti che scrivono delle cose belle, non vedo perché debba interrompere questo meccanismo magico che si è creato. - La tua esperienza live jazz, cosa ha rappresentato? - È stata una esperienza interessante, ho letto delle recensioni splendide, hanno capito la mia voglia di buttarmi in questo modo così affascinante non come una star ma come una turista innamorata. - Come fa una cantante a capire quali potrebbero essere i brani di successo? - Ah beh, io non sono capace di stabilire questo, ho un solo metro: il mio cuore, che mi porta a scegliere i lavori di qualsiasi artista che riesce a trasmettermi delle emozioni. - Nella tua carriera artistica, ci sono state delle grandi collaborazioni, l'ultima è con Roberto Murolo, nel suo ultimo lavoro discografico 'Ottanta voglia di cantare'... - Non riesco a pensare a Murolo che nasce nel 1912 e che s'innamora della musica, ascoltando Caruso, respirando l'aria poetica, letteraria e colta del padre, il grande poeta napoletano Ernesto Murolo. Quando, infatti, sono entrata nel salotto di casa Murolo, che è una specie di museo, non avevo neanche il coraggio di bere il caffè che mi ha fatto Mariella, la governante. Ero emozionatissima, mi sembrava di entrare in un tempio... - Ti trovi, comunque, molto a tuo agio con la musica napoletana... - Sì, è vero, pensa che i napoletani mi scambiano tutti per napoletana. D'altra parte, Bagnara Calabra, dove sono nata, non dista poi così tanto da Napoli e poi, per me che sono calabrese, Napoli è la mia città ideale, perché è la capitale del sud, del Mediterraneo, della mia terra... delle mie tradizioni, della mia cultura, delle mie radici. - Questa non vittoria al Festival di Sanremo ti ha giovato o no? - A me sì, dovresti chiederlo a Luca Barbarossa, penso che oggi avrebbe preferito perdere, lui non c'entra nulla, io però devo continuamente consolare gli italiani, ovunque vado, tutti mi dicono che non è stato un giusto verdetto e io a ripetere: Barbarossa è tanto bravo, non mi mettete nella condizione di difenderlo, sennò mi tocca fare causa alla mamma - ride. - Il fatto che tu non abbia vinto è indice di correttezza? - Vista la situazione che si è creata, dopo questi annunci stravaganti e gratuiti di Ippoliti, penso che sia stata la soluzione migliore, anche se non è stata una soluzione, perché probabilmente si sapeva già che il vero vincitore sarebbe stato Luca Barbarossa e, siccome io questo lo sospettavo, mi sono sempre domandata perché, e a quale scopo, avessero inventato questa cosa su di me e avessero voluto rovinare il mio festival personale, perché veramente mi hanno messo in condizione di partecipare senza la necessaria tranquillità. - Nella tua carriera, hai avuto anche la possibilità di fare delle serate all'estero. Qual è il pubblico che, al di fuori dell'Italia, ti ha dato le maggiori emozioni? - Ho vinto anni fa il Festival di Tokyo, sono molto amata in Giappone, credo, però, che in Brasile ci sia un pubblico molto caldo, poi seguono i francesi, all'Olympia ho avuto un pubblico splendido! - E gli anglosassoni? - In Inghilterra non ho mai fatto concerti, ho solo rappresentato l'Italia a Wembley, in occasione dell'Eurofestival nel '77 con 'Libera', sono arrivata settima o diciottesima, non mi ricordo... perdonatemi, non sono capace di vincere. - Com'è il tuo rapporto con tua sorella Loredana? - Bellissimo, tempo fa ci siamo tirate in faccia una torta stupenda, era così buona, ce la siamo mangiata a vicenda, rubandocela dal naso, dagli occhi, dalla bocca". Marcello Accorsi Radio Luna Network Rapsodia La incontriamo al Teatro Sistina il 18 Maggio 1992, in occasione della ultima data della tournée, una serata il cui incasso è devoluto in beneficenza, come quello tenuto il 12 aprile al Teatro Smeraldo a favore dell'Anffas. A questo proposito lei stessa scrive: "Non sempre siamo in grado di apprezzare la vita perché siamo troppo presi dagli stress quotidiani che spesso creano falsi problemi. Un vero problema è l'handicap e ci riguarda, anche se poche volte siamo disposti ad affrontarlo con la dovuta sensibilità: troppo spesso l'ipocrisia porta ad occuparcene solo per il breve tempo di una pubblica relazione da cui trarre vantaggi per poi, a luci spente, accantonarlo immediatamente. Ecco: associazioni come anffas svolgono il compito di occuparsi di questo problema dal punto di vista umano e sociale chiedendoci soltanto un po' della nostra attenzione" Il pubblico è caloroso, un concerto nel quale Mimì, come al suo solito, non si risparmia, al punto che ritorna sul palco per ben due volte e regala come bis una emozionante versione di 'Rapsodia', 'Lacrime', 'Gli uomini non cambiano' e 'Valsinha'. Alla fine dello spettacolo, la vediamo scendere dalle scale e venirci incontro, annunciando: "Sul mio ultimo cd 'Rapsodia-Il meglio di Mia Martini', una antologia che raccoglie brani classici del mio repertorio rimasterizzati e le versioni dal vivo di 'Stelle' e 'La costruzione di un amore', ho voluto ringraziarvi per questa vostra capacità di resistermi eroicamente e anche perché voglio, a modo mio, chiedervi scusa per avervi maltrattato con il discorso dei fans da psicanalizzare. Questo disco l'ho dedicato a Vito di Cagliari". Ecco Mimì degli eccessi: ipercritica e capace di forti slanci di tenerezza. Andiamo in camerino e, nonostante la stanchezza, continua a dare altre notizie sui suoi prossimi impegni: "È stata una splendida esperienza aver partecipato all'Eurofestival, anche qui sono stata considerata la vincitrice morale. Sarò presente al Nuovo Cantagiro, ci vado con la clausola che la mia casa discografica mi permetta di coprire i costi per la realizzazione del video di questo tour. Voglio proseguire la mia collaborazione con Enzo Gragnaniello, sto andando a registrare un suo brano stupendo, si chiama 'Veneme' - si gratta la testa - o 'Vieneme'? Boh!" ride. "Probabilmente parteciperò al Festival di Montreaux in cui dovrei esibirmi con un repertorio prevalentemente di canzoni napoletane accompagnata dalla Big Band di Renzo Arbore. In estate proseguirò la tournée, che si chiamerà 'Lacrime', e l'idea di doverla fare con la stessa band non mi alletta molto, vi prometto comunque che proporrò un repertorio più vivace e rockettaro rifacendo brani come 'C'è un uomo nel mare', che in questo momento, visto il dramma degli albanesi, è di straordinaria attualità e aprirò tutte le sere i concerti con la bellissima 'Questi miei pensieri' di Maurizio Fabrizio". "Con Mimì si è creato un buon feeling, a tal punto che nelle serate improvvisiamolo suono la zampogna e lei si inserisce con una tarantella tratta dal folk calabrese e riusciamo a coinvolgere il pubblico presente. Lei è molto esigente nei confronti dei musicisti, soprattutto quando questi non la convincono, per cui spesso si creano delle tensioni che non si superano perché arriva mezz'ora prima del concerto, per cui non c'è molto tempo da stare insieme. Lei ha grande professionismo e presenza sul palco, è un personaggio di altissimo livello, non mi ricordo che abbia stonato o sbagliato qualche volta. Una stabilità artistica notevole, con questa sua capacità di cambiare in ogni suo brano i dettagli dell'interpretazione. Un'artista del suo livello, però, dovrebbe essere considerata come una Edith Piaf e un mito della musica italiana, senza essere costretta a frequentare continuamente i Festival di Sanremo per confermare la sua bravura". Giancarlo Parisi in un'intervista a Pippo Augliera di "Chez Mimì" la raccolta 'Rapsodia' con una copertina di Guido Harari, il grande fotografo che ha immortalato tanti artisti della musica contemporanea e che realizza per l'occasione delle splendide foto di lei rifacendosi alla Audrey Hepburn del film 'Sabrina': "Per la copertina ho ricercato soprattutto alcuni primi piani su uno sfondo nero. Quello che mi interessava era dare colore e densità alla pelle. Con Mimì ci siamo conosciuti nel 1984, in un periodo per lei non particolarmente felice, quando ha avuto il coraggio di pubblicare un omaggio live ai suoi 'ideali compagni di viaggio' (Jimi Hendrix, Kate Bush, Randy Newman, John Lennon, Chico Buarque), leccandosi le ferite dell'ormai inevitabile rottura da Fossati. Da allora ci siamo persi e ritrovati più volte, ben sapendo che nulla, neppure la musica, può ricucire certe ferite, e solo silenzio e solitudine sanno accendere una luce nei momenti bui. Con lei abbiamo ormai superato la fase prettamente personale. Quando possiamo andiamo a vedere i concerti dei nostri cantanti preferiti, proprio come fanno i buoni amici. Gli anni Novanta l'hanno colta in una travagliata maturità d'artista, divisa tra il ritrovato successo di scontate routines sanremesi e nuove voglie di sperimentazione poco assecondate dai suoi discografici. Eppure, unica in Italia insieme a Mina, ha dimostrato in ogni modo, dal vivo e in dischi sottovalutati come 'In concerto' con Maurizio Giammarco, di saper volare da Fossati a Cole Porter, dalla canzone popolare napoletana a Hendrix e a Tom Waits, al quale desiderava rendere omaggio con un album intero a lui dedicato. Mimì ha stile, ma si sa, nell'Italietta pop usa-e-getta (o gratta-e-vinci, se volete), questa parola non ha mai contato nulla. Nell'anima e nella voce ha il blues, quello vero, di chi ha saputo giocarsi ogni cosa pur di vivere, e neppure questo ha mai goduto alcun credito". Guido Harari 1992 e 1995 Partecipa alla prima edizione del Canzoniere dell'estate, trasmessa da Raiuno con l'organizzazione di Adriano Aragozzini. viene premiata con La stella d'argento come migliore interprete femminile. Nel frattempo nascono altri dissapori tra lei e la sua casa discografica la Fonit Cetra, perché non ha abbastanza promosso l'album 'Lacrime' e per aver dovuto accettare di partecipare alla nuova edizione del Cantagiro dove canta nelle varie tappe, accompagnata dalla grande orchestra diretta da Mario Lavezzi, tre brani del suo repertorio recente e passato. Il direttore della rivista per collezionisti "Raro!" Fernando Fratarcangeli racconta alcuni episodi legati ad alcune tappe, nel suo tentativo di realizzare una intervista: "Ci siamo incontrati durante la tappa di apertura a Frosinone, dove lei ha accettato di tenere una spiritosa e simpatica diretta con gli ascoltatori di una radio privata del posto. In quell'occasione le ho portato le foto di un servizio fotografico che avevo realizzato qualche tempo prima a Latina e che lei mi ha chiesto di poter avere. Dopo la sua esibizione, Mia è dovuta scappare via urgentemente, per andare a trovare Loredana che aveva problemi di salute. Ci siamo ripromessi di rivederci e rimandare l'intervista alla serata finale che si sarebbe svolta a Fiuggi un paio di mesi dopo. Quando nel pomeriggio sono arrivato nella cittadina termale e nel suo albergo, lei era andata via disertando polemicamente l'organizzazione del Cantagiro a causa di una non meglio identificata clausola del regolamento che, sembra, Mia non avrebbe voluto rispettare. È passato altro tempo, ci siamo sentiti ogni tanto per telefono, in ballo c'era anche un progetto discografico: la realizzazione di un album con l'etichetta "Raro!" con i brani migliori di Billie Holiday reinterpretati da Mia. Lei si è dimostrata entusiasta del progetto, le canzoni le avrebbe scelte lei stessa, anche se certamente di non facile realizzazione, essendo l'artista contrattualmente legata alla Fonit Cetra. Quando Mia è andata via da questa etichetta, si è tornati a parlare di questo progetto, al quale si credeva molto. C'era ugualmente una etichetta di mezzo, la RTI Music, ma questa volta la strada che portava a termine l'idea è sembrata meno tortuosa. D'altra parte si sarebbe trattato solo di una edizione limitata per soli collezionisti e quindi con l'eventuale concessione dell'etichetta di appartenenza. Se ne sarebbe comunque parlato definitivamente negli uffici della redazione di "Raro!" Un venerdì di maggio. Il venerdì dopo la sua scomparsa. 'In quei giorni lì sarò a Roma' - mi disse - 'e così ci leviamo di mezzo anche questa benedetta intervista senza fine'. Senza fine, appunto. Grazie, ugualmente, Mimì". Fernando Fratarcangeli per "Chez Mimì" Io e mia sorella In primavera inoltrata, dopo dieci anni di incomprensioni, avviene la riappacificazione tra le sorelle Bertè. Era dal concerto dell'83 'Miei compagni di viaggio', nel quale Loredana ha partecipato come corista in un brano, che non si vedevano e si sentivano; pur avendo scelto di fare lo stesso mestiere, non avevano neanche avuto la possibilità di incontrarsi casualmente in qualche manifestazione. L'avvenimento viene ripreso in esclusiva da una importante rivista settimanale. A rompere questo loro lungo silenzio è proprio Mimì che decide di andare a trovare Loredana in ospedale, ricoverata per via di un malore, anche se i giornali avanzano l'ipotesi che si tratti di un tentativo di suicidio: "Ora basta - mi sono detta - ora vado da lei e le do due schiaffi, poi mi hanno spiegato che era solo un collasso... e comunque, non appena l'ho vista, invece che di rimproveri, l'ho riempita di baci". "No, non c'è mai stato un vero litigio" - interviene Loredana - è solo che ad un certo punto della nostra vita abbiamo smesso di cercarci. E dire che da ragazzine eravamo legatissime, ma abbiamo avuto alle spalle una famiglia impossibile, dove regnava l'incomunicabilità, per cui diventava difficile parlarsi. E poi, nostro padre è andato via da casa e la situazione è alquanto peggiorata". Le loro strade, soprattutto dal punto di vista artistico, sono Proseguite, dalla seconda parte degli anni '70, in buona parte Separate: "Io stavo attraversando un periodo di fortissima crisi - prosegue Mimì - vivevo una storia tormentata con Ivano Fossati, tentavamo di lasciarci ma senza mai riuscirci. Avrei voluto un figlio, lui no, non gli andava. E in fondo non gli andava neppure che cantassi. Ho imparato allora che gli uomini, per stare con te, ti snaturano sempre un poco, ti sottopongono a forme sottili di violenza. Ivano voleva me, ma non accettava Mia Martini, l'artista, la donna di spettacolo. E io che avrei voluto fare la mamma, avere tanti figli, ho dovuto rinunciare a questo mio sogno. Sono stati anni duri, quelli. Litigavo con tutti. Ogni tanto lavoravo con Loredana, ho pure scritto un pezzo per lei 'Notte che verrà' per l'album 'Traslocando' prodotto da Ivano e nel quale ho partecipato ai cori, ma era impossibile perché lei aveva la capacità di farmi saltare la pazienza e da qui cominciavano gli insulti. Il tutto aggravato da questa storia su di me che portavo jella e che si è trasformata in una persecuzione, una voce che è stata messa in giro da qualcuno che mi odiava e che inesorabilmente mi ha creato il vuoto intorno. Il mio corpo ha talmente risentito di queste situazioni che un bel giorno, mentre mi trovavo in uno studio di registrazione ad incidere, mi è andata via la voce. Ho subito due interventi alle corde vocali, ho ripreso per qualche tempo, e con fatica, la mia carriera, ma alla fine ho detto basta. Ho mollato Fossati, ho mollato Loredana, ho salutato tutti e me ne sono andata via. Di mia sorella avevo notizie saltuariamente o dai giornali o quando creava delle situazioni che andavano puntualmente a diventare fatti di cronaca, come ad esempio la sua partecipazione a Sanremo nel 1986 con il pancione, mi ricordo che nel vederla mi ha preso un colpo. La notizia sul suo matrimonio con Borg, l'ho saputo dai giornali, non sono stata neanche invitata. Mi ha colpito lei tutta vestita di rosso, come un simpatico diavoletto, sempre eccentrica, come sempre. Ho pensato che la loro fosse una storia importante, che fosse l'uomo giusto per lei, ma purtroppo non è stato così". La loro riconciliazione viene sancita da un servizio fotografico e simbolicamente da una torta che porta la scritta dei loro due nomi e che le due sorelle se la scambiano reciprocamente in maniera tenera: "È davvero dolce - conclude Loredana - esserci ritrovate dopo tanti anni. Adesso non ci lasceremo più, e abbiamo anche tanti progetti da realizzare insieme". Anna Checchi "Oggi" 1992 Questi miei pensieri All'ennesimo incontro Mimì rivela nuove sfaccettature: ironica, brillante, più estroversa e con una gran voglia di comunicare. Il risultato è questa piacevolissima chiacchierata realizzata a Messina il 30 luglio 1992, poche ore del suo concerto e dopo una conferenza stampa nella quale ha avuto la pazienza di rispondere a più di trenta domande da parte dei giornalisti presenti. "- Sulle note di copertina del disco 'Rapsodia' vi è un ringraziamento a Marco Masini per la nota blues. Che significa? - Io e Marco siamo diventati molto amici, ci siamo conosciuti nel '90 a Sanremo in the world e il nostro rapporto si è rafforzato da quando è nata la collaborazione con Bigazzi. Marco è simpaticissimo, sempre in vena di scherzi, tutto all'opposto del ragazzo serio come appare sui dischi. Una notte, ero rientrata da sola nella villa di Bigazzi, mi sono messa a letto e ho cominciato a sentire un fortissimo vento e porte che sbattevano. Sono rimasta sveglia fino alle cinque del mattino, per la paura che si trattasse del mostro di Firenze, dopo mi sono messa a dormire pensando che mi poteva fare pure a pezzetti. Il giorno dopo, durante le registrazioni di 'Rapsodia', Marco arriva, come al suo solito, e mi dice: 'ti è piaciuto lo scherzo di questa notte?' - ride. Ritornando ai ringraziamenti, devo dire che avevo utilizzato una nota rock per il finale di 'Rapsodia'. Giancarlo me l'ha sconsigliato perché temeva che il pubblico, visto che il pezzo è commerciale, non potesse capire. A questo punto è intervenuto Marco che ha suggerito di trasformare la nota in blues, l'idea è piaciuta ed è stata realizzata. - A proposito di blues, c'è chi ti considera 'un archetipo' d'interprete bluesy verace in Italia. 'Nobody knows', cantato Come intro a 'Spaccami il cuore', nel corso della tournée teatrale Per aspera ad astra, ha provocato brividi lungo la schiena. Non credi che si stia avvicinando il momento in cui tu ti possa sperimentare con questo genere di repertorio? - È ancora presto, anche se ci sto pensando, vedrò più avanti di realizzarlo. - La tua carriera è costellata da collaborazioni prestigiose (Baglioni, Aznavour, Fossati, Giammarco, Murolo). Quale tra queste collaborazioni ti ha emozionato, arricchito di più? - Beh - ride - con Fossati sono rimasta emozionata dieci anni e ancora sto 'ballando', Murolo mi ha dato un'infinita dolcezza e tanta saggezza. Ognuno mi ha dato delle emozioni diverse, non posso dire chi mi ha emozionato di più. Aznavour me lo ricordo come un padre perché ero talmente giovane e quei tre anni con lui sono stati importantissimi per me. Baglioni è stato il primo incontro della mia vita, allora eravamo due ragazzini, lui era uno sconosciuto, appena io sono entrata alla Rca abbiamo fatto insieme questo album che era 'Oltre la collina', ci siamo poi incontrati dopo tanti anni, lui grande cantautore capace di raccogliere delle masse e abbiamo duettato nella splendida 'Stelle di stelle'. Giammarco mi ha divertito molto, mi ha affascinato e mi ha acceso questa curiosità per il jazz che spero di poter soddisfare ancora da qualche altra parte. - La tua carriera è anche caratterizzata da collaborazioni che sfumano. In un'intervista del '74, in occasione dell'uscita dell'album 'È proprio come vivere', tu avevi detto che c'era in ballo una tournée teatrale con Lucio Dalla e nell'89 avevi parlato di un live con Theodorakis... - La tournée è sfumata perché Dalla non mi ha più chiesto di fare questa cosa e mi è dispiaciuto molto, il progetto con Theodorakis non è andato in porto perché purtroppo si è messo in mezzo Willy David, che era allora il mio manager ed era in contatto con Theodorakis, e visto che abbiamo rotto il contratto non si è fatto più nulla. - In un'intervista hai detto che, dopo la parentesi con Ivano Fossati, non hai scritto più nulla, a parte, forse 'Spegni la testa'. - 'Spegni la testa' l'ho scritta per la mia cagnetta Movie, quando ho saputo che sarebbe morta e stavo impazzendo. - Riprenderai a scrivere? - È quello che vorrei fare, forse quest'inverno, visto che non sarò in tournée, probabilmente mi rimetterò a scrivere. Perché interpretare ogni tanto delle mie composizioni mi permette di poter cogliere meglio l'essenza e lo spirito degli altri autori, entrare nel loro modo di creare sia il testo che la musica. 'Gli uomini non cambiano', 'Dio c'è', sembrano segnare un ritorno a temi tanto cari agli esordi. Cosa è rimasto e cambiato della Mia Martini di allora? - Mi è rimasto il nome, il colore degli occhi, mi sono cambiata pure i capelli - ride - si cresce... Sì, è vero, c'è questo ritorno a temi degli anni 70, ma soprattutto c'è anche un ritorno a delle tematiche più semplici che, non per questo sono meno colte, anzi, forse, riescono ad avvicinarti ancora di più alle masse. - Quante copie ha venduto 'Lacrime'? - Appena 79 mila copie. - Alcuni giornali hanno riportato dati di vendita superiori. - Non si capisce bene 'sta cosa, io vorrei andare a fondo. A settembre, comunque, dovrebbe andare in onda su Rai Due la ripresa di un'ora del concerto Per aspera ad astra, mentre l'home video sarà integrale, cioè circa due ore. Sto pensando, inoltre, di realizzare 'Mia Martini canta Tom Waits', tutto dedicato a quest'artista, curerò le traduzioni insieme a Maurizio Piccoli, mi sto portando dietro i suoi Cd e i libri. - Come timbrica ci siamo. - Ma sono gli argomenti trattati che sono interessantissimi. - Quando vedrà la luce? - Ah, questo non lo so, vorrei farlo abbastanza presto, appena ho finito questa tournée. - E Randy Newman? - Randy Newman è sempre nel mio cuore e nella mia vita. Siamo stati fotografati insieme e chissà che un giorno non riusciremo a lavorare insieme. - Ti riposerai dopo con i dischi? - Non ne potete più di dischi miei? - Non è così. Noi, che siamo i fans più stretti, siamo felici di comprare un disco tuo ogni due mesi. Non è consigliabile a livello di mercato. - Certo, l'ultimo, però, è una compilation, non un disco di inediti. - Come sta andando? - Non lo so, perché la Fonit ha chiuso per ferie. - I fans più giovani sono rimasti delusi del fatto che 'Piccolo uomo', 'Donna sola', 'Minuetto' sono cantate con la voce di allora, perché loro ti hanno scoperta con la voce di adesso. - Lo so, bisognava fare un live vero, mi sto battendo affinchè non realizzino il Cd di 'Per aspera ad astra' che va bene visivamente come video, ma come arrangiamenti è orribile. Mi sto battendo, quindi, per far in modo che ci sia il minor danno possibile. Questi sono dei gioielli preziosi nella mia vita, che voglio utilizzare in ben altro contesto, con altri arrangiamenti, con una bellissima orchestra, perché sono brani che meritano una grande attenzione, non vanno buttati via così. Per ora si devono accontentare della rimasterizzazione, il che già li fa suonare molto meglio dei dischi originali. E, allora, di che si lamentano? Poi, ho fatto 'Stelle' e 'La costruzione di un amore' dal vivo, un inedito, 'Cu'mme', ma che vogliono? Insopportabili questi fans, hanno sempre da lamentarsi - ride. - Qualcuno auspicava l'inserimento di 'Stelle di stelle' o di 'Rosé'. - Già ho avuto difficoltà, per motivi editoriali, ad inserire 'Cu'mme'. Sono, questi, brani incisi per delle multinazionali, mentre io appartengo ad una casa discografica privata. E dei ringraziamenti che ho fatto su 'Rapsodia', cosa è stato detto? - C'è stato il commento carino di un socio: 'tra le note di copertina Nostra Signora si è ricordata di noi, in perfetto stile film dell'orrore...' - .. .che ancora eroicamente mi resistete. Io vi ho ringraziato, perché vi avevo un po' maltrattato ultimamente e mi dispiaceva. Beh, ogni tanto bisogna pure chiedere scusa. - Ci hai maltrattato? Ti abbiamo già detto a RadioVerdeRai che evidentemente siamo così masochisti che non ce ne accorgiamo. E tu hai risposto: 'per questo motivo, mi chiedete sempre 'Spaccami il cuore'. Avremmo voluto ribatterti, ma siamo stati zitti, che da quel momento in poi ti avremmo richiesto 'E non finisce mica il cielo'. Scherzi a parte, i maltrattamenti di cui parli, li abbiamo considerati come un mettere alla prova la nostra resistenza. - Mi usate come una cavia, praticamente - ride. - Quando tu provocavi, cercavo di gestire il tutto. - Secondo me, tu sei pazzo di me, ma la cosa più sincera è che tu sei pazzo. - Io sono pazzo? Mimì, solamente i pazzi possono curare i propri simili. - Questa è stupenda, complimenti, bravissimo - ride. Ti devo confessare che io sono ancora più pazza di te, perché anche io sono pazza di te. Praticamente, non credo che mi batterai in questioni di follia, mi dispiace... - Sulle pagine di "Chez Mimì" abbiamo pubblicato l'intervista che hai rilasciato a Radio Luna Network, nella quale non sei stata tenera con i fans. - L'ho letta, mi è stata consegnata a Pescara la cassetta con la vostra reazione dallo stesso speaker che, tra l'altro, vi ha difeso a spada tratta. Avete fatto bene a pubblicarla, io non mi riferivo specificatamente ai fans del club, ma a tutti quelli, e sono un esercito, che mi scrivono o mi raccontano i loro problemi pazzeschi. - Aspettati sul prossimo numero qualche reazione alle tue dichiarazioni. - Ah, sì? Sono pronta a tutto, finalmente non mi trovo di fronte a un muro di burro. Una tua opinione sulla produzione discografica attuale italiana e sui cantautori. - C'è poco da stare allegri. Alice ha realizzato un album così complesso che difficilmente si può ascoltare fino in fondo. La Oxa ostenta la sua raggiunta maturità, credo che Patty Pravo farà un buon lavoro - ride - dopo l'esperienza in carcere in cui ha avuto la possibilità di conoscere gente interessante e umana. - Forse è Mina l'unica artista che, non prendendosi troppo sul serio, riesce a realizzare prodotti dignitosi. - Sì, sicuramente, perché ormai lei si diverte. Per quanto riguarda i cantautori, è uscito il disco di Amedeo Minghi, ma non l'ho ancora ascoltato e credo che comprerò l'ultimo di Mango. I suoi brani più recenti assomigliano a dei canti tirolesi e non mi sentirei di interpretarli. - Hai ascoltato 'Lindbergh' di Ivano Fossati? - Sì, è un buon lavoro, anche se di Ivano non gradisco ultimamente questa sua tendenza a salire in cattedra per fare l'intellettuale. Credo che mi terrò ben stretto Mimmo Cavallo. - E la collaborazione con Enzo Gragnaniello? - Ho già registrato con lui il bellissimo pezzo 'Vieneme', ci sarà anche la partecipazione di Roberto Murolo. Tutti e tre ormai andiamo a braccetto, prima o poi gireremo con il piattino - ride. - Si era anche parlato di un possibile duetto con Biagio Antonacci... - Avevo detto a Biagio, che è sempre uccel di bosco, di chiamarmi quando andava in studio e di stare in contatto con me. Io sono stata in giro per l'Italia, però lui è sparito, si è chiuso a Bologna a registrare l'album e non mi ha più chiamato, per cui non so niente. - Hai detto a Radio VerdeRai che tu avresti saccheggiato nel repertorio di Antonacci. Il brano 'Prima di tutto', inserito in 'Liberatemi', potrebbe essere adatto a te. - Lo ascolterò. - Nella tua tournée estiva, canti 'Mimì sarà' di Francesco De Gregori. E la conferma che l'abbia scritta ispirandosi a te? - Questo non dovete chiederlo a me. Era da tempo, comunque, che volevo inserire questa perla nel mio repertorio. - Quando si deciderà De Gregori a scrivere per te? Non è possibile che continua a comporre per Fiorella Mannoia. - Per contratto scrive per la Mannoia, sono nella stessa casa discografica, come pure Fossati. A proposito, lo sai che apro il concerto di stasera con 'Questi miei pensieri' ? Che ne pensi? - Sì, me l'hanno detto, bellissima questa scelta. Ti vorrei fare, a nome di tutti, i complimenti per l'interpretazione dal vivo di 'Minuetto' al Cantagiro, ci hai dato i brividi. - Non ve l'aspettavate questa scelta, vero? - No, anche perché tu avevi anticipato che avresti cantato 'Piccolo uomo' e tutti noi a dire: perché non sceglie 'Minuetto', visto che le giurie non sono all'altezza di capire? - Questa volta sono riuscita a captare il vostro pensiero, ogni tanto ci troviamo d'accordo. - Di 'Minuetto' abbiamo notato un'interpretazione che si avvicina di più all'originale, però con questa voce di adesso che, non lo nascondiamo, da più brividi, più emozioni. - Beh, mi fa piacere che invecchiando vi piaccio di più. - Nella tappa in cui hai cantato per la prima volta 'Lacrime', c'è stato qualche inconveniente? - Sì, è successo che sul palco hanno spento tutto, perché prima aveva cantato qualcuno e c'era stato un larsen nei microfoni, allora i tecnici si sono spaventati e hanno tolto tutto, praticamente non c'era più la base, ci sono stati dei problemi tecnici. - Sei stata bravissima a riprenderti. - Dura, però, appena ho finito, è successo il finimondo, ho urlato con Mario Lavezzi (il direttore d'orchestra n.d.r.), me ne sono andata, non ho potuto sbattere la porta perché era un campo sportivo, praticamente però, è come se l'avessi fatto. - Parteciperai a Sanremo! - No, il prossimo anno non ci andrò, ci sarà forse Loredana. - Che fate, vi alternate? - Al limite, potrei cantare in coppia con Loredana. Oppure sarebbe divertente che Loredana si esibisse con Renato Zero, lui vestito da odalisca e lei da Gheddafi - ride. - L'altro giorno ho incontrato Renato e gli ho detto questa cosa, invitandolo a scrivere. - Ho saputo di un duetto tra te e Loredana. - Dovrei farlo, non l'ho ancora registrato, il disco di Loredana è bellissimo. - Si chiama, sempre, 'Ufficialmente dispersi'? - L'album dovrebbe chiamarsi così, è un titolo indicativo. Loredana me l'ha già detto un po' di tempo fa, a me piace molto, secondo la prima bozza del programma dovrebbe essere questo. - Ci puoi dire qualcosa in più su questo pezzo? - Non so niente, so solo che è di Maurizio Piccoli. - Abbiamo incontrato Aida in concerto con Fausto Leali, ha parlato benissimo delle sorelle Bertè, era felice della vostra riappacificazione e spera che non riprenderete a litigare. - Aida è carina. Io non ho nessunissima intenzione di litigare, certo, Loredana è capace di far saltare la pazienza ad un santo, ma io ce la metto tutta affinchè ciò non avvenga. - Di volta in volta, sei stata accostata a Billie Holiday, ad Edith Piaf, a Janis Joplin. Quali di questi accostamenti ti lusinga di più? - Il fatto di essere ancora viva, di non essere cadavere -ride - terribile 'sta cosa. Amore, sono tre artiste talmente grandi, talmente pazzesche che sono lusingata da tutti questi tre accostamenti, anche se credo di non meritare di essere avvicinata a queste grandi montagne rocciose. Sarà che io le ammiro così tanto che mi sembrano inarrivabili, inavvicinabili. Non mi permetterei mai di realizzare un disco con il repertorio di queste artiste, non potrei mai scimmiottare la Piaf, Billie Holiday e Janis Joplin, lascio il compito ad altre che sono molto più brave di me. - Ti riferisci a Mina? - Non lo so, a chi lo fa, a chi ha il coraggio di farlo, io non ce l'ho, nemmeno la storia della vita di Billie Holiday fatta da Diana Ross mi è piaciuta e il disco che ha realizzato, nonostante sia una grande artista, è ridicolo. Non c'è nessuno che possa emulare la Holiday, la sua voce era talmente particolare, spezzata dalla vita che, certe volte, sembrava addirittura che si parlasse addosso, non cantava nemmeno. Come fai a dire: io canto come Billie Holiday? Non esiste al mondo... Queste artiste sono delle stelle inavvicinabili, lasciamole lì nel cosmo stupende e splendenti, non c'è bisogno di farsi il look come il loro, che stiamo a fare i 'travestiti'? - Mesi fa, abbiamo pubblicato l'anteprima dell'uscita di un disco che avrebbe dovuto contenere provini inediti incisi durante il periodo "Mimì Bertè" e che non ha mai visto la luce, visto che chi voleva realizzarlo sembra sia stato diffidato dal farlo. - Io non ho mai diffidato nessuno, mi è stata fatta ascoltare una cassetta contenente quei provini, non so come abbiano fatto a procurarseli, e devo dire che mi riconosco in 'Solai', 'Desafinado' e 'Ombrello blu', ma pezzi come 'Sono cotta', 'Federico' e altri sono cantati da Marisa Terzi (ex cantante, autrice, nonché moglie di Carlo Alberto Rossi, scopritore di Mimì Bertè, n.d.r.). Mi piacerebbe, comunque, ricevere il disco 'Mimì Bertè' che racchiude la discografia ufficiale. - Termina qui questa piacevolissima chiacchierata, alla prossima... cara Mimì. "Chez Mimì" n. 11 e 12 Mimì sarà La tournée estiva prosegue tra mille difficoltà perché Mimì non è soddisfatta di alcuni musicisti e la chiude anticipatamente allo Sporting di Montecarlo, rinuncia a partecipare alla serata finale del Nuovo Cantagiro perché non le permettono di presentare il brano 'Minuetto' per la quarta volta, in quanto il regolamento prevede che i brani scelti per gareggiare vengano interpretati non più di tre volte. "Sono una pacifista che, chissà perché, si ritrova sempre nei casini", dirà in una delle tappe alla conduttrice Mara Venier, dimostrando, nonostante tutto, la sua gioia di poter cantare dal vivo accompagnata da una grande orchestra. Questi forfait, tra l'altro, sono anche legati a qualche problema di salute che si era già presentato nell'89, per il quale dovrebbe sottoporsi ad un delicato intervento e che continuerà a rinviare, sia per impegni professionali, sia per paura che questo possa influire negativamente sulle sue corde vocali. In Autunno, incontra il club per comunicare delle anteprime. "Hai deciso quale sarà la tua nuova casa discografica? - Ho ricevuto proposte sia dalla Polygram che dalla Sony, quest'ultima risolverebbe anche le battaglie legali legate alla chiusura con l'Agenzia 'Cose di musica' e la Fonit Cetra. La Fonit sta pagando caro il fatto che ha distribuito e per niente pubblicizzato il disco 'Rapsodia', ciò mi ha permesso di chiudere definitivamente. - Alla Polygram saresti l'unica donna e c'è anche Biagio Antonacci, uno dei tuoi autori preferiti. - Biagio ha scritto 'Il fiume dei profumi', mi è piaciuto e l'ho voluto incidere, deve ancora maturare e poi, visto che si sono accorti che fa breccia sulle ragazzine, è portato a trattare temi adolescenziali. Alla Polygram mi piacerebbe andare anche perché ha assorbito Enzo Gragnaniello e tutta la band napoletana, io mi trovo bene a lavorare con loro ma credo che firmerò con la Sony. - E 'Mia Martini canta Tom Waits' ? - Per il momento non se ne fa più nulla, l'avrei realizzato come disco di chiusura per la Fonit e mi volevo orientare su un qualcosa di intellettuale. È un'idea, comunque, che non scarto, sto studiando le sue biografie e ascoltando tutti i suoi Cd, è un grosso personaggio. Voglio cercare anche di concretizzare il progetto 'Napoli Mia', che farebbe parte della collana dei prodotti che ogni tanto mi piace realizzare, come ad esempio il disco live jazz. -Tutti aspettavamo l'uscita dell'home-video 'Per aspera ad astra' e, invece, a sorpresa ha visto la luce il concerto registrato nel 1982 per la tv Svizzera. - 'Per aspera ad astra' uscirà ad Aprile con la produzione mia 'Voice sound limited' e della Sony, quest'ultima vorrebbe anche pubblicare nello stesso periodo il relativo CD che dovrebbe fare da traino all'home-video. Per quanto riguarda il concerto dell' 82, sto facendo causa alla Ricordi, perché non mi è stato chiesto alcun permesso e anche per una questione di principio: non è giusto che le prestazioni degli artisti in tv vadano a finire su delle video cassette. Spero che questo materiale venga ritirato al più presto dai negozi. - Nella nuova fatica discografica di Enzo Gragnaniello è assente il brano ' Vieneme'... - "Vieneme' con Gragnaniello conto di inserirlo nel mio prossimo disco di inediti. Vi avevo anticipato che ci sarebbe stata la partecipazione di Roberto Murolo, ma le sue tonalità non mi sembrano appropriate per questo pezzo dalle sonorità moderne. Si vorrebbe ripetere l'operazione commerciale di 'Cu'mme' e Nando Coppeto (il produttore di Murolo, n.d.r.) sta cercando di farlo inserire a tutti i costi nel nuovo lp di Roberto con il quale, in ogni caso, duetterò in 'Te voglio bene assaje'. Devo confessare, comunque, che mi sono stancata di partecipare gratuitamente nei lavori di altri artisti, pensa che, nonostante 'Oltre' di Baglioni abbia venduto 800.000 mila copie e 'Ottanta voglia di cantare' quasi 500.000, io non ho ricevuto alcun compenso. - Quando uscirà il tuo album di inediti? probabilmente a settembre, voglio che sia un grande disco, posso anticipare che conterrà 'Mimì sarà' di De Gregori e qualche brano firmato da me, visto che riprenderò a scrivere. - Se passi alla Sony ci sono buone probabilità che De Gregori e Baglioni possano scrivere per te, magari per contratto. - Non è detto che Francesco lo faccia, mentre con Claudio i rapporti si sono interrotti. Quando lui ha tenuto il suo concerto al Flaminio, ero seduta in prima fila in compagnia di Pino Daniele. Ce ne siamo andati prima che lo spettacolo terminasse e Claudio si è incazzato per questo, lui si atteggia a divo, ha delle grosse frustrazioni perché la critica non lo ha mai abbracciato e la collaborazione con me in 'Stelle di stelle' è stato un tentativo di riscattarsi agli occhi di essa. Con Pino, già lo sai, mi piacerebbe collaborare, ma non glielo chiedo, perché voglio che non ci siano forzature. Pino è un grande, una montagna rocciosa, mi piacerebbe tanto che partecipasse al progetto 'Napoli mia', ho già iniziato il mio lavoro di ricerca che mi occuperà per almeno un paio di anni. - Il giornalista Giuseppe De Grassi, nel libretto interno al compact 'Te lo faccio vedere chi sono io', che contiene la registrazione del recital tenuto il 5 Marzo 1990 in onore a Piero Ciampi, esprime il suo rammarico per gli artisti che dovevano e non hanno voluto esserci. Tra questi figura anche il tuo nome. -Vorrei dire, intanto, che l'organizzazione, allora, non si è rivolta direttamente a me ma a Willy David con il quale ho rotto i ponti e poi credo che, in questo tipo di operazione, bisognerebbe lasciare agli artisti la possibilità di scegliere il brano da presentare e che non venga imposto. Per questi ed altri motivi, ho deciso di non aderire a questa iniziativa. - In un concerto di Jannacci, per festeggiare i suoi trent'anni di carriera, hai interpretato splendidamente una sua composizione 'Io e te', pensi di inserirla nel tuo nuovo album? - Io e te' è un bellissimo brano, anche se è un po' datato e non è escluso che possa inciderlo. - È stato riferito al club che tu non apprezzi molto lo spazio dedicato ad altri artisti sulle nostre fanzines. - Notizia falsa, ci deve essere un minimo di concorrenza, solo attraverso il confronto si può capire che non temo rivali e che sono la più grande - ride. - Coloro che mettono in giro queste voci lo fanno perché non riescono a capire la mia autorizzazione data per andare avanti. - A proposito di autorizzazione, lo sai che con i ringraziamenti che hai messo su 'Rapsodia' hai fatto impazzire molti fans per l'indirizzo? - Ah, sì, ma che volete? Il vostro indirizzo circola in tutta Italia, siete persino su Televideo di Videomusic... io so tutto, vi tengo sotto controllo. Sappiate, comunque, che sul prossimo disco non vi ringrazierò, visto che le vendite di 'Lacrime' si sono fermate a 89.000 copie. - Vai a Sanremo in coppia con Loredana? - Probabilmente sì. Con Loredana non si può mai essere sicuri fino all'ultimo momento, mi ha fatto provare il pezzo almeno venti volte, si tratta di una ballata soft-rock, scritta da lei con Maurizio Piccoli dal titolo 'Stiamo come stiamo' e nell'inciso ricorda vagamente 'Una notte in Italia' di Ivano Fossati. Loredana sta realizzando un disco bellissimo, ha scritto dei testi carini, tra questi vi è un brano 'Mi manchi' composto con Mauro Paoluzzi che avrebbe presentato a Sanremo nel caso fosse andata da sola. C'è anche il progetto di fare una tournée insieme, nella quale dovrei essere ospite. - Avrai uno spazio tuo? - Macché, è già tanto se faccio un duetto con Loredana, magari possiamo cantare insieme 'Te possino da tante cortellate' - ride. - Sembra, comunque, che dovrebbe essere registrato un live e staremo a sentire quello che verrà fuori... - Bene, Mimì, ci possiamo salutare qui... alla prossima... - Okay, un bacione e un arrivederci a presto". "Chez Mimì" n. 12 Stiamo come stiamo A Sanremo le attenzioni degli addetti ai lavori e della stampa sono per la presenza delle due sorelle. Già alle prove, Loredana lascia tutti con il fiato sospeso perché corre voce che sia malata, puntualmente smentita perché le due sorelle provano regolarmente, regalando la prima vera emozione di questo Festival. "Mia Martini e Loredana Bertè hanno sfatato ogni pettegolezzo presentandosi frizzanti e sorridenti, alle prove della vigilia... Iniziano la loro canzone senza sbavature, guardandosi spesso, parlottando ('Come sei brava' - sussurra la Bertè all'orecchio di Mia) e sorridendosi. Dopo aver ripetuto la prova per problemi tecnici, Mimì saluta mentre Loredana rimane qualche secondo in più sul palco, si gira verso l'orchestra, applaude e ringrazia il pubblico. Si prepara alla grande serata cercando consensi". Milena Araldi Ma l'affiatamento ritrovato comincia ad incrinarsi quando Loredana vuole cambiare una strofa e Mimì si oppone. Questo causa dei primi malumori aggravati dal fatto che Loredana, colpita da influenza, non può partecipare alla prova successiva e Mimì si sfoga così su un noto settimanale: "Vuol gestire tutto lei e io la lascio fare, si bisticcia su tutto, sui vestiti, sulla canzone. Inutile negarlo, rappresentiamo due mondi completamente diversi. Del nostro brano, 'Stiamo come stiamo', abbiamo preparato perfino due arrangiamenti: uno da discoteca, l'altro più soft. E non riuscivamo a metterci d'accordo su quale avremmo portato a Sanremo. Abbiamo tirato a sorte, ha vinto il secondo. Tra l'altro disapprovo il fatto che abbia venduto per soldi un memoriale sulla sua storia con Borg e poi non mi piace che voglia trasmettere con le canzoni il suo impegno politico". La Kermesse di Sanremo è terminata da qualche giorno e "Chez Mimì" ha avuto, ancora una volta, l'opportunità di scambiare alcune opinioni in diretta con Mimì. "- Come è andata questa esperienza sanremese? - Abbastanza male, ho trascorso giorni di ansia per via di Loredana che è rimasta quasi sempre chiusa nel camerino ad ascoltare ore ed ore con il registratore 'Stiamo come stiamo' per imparare il testo. Era intrattabile, non faceva altro che urlare, per questo non aveva voce. Durante una riunione con la Sony, organizzata per la promozione, voleva a tutti i costi che si facesse una conferenza stampa nella quale poter invitare Ivano Fossati a smentire che 'Stiamo come stiamo' potesse assomigliare a qualche suo brano. Io ho detto che non era il caso, lei si è arrabbiata, accusandomi di essere stata io a diffondere questa notizia ai giornalisti, a questo punto mi sono alzata, ho salutato i signori presenti e me ne sono andata. Tra l'altro, lo stesso Maurizio Piccoli, l'autore del brano, mi ha confermato che è meglio copiare da un grande come Ivano che da altri. - Nella serata finale, Loredana ha continuato a fare le bizze, ha minacciato fino all'ultimo che, a metà esibizione, si sarebbe fermata per fare un check-sound del microfono. Fio Zanotti (il direttore d'orchestra, n.d.a.) si è arrabbiato e le ha detto che, se si fosse azzardata a fare una cosa del genere, avrebbe interrotto l'esecuzione. - Nell'ultima serata ti sei inserita sul finale di 'Stiamo come stiamo' nella strofa successiva. Come mai? - E certo, visto come è andata l'esibizione, rischiavo di fare un 'canto-contro', piuttosto che un controcanto - ride. - Nella compilation 'Supersanremo' della Wea è contenuta una versione diversa di 'Stiamo come stiamo'... - Sì, è quella realizzata prima che io e Fio Zanotti, non soddisfatti del risultato, ci chiudessimo per tre giorni in uno studio di registrazione a Modena per creare un arrangiamento capace di rendere splendido il brano, anche se poi il budget complessivo ha superato i 100 milioni. - I nomi Carmela, Rosaria, che appaiono sul cd single e mix, sono di Loredana? - Macché, sono i miei, la tradizione calabra vuole che alla secondogenita vengano dati i nomi dei nonni, Loredana si chiama così e basta, figuriamoci se faceva scrivere Mia Martini in copertina. - So che Loredana sta avendo problemi con la Sony. - La Sony le sta facendo causa, l'album 'Ufficialmente dispersi' non esce sotto buoni auspici. L'altro giorno ho parlato al telefono con Mauro Paoluzzi, gli ho chiesto notizie del disco, ha tagliato il discorso dicendo che per ora preferiva occuparsi della sua famiglia. - Paoluzzi dovrebbe ringraziare Loredana... - Per quale motivo, scusa? - Per avergli dato la possibilità di riscoprire il valore della famiglia - risata. E la collaborazione tra Loredana e Renato Zero? - È sfumata, perché Renato ha chiesto svariati milioni alla Sony, tempo fa mi aveva proposto di cantare insieme 'Ave Maria', io ho lasciato cadere l'argomento, riproponendogli che avrebbe potuto duettare a Sanremo con Loredana in 'Canta vaya con Dios'. Renato, comunque, è stato l'unico che, durante il Festival, è riuscito a convincere mia sorella ad andare tutti e tre fuori a pranzo, pensa che in questa occasione ho dovuto ascoltare per tutto il tragitto il suo ultimo album ad un volume altissimo. - Andrai in tournée con Loredana? - Non ci penso proprio, credo che le nostre strade, dal punto di vista artistico, proseguiranno divise. - Ho saputo che nei giorni del festival hai fatto qualche serata con Gragnaniello. - Non è stato un concerto a due voci, sono stata invitata a partecipare al Gala organizzato dalla Polygram per presentare i suoi artisti. - Chi ha avuto l'idea di scegliere come madrina Benedetta Mazzini? - È stata lei stessa a proporla, era da una settimana che me lo chiedeva, è molto tenera Benedetta e fisicamente assomiglia in modo impressionante a Mina, quando ancora si faceva ammirare nei concerti dal vivo e negli spettacoli in tv. - A quando un duetto con Mina? - ...probabilmente quando saremo sdentate e mangeremo soltanto pappine - ride. - Lei ha 52 anni e io 45, siamo ormai grandicelle... - Appunto per questo dovreste realizzarlo al più presto, prima che sia troppo tardi. - So che tempo fa aveva proposto un duetto a Patty Pravo, che non ha accettato dicendo: 'dovrei cantare con un fantasma?' - Anni luce or sono hai inviato alla 'tigre' una tua composizione... - Ma come fate a saperlo? Si, è vero, che è rimasta, però, nel cassetto perché era una cosa banale. Ha fatto bene a non inciderla, si è dimostrata intelligente. Era il periodo in cui io stavo registrando a Carimate 'Quante volte... ho contato le stelle...', una sera è venuta Mina ad ascoltare i provini, speravo che mi rivelasse qualche trucco del mestiere, invece niente, per lei andava tutto bene e il brano che l'ha fatta letteralmente impazzire è stato 'io appartengo a te'. In quell'occasione, mi sono permessa di suggerirle, essendo la più grande interprete che abbiamo in Italia, che avrebbe dovuto realizzare dei prodotti con autori e musicisti eccellenti. Sul momento ha incassato il colpo, il giorno dopo mi ha fatto pervenire un pacchettino contenente un coltellino d'argento con il messaggio implicito 'tagliati la lingua' - ride. - Un'ultima considerazione: il pezzo 'Vieneme' è molto suggestivo, ma Roberto Murolo che ci sta a fare? - È quello che mi chiedo anche io, mi sono battuta affinchè Roberto non ci fosse, visto che, data l'età, sembra che sia il 'guardone' della situazione. E così, con questa ulteriore conferma di come il business discografico punti sempre su operazioni biecamente commerciali, si chiude l'ennesima chiacchierata con Mimì e la promessa che comincerà a lavorare per quello che dovrebbe essere uno dei più bei dischi della sua carriera". Intervista 'Domani più su' "Chez Mimì" n. 13 Io ti ringrazio In una intervista radiofonica, realizzata nel '93 per Radiodue e reperita dal dottor Menico Caroli, Mimì inaspettatamente prende le difese di Marco Masini, perché comincia ad essere boicottato dall'ambiente: "Vorrei parlare un attimo di questo caso che coinvolge Marco Masini, mi piacerebbe proprio avviare una polemica. Mi riferisco al fatto che certi intellettuali si rivelano diffidenti verso questo tipo di musica, adesso mi sto riferendo non tanto a Masini ma a Bigazzi, che poi è quello che l'ha lanciato. C'è una specie di razzismo nel nostro Paese, per cui si osannano i cantautori, specie quelli che fanno politica con le canzoni, e si affondano le canzoni commerciali... Vi assicuro: è molto difficile scrivere una bella canzone commerciale... è invece facilissimo fare gli intellettuali, atteggiarsi a fare i poeti e scrivere canzoni 'raffinate'. Ed è per questo che certi cantautori assumono questa specie di aureola. Il fatto di non essere accolti dalle masse li fa sentire come dei santi... li vedi aggirare come vittime consacrate. Io vorrei azzerare questo modo di pensare, che, oltre ad essere un tantino squallido, è soprattutto razzistico. A me piace la gente che lavora seriamente, i professionisti, e devo dire che di gente come Giancarlo Bigazzi ne esiste veramente poca in Italia. Mi riferisco alla gente che sa fare il proprio mestiere. I critici hanno massacrato Marco Masini, risparmiandolo solo l'anno in cui uscì con 'Disperato'. Ma vi rendete conto che è un grande artista, è un musicista, suona il piano e poi ha una voce bellissima. Ma dico: cosa volete di più? L'anno dopo ha venduto un milione di copie con 'Perché lo fai' e automaticamente è diventato il bersaglio della critica. Questa non è una bella cosa. Su di lui hanno detto e scritto qualsiasi cosa, come avevano fatto con me un po' di anni fa. Ho sentito persino dire che portava jella! È assurdo, ma perché in Italia bisogna essere così squallidi! La verità è che c'è un po' di invidia alla base di questi ragionamenti. Sì, perché quando uno ha un successo così grande, come Marco Masini, qualcuno ci rimane male. E si vendica". Qualche anno più tardi, lo stesso Masini manifesta, in una dichiarazione riportata su alcune testate giornalistiche, l'intenzione di ritirarsi dalle scene, stanco di essere sottoposto - come Mia Martini - a un linciaggio e ostracismo legati alla fama di portare sfìga: ".. .Tu sei lo stesso che faceva gli scongiuri al nome di Mia Martini per far ridere tutti, forse anche me, che ero un orchestrale, poi io l'ho conosciuta e tu no: hai solo cambiato mira e hai puntato il tuo fucile su di me ma io non ho la sublime pazienza di Mimì; io sono qui vivo, volgare quanto te ne serve e ti rimando affanculo". Di questa ennesima situazione incresciosa se ne occupa persino Adriano Celentano, che in 125 milioni di c..zzate, una sua trasmissione televisiva trasmessa da Raiuno, invita Marco Masini, che canta per l'occasione 'Gli uomini non cambiano'. Entrambi sfidano il tabù della sfortuna davanti ad una provocatoria tovaglia viola e 'il molleggiato' sfodera con durezza una sua invettiva: ".. .Si può uccidere senza sparare. Per ammazzare le persone abbiamo un'arma molto sofisticata. Basta dire che quella persona porta scalogna. E così che è stata uccisa Mia Martini. Non perché si drogasse, ma perché isolata dal rito barbarico degli scongiuri. Il male non si fa col pensiero, né con il colore viola. Ci vogliono azioni: una parola, un pugno, uno schiaffo. Con le parole si può rovinare un cantante bravo come Marco Masini..." Questa reazione e solidarietà permettono a Marco Masini di porre fine al suo periodo buio e di ritornare alla grande sulle scene musicali, in occasione del Festival di Sanremo del 2004 dove meritatamente trionfa, dedicando la sua vittoria alla sua amica Mimì. Nell'estate del '93, Mimì accetta l'invito a partecipare alla rassegna ripresa dalla rai Sanremo l'altra musica e chiede al pianista Arrigo Cappelletti, con il quale aveva precedentemente lavorato, di accompagnarla per regalarci una inedita versione di 'Anna verrà' funny Valentine' e una 'Vedrai vedrai', che supera per intensità quella contenuta nel suo live del 1983 'Miei compagni di viaggio'. "La collaborazione con Mimì è nata nel '91, abbiamo fatto soltanto un concerto di debutto, c'è stata una lunga pausa, per via dei suoi impegni e abbiamo ripreso ad esibirci insieme dal '93 in poi. All'inizio dello spettacolo, Mimì preparava canzoni tratte dal suo repertorio e cantate con le basi, insieme facevamo 'E non finisce mica il cielo', 'La donna cannone', 'Minuetto', 'Amanti', 'La costruzione di un amore', 'Reginella', in una versione particolare e jazzata, ed 'Emozioni' di Battisti. Tra i brani che sentiva molto "Vedrai vedrai' e 'Spaccami il cuore'. Un momento di grande impatto emotivo era rappresentato dall'esecuzione di 'La vie en rose' e 'Ne me quitte pas', appartenenti al repertorio di un'artista, Edith Piaf, che ben si adattava al suo pathos interpretativo e modo di esprimere. Nei nostri concerti veniva lasciato spazio all'improvvisazione, anche perché si provava molto poco. Noi avevamo in comune il fatto di essere viscerali e di sentire, quindi, la musica in modo molto diretto, naturale, istintivo. Spesse volte, proprio come due anarchici incredibili e libertari, salivamo sul palco senza avere le idee chiare, addirittura con una scaletta non definita. Chiaramente questo comportava il rischio di ritrovarsi in una serata senza che ci fosse il feeling giusto. L'anarchismo e la visceralità verso la musica erano elementi che ci univano di più. Ci sono certe registrazioni che mettono in risalto l'energia incredibile che entrambi sprigionavamo in quello che facevamo, una serata molto bella è stata quella di Portofino nel '94 e della quale esiste una ripresa video effettuata da una emittente privata. Questo cocktail a volte funzionava bene ed avrebbe potuto avere degli sviluppi futuri, se ci fosse stata in lei una maggiore convinzione, ma aveva paura di questa dimensione musicale raffinata, perché teneva molto alla sua natura di cantante nazional-popolare, al suo rapporto con il grande pubblico. Aveva la sensazione che questa nostra collaborazione la portasse in una direzione un po' troppo colta, intellettuale. Da una parte era attratta, dall'altra era scettica, 'Così finisco con l'isolarmi del tutto, io ho bisogno del pubblico', diceva. C'erano in lei questa ambivalenza e conflittualità tra l'esigenza di realizzare performances valide dal punto di vista artistico e di essere apprezzata e avere il successo commerciale e anche popolare; in ultima analisi aveva bisogno di questo contatto fisico con il pubblico. La mia opinione è che Mimì avesse molta consapevolezza più di quanto potesse sembrare. Ultimamente, per problemi vocali, a volte, spingeva un po' con la voce, quasi ad urlare e questo suo 'forzare' era il prodotto di una scelta artistica. Aveva scoperto che doveva cantare in un certo modo, ciò non sempre andava d'accordo con il jazz che è una musica in cui la voce deve sapere intrattenere molto. Con Mimì si può pensare ad un jazz più aggressivo, del quale accentuava la componente più viscerale ed emotiva: il modello diventava, quindi, la musica nera, ovvero il blues, piuttosto che quello europeo appartenente alle cantanti raffinate. È chiaro che quando si creavano atmosfere musicali più vicine al jazz io accentuavo molto il carattere blues, non mi veniva di fare degli accordi tipici di un jazz anni 70. Il contrasto tra il mio essere un musicista 'gemma-raffinato', come mi riteneva lei, e la sua visceralità veniva superato nel blues che rappresentava il nostro terreno d'incontro. Ci sono diversi episodi che posso raccontare su di lei. Eravamo andati a fare un concerto a Marrakech e al ritorno eravamo rimasti bloccati a Casablanca. Qui sono venuti fuori i suoi aspetti più caratteristici: una grande ricchezza interiore accompagnata da uno spiccato senso dell'humour. Oppure a Sanremo jazz; lei si sentiva un pesce fuor d'acqua, prima di salire sul palco ripeteva: 'Io non sono una jazzista, ti raccomando, fai delle introduzioni lunghe per creare l'atmosfera'. E poi, rivolgendosi al pubblico: 'Stasera sentirete delle cose che hanno a che fare con il jazz', come se lei non c'entrasse. Devo dire, però, che negli ultimi tempi qualcosa si era guastato nei nostri rapporti; il tutto è nato una sera di Bologna nel febbraio '95. Avevamo fatto un gran bel concerto, ma alla fine mi ha rivolto dei rimproveri perché mi ero mosso in modo totalmente diverso da lei. Al contrario di ciò che avevo pensato, ha continuato a chiamarmi, anche se da allora si è sempre comportata con freddezza. Recentemente, abbiamo provato più volte 'Una notte in Italia' di Fossati, anche se non l'abbiamo mai inserita nella nostra scaletta, mi aveva anche chiesto di scegliere alcuni brani che poi avremmo discusso insieme, tratti dal repertorio di Tom Waits e Randy Newman, ma non c'è stato il tempo". Arrigo Cappelletti in un'intervista a Pippo Augliera di "Chez Mimì La vita racconta A fine estate firma un contratto con la Polygram che la 'costringe' a presentare un brano per le selezioni di Sanremo. Dopo la esclusione comincia ad avere dei problemi per la realizzazione del nuovo album che subisce ritardi e rinvii. E in un'intervista realizzata nel 1980, rimasta inedita e concessa a "Chez Mimì", vi è racchiusa tutta l'amarezza provata da Mimì, legata alle difficoltà che ha avuto e continua ad avere con le case discografiche: "Il mio matrimonio con alcune case discografiche è andato male, io non riuscirei mai senza amore a stare vicino ad un uomo, nella stessa maniera non posso lavorare con delle persone senza amore e senza essere capita. Io sono, credo, abbastanza artista, abbastanza sensitiva, abbastanza sanguigna per certe cose, non posso lavorare, cioè timbrare il cartellino ed andare, questo tipo di lavoro è talmente strano che, se non ti trovi bene, se non ti capisci, se non parli lo stesso linguaggio con le persone che lavorano con te, non si può fare... ...In Italia, purtroppo, c'è questa malattia terribile che è il non professionismo, il dilettantismo, il vivere oggi per oggi e domani per domani, senza riuscire a programmare delle cose, a considerare questo come un lavoro serio. Tutti lo considerano come un hobby, mentre succede che gli artisti credano in questa cosa e le persone che stanno dietro sfruttino la situazione per cui loro dicono: 'tanto l'artista, senza di me che ho in mano il potere, non esiste, io guadagno dei soldi dietro al tuo lavoro, perché ti faccio credere delle cose che non esistono... Questo, purtroppo, è il sistema di lavorare di tutti in Italia che ha colpito non soltanto me. Io ero abbastanza ingenua e sono caduta facilmente in questa trappola, ma vedo anche altri cantanti, altri artisti che stanno tutti nella stessa situazione. Evidentemente gli addetti ai lavori, quelli che si servono degli artisti, sono persone senza scrupoli che si servono di te soltanto per avere il loro interesse per guadagnare e quando arriva il momento in cui tramonti non è un problema per loro, tu sei considerato come una saponetta, ti buttano via e ne costruiscono un'altra, non gliene frega niente, neanche ti considerano umanamente. Mi dispiace per il pubblico che in determinati momenti, quando hai questi problemi così gravi, non sa quello che ti sta succedendo, non gli si può fare una colpa se poi si dimentica di te. Quando arriva il momento giusto, se sei un personaggio forte, il pubblico che hai perso prima, lo ritrovi soprattutto se hai seminato le basi. Attraversare dei periodi di crisi, comunque, è importantissimo, se tu hai avuto una vita molto facile puoi essere tutto tranne che un'artista, o almeno puoi esserlo potenzialmente, perché non hai la sofferenza adatta, perché soffrire è amare, soffrire è riuscire, per rabbia o per dolore, o per una questione di sopravvivenza, a tirare fuori quello che hai dentro. Quando non soffri e sei una persona felice, sei felice e basta, non riesci a produrre e le cose non puoi farle, o per pigrizia o perché credi di stare bene, allora non puoi trasmettere certe emozioni. Se sei una persona che soffri, produci e in ogni caso sei un artista. Il mio vissuto di sofferenza è un tutt'uno con il mio essere artista, non potrei mai cantare delle cose che non provengono dal di dentro, che non mi diano grosse emozioni". Alessandro Wagner E in questo suo silenzio, il club avverte questo suo momento attuale di crisi, caratterizzato anche dalla clamorosa esclusione da Sanremo con il brano 'La vita racconta'. L'episodio viene molto enfatizzato dalla stampa, soprattutto per via della solidarietà espressa da Claudia Mori, attraverso alcune sue dichiarazioni alla stampa: "Non accetto che Mia Martini, bravissima, la migliore interprete dopo Mina, resti fuori. Tra tutte le esclusioni eccellenti, quella della Martini mi ha davvero colpito, come si fa a bocciare una come lei? Io non ho ascoltato la sua canzone, ma credo che Sanremo non possa permettersi di chiuderle la porta in faccia. Va bene che si sceglie il brano, ma non si può prescindere dall'interprete, è ingiusto sottoporre ogni volta ad esame un artista. Un'interprete come lei. anche se canta l'elenco del telefono, non può essere esclusa. Non ho parole, è una motivazione antidemocratica. Mi sono sentita in imbarazzo: io a Sanremo, lei a casa, allora ho preso la decisione di non andare a Sanremo". Mimì rimane stupita e sorpresa da queste affermazioni e, sinceramente commossa, commenta alla stampa: "Non capisco, da tanti anni faccio questo lavoro e non mi era mai capitato di essere difesa con tanto ardore. E per di più da una persona che non conosco personalmente. Veramente ho incontrato Claudia una volta, ad un pranzo ufficiale proprio al festival qualche anno fa, quando lei era venuta ad accompagnare la figlia Rosita che presentava. Mi ricordo che c'era anche la Vanoni, piuttosto offesa perché io avevo vinto il premio della critica. Conosco invece Rosalinda, la figlia minore, e so che mi stima molto: devo trovare il numero di telefono di Claudia Mori, voglio ringraziarla dal più profondo del cuore. Certo, il suo gesto è stupendo ma non posso accettare di prendere il suo posto, m'imbarazzerebbe molto. Sinceramente, non sono molto dispiaciuta per questa eliminazione, ci teneva di più la mia casa discografica. Sono contenta che sia invece passata mia sorella Loredana, preferisco così, anche perché quando c'è lei non dico che ci sono problemi... insomma, è meglio restare separate. Loredana ha una bella canzone, in questo Festival 'strano' per non dire di peggio, è la Annie Lennox della situazione, le auguro un Sanremo tranquillo. Però, ancora più della mia esclusione, è ingiusta quella di Cristiano De Andrè. Pazzesco: l'anno scorso si è piazzato al secondo posto, quest'anno il brano gliel'ha scritto nientemeno che il grande Fabrizio. Ma come si fa a bocciare una canzone di Fabrizio De Andrè?" E la possibilità di ringraziare Claudia Mori che, su consiglio di Adriano Celentano, decide di partecipare per evitare salate penali da pagare e sterili battaglie legali, Mimì ce l'ha proprio nella cittadina ligure. Il loro sincero abbraccio viene ripreso e trasmesso nel programma tv 'Noi non ci Sanremo' dedicato agli esclusi dalla grande kermesse. E qualche tempo dopo sarà Cristiano De Andrè a parlare di Mimì e a ringraziarla: "In occasione del suo live del 1983 'Miei compagni di viaggio', Mimì mi ha chiamato e con molta affabilità mi ha invitato a partecipare a queste due serate e a cantare nel coro di 'Taxi giallo' con Ivano Fossati, Loredana Bertè e Aida Cooper. Ricordo ancora il tono gioioso della sua voce: 'dai Cristiano, devi essere dei nostri, ci divertiremo un casino'. Ha riproposto in maniera diversa dall'originale un brano di mio padre 'Il pescatore', perché il compito dell'interprete è quello di dare una veste nuova ai brani, in base alla propria sensibilità. E purtroppo, questo accade poche volte. Tra la nostra famiglia e lei c'era una profonda amicizia, mio padre nutriva per lei una grande stima, considerava inimitabile il suo modo viscerale di interpretare le canzoni. Anche quando sono andato a vivere da solo, Mia andava a trovare spesso mio padre e Dori, alla quale era molto legata. Ci siamo incontrati al Festival di Sanremo del '93 e anche se non si ha molto tempo di stare con gli altri, lei è venuta a salutarmi e a farmi gli auguri prima della mia esibizione. Tutte le volte che ci siamo visti, ho ricevuto da lei un grande amore, che era assolutamente ricambiato. Sono rimasto particolarmente colpito quando l'anno successivo si è arrabbiata moltissimo con la commissione selezionatrice per l'esclusione del mio pezzo 'Le cose che dimentico' scritto a quattro mani insieme a mio padre. Ha dichiarato alla stampa che era un crimine non consentire ai De Andrè di partecipare al festival e pensare che anche lei è stata bocciata dalla stessa commissione. Io, mio padre e Dori abbiamo provato una grande emozione per questa sua reazione. Mimì era una persona autentica, vera e, proprio per questo, fragile. Il mondo è cinicamente spietato con le persone trasparenti, perché ti fanno mettere in discussione, ti fanno scendere dal piedistallo che ti sei costruito. Penso che sia stata vittima di quel suo stesso modo di essere così genuino". Cristiano De Andrè in un'intervista a Ciro Castaldo di "Chez Mimì" "L'incontro che ci ha fatto diventare amiche risale al Festival di Sanremo del 1989 e alla relativa tournée di Sanremo in the world in cui ci siamo divertite tantissimo e ho avuto anche la possibilità di assistere a un bellissimo duetto con Enzo Jannacci con una Mimì che ha toccato una delle punte più alte delle sue grandi doti interpretative. Prima di allora, ce ne sono stati altri avvenuti ma molto 'furtivi', io la ricordo addirittura agli inizi quando cominciò ad incidere per la Durium, che è stata la mia prima etichetta discografica. L'ho incontrata la era seduta intenta a suonare e a cantare, era una ragazzina appena diciannovenne. Successivamente, e in un certo qual modo, le nostre strade, anche se in epoche e circostanze diverse, si sono incrociate, perché ci siamo ritrovate a vivere le nostre esperienze a Tempio Pausania, questa località della Sardegna. Mi hanno raccontato che Mimì in carcere cantava e la gente si radunava fuori la sua cella per ascoltarla. La sua voce era magica già allora. Più che in Sardegna ci vedevamo con frequenza nella nostra casa di Milano. Conservo dei bellissimi ricordi di quei momenti trascorsi insieme, come quando Fabrizio, Ivano (Fossati, n.d.r.) ed io siamo andati a farle visita nello studio di registrazione, all'epoca dell'incisione dei brani di quello che poi è stato il suo ultimo capolavoro. In quell'occasione, Mimì non si aspettava che insieme a noi ci fosse anche Ivano, non glielo avevamo detto perché volevamo farle una sorpresa, dal momento che non si vedevano da molti anni. Abbiamo ascoltato tutto il pomeriggio le sue incisioni, ricordo che restammo profondamente affascinati dal suo particolare modo di ridare forma a delle vere e proprie perle della canzone d'autore. Fabrizio e io ci siamo commossi ascoltando la sua versione di 'Hotel Supra-monte' e Ivano le ha detto che era la più grande interprete italiana e che con la sua voce era capace di dipingere dei veri e propri quadri. La stessa sera ci siamo trasferiti a Bologna e con Beppe Grillo, Stefano Benni e l'arrangiatore di Mimì, Fio Zanotti, abbiamo cenato tutti insieme, trascorrendo dei bellissimi momenti. Eh sì! Mimì quella sera era proprio raggiante. Fabrizio e Ivano, impegnati a scrivere insieme il loro album 'Anime salve', avevano espresso la loro intenzione di comporre per lei. Peccato, perché Mimì, con la voce splendida e straordinaria che si ritrovava, poteva permettersi grandi cose. Ciò che mi amareggia di più è che, se è vero che gli italiani hanno perso una grande voce, io ho perso una grande amica. Mi manca molto Mimì, mi manca la sua fragorosa risata". Dori Ghezzi in un'intervista a Ciro Castaldo di "Chez Mimì" La musica che le gira intorno Dopo un black out durato più di un anno, Mimì torna a riprendere i contatti con il club. Appare in buona forma e con una carica vitale che fa presagire un ritorno sulle scene in grande stile: - Come mai questo silenzio nei confronti del club? - Ho trascorso un periodo abbastanza brutto, quasi da incubo. Sono andata via da Calvi, ho avuto lo sfratto, per cui sono stata costretta ad alloggiare in albergo e questo ha pregiudicato la concentrazione di cui avevo bisogno per pensare alla realizzazione del nuovo disco. Aggiungi anche che ho rotto con la Polygram e sono passata alla rti, la casa discografica della Fininvest. Come potete vedere sono la cantante che continua ad avere dei rapporti turbolenti con i discografici. - Hai avuto problemi a lasciare la Polygram? - No, la Polygram non ha fatto storie per la rottura del contratto, la rti ha risolto questo problema ed io mi trovo bene con loro perché sono dei veri professionisti e soprattutto perché io ho capito finalmente come comportarsi con i discografici. Devi sapere che non appena nascono dei problemi con loro, il mio corpo risponde con tutta una serie di malesseri. Due anni fa ho dovuto interrompere la tournée estiva per via del gruppo che mi era stato imposto dalla Agenzia di spettacoli, con la Polygram avevo senso di nausea e vomito. Ho dovuto, quindi, fare i conti con questi indicatori e ho avuto, ancora una volta, il coraggio di cambiare. Adesso mi trovo bene e non accuso alcun tipo di malessere". - Questo tuo passaggio alla rti-Musìc ha colto di sorpresa... - Eh sì, credo di essere l'unica cantante al mondo ad avere iniziato un disco con una casa discografica e- a farlo uscire con un'altra etichetta - ride. - Loredana sta morendo d'invidia e vuole già copiarmi! Però che dovevo fare? Mica potevo abbandonare il lavoro di un anno, sarebbe stato come abbandonare un figlio... Non capisco come queste grandi multinazionali non riescano a inventarsi una promozione che si discosti da Sanremo. Sotto questo punto di vista è stato un anno infernale, per quanto riguarda la Polygram, oltre alla mancata partecipazione sanremese, c'è stata una loro imposizione a fare un disco con i miei vecchi brani. Io mi sono rifiutata, per questo li ho salutati subito e me ne sono andata... spero adesso di trovare un po' di tranquillità, anche perché questa serie di passaggi nuoce alla mia immagine. - E confermata per settembre l'uscita del nuovo album? - Sì, dovrebbe essere pubblicato tra settembre e ottobre. Il titolo è 'La musica che mi gira intorno' e prende spunto da uno dei brani contenuti 'La musica che gira intorno' di Ivano Fossati. E un disco di grande amore, che ha avuto un lungo periodo di preparazione, pensa che il costo per la preproduzione si è aggirato sui 200 milioni, quindi un budget notevolissimo. Gli arrangiamenti sono splendidi, li ho curati io insieme a Fio Zanotti, la registrazione è avvenuta a Modena mentre i missaggi sono stati realizzati allo studio 'Lairone' di Firenze. In questa città sono ormai di casa e adoro frequentare la casa di Bigazzi, ho un grande amore professionale verso Giancarlo e spesso sono ospite sua e della moglie. - Vuoi darci qualche anticipazione? - Sì, ci saranno altri due brani di Ivano 'La canzone popolare' con la partecipazione vocale di Aida e 'I treni a vapore' con una interpretazione stupenda da tagliarsi le vene. - Ah, allora la Mannoia rischia di finire in ospedale... - Può darsi - ride. - Ho inserito anche la bellissima 'Hotel Supramonte' e 'Fiume Sand Creek' del grande Fabrizio De Andrè, che è venuto allo studio di registrazione ad ascoltare i pezzi insieme a Ivano e a Dori Ghezzi. Fabrizio, all'ascolto di 'Hotel Supramonte', si è commosso fino alle lacrime; Ivano ha detto che io ormai con la mia voce non canto solamente, ma faccio dei dipinti. Per la scelta dei loro brani, ho dovuto approfondire le mie conoscenze su di loro, perché Fossati è cambiato rispetto al periodo in cui eravamo sentimentalmente legati e collaboravamo artisticamente, mentre De Andrè, avendo una produzione abbastanza vasta, è un pianeta a sé stante. Certo, avrei dovuto dedicare a loro una opera omnia, ma cercherò di dare a loro uno spazio nei miei futuri concerti. Ho provato una grande emozione con questo loro desiderio di darmi un incitamento. - Pensi che questi grandi autori creeranno qualcosa per il tuo prossimo album di inediti? - Probabilmente. Ivano mi ha chiesto se può avere l'onore di scrivere per me e Fabrizio ha intenzione di farlo avvalendosi della collaborazione di Ivano. Nell'attesa, visto che hanno scritto insieme in tre giorni dei brani, cercheranno di realizzare un disco; Ivano, infatti, raggiungerà al più presto Fabrizio in Sardegna. - Mesi fa avevi annunciato, su queste stesse pagine, che avresti inciso 'Mimì sarà'... - Promessa mantenuta, il brano ha un inizio bellissimo per pianoforte e voce, nella seconda parte subentra il gruppo di musicisti in un continuo crescendo. Voglio finalmente rivelarvi, visto che me l'avete chiesto tante volte, che Francesco De Gregori l'ha scritto appositamente per me, nel periodo in cui io mi ero lasciata con Ivano, era probabilmente coinvolto emotivamente e mi considerava inaccessibile, non a caso ha scritto 'il tuo amore è un segreto, il tuo cuore è un divieto'. - Nelle 'Ultimissime' del n° 15, avevamo dato la conferma della presenza nell'album di 'Diamante' di Zucchero e 'Anna verrà' di Pino Daniele. - 'Anna verrà' non l'ho inserita, mentre ho lasciato 'Diamante' di Zucchero, ho scelto pure un motivo di Vasco Rossi 'Dillo alla luna', perché ha un testo interessante e 'Tutto sbagliato baby' di Edoardo Bennato in cui abbiamo coinvolto i musicisti del Nilo. Giorni fa, ho incontrato Eugenio Bennato, che tra l'altro è l'autore del testo, ha avuto il modo di ascoltare questa mia versione e anche lui ha espresso il desiderio di scrivere per me. Ho voluto, inoltre, incidere una chicca di un cantautore che io amo molto 'Stella di mare' di Lucio Dalla e mi sono concessa uno spazio tutto per me nel reinterpretare un mio hit del passato 'Piccolo uomo'. - Hai deciso di fare il 'lifting' ai tuoi brani? - Non credo che si possa parlare di 'lifting', ho voglia di rifare i miei pezzi, soprattutto quelli del periodo Ricordi, e di inserirli qui e là nei miei futuri lavori discografici. - In un articolo apparso mesi fa, avevi detto che tra i vari brani d'autore scelti per questo tuo nuovo album ne avresti cantato qualcuno di Roberto Vecchioni... - Sì, in un primo momento mi ero orientata su 'Vorrei'. L'ho provata un paio di volte, ma i risultati non mi hanno convinta, per cui ho accantonato l'idea. - Quali sono le motivazioni che ti hanno portata a non incidere 'La vita racconta'? È dovuto alla sua esclusione da Sanremo! - No, 'La vita racconta' è una costruzione voluta dalla Polygram, non era allo stesso livello dei brani che ho presentato nelle edizioni passate, in fondo avevo firmato il contratto da poco e non potevo di certo rifiutarmi. La musica è bella, il testo è scadente, avevano persino chiamato Mimmo Cavallo per apportare qualche modifica ma non c'è riuscito, visto che lui è abituato a creare ex novo parole e musica. Quasi quasi sono rimasta contenta che la Commissione esaminatrice l'abbia scartato, io ho fatto la mia parte, nel senso che ho inviato un provino per piano e voce smagnetizzato. - Qualcuno ha pensato che la tua esclusione fosse dovuta ad un atteggiamento di ostracismo da parte della Commissione... - No, non è stato così, anche se uno dei componenti Piero Pintucci aveva litigato con me un paio d'anni prima, durante la trasmissione Europa Europa, perché io l'ho obbligato a dirigere l'orchestra dal vivo, mentre mi esibivo, e lui non era d'accordo. - E la protesta di Claudia Mori che voleva ritirarsi dalla manifestazione per lasciare il posto a te? Non è che ti abbia usata per farsi pubblicità, dal momento che questa storia è andata avanti per mesi? - Macché, una come Claudia Mori non ha certo bisogno di farsi pubblicità in questo modo. Decisamente la faccenda è stata molto gonfiata dai giornali, ma il suo è stato un gesto sincero e nobile che mi ha molto colpita. Il regolamento del festival non prevede la sostituzione della canzone nel caso del ritiro di uno dei partecipanti ma, al massimo, quella dell'interprete. Avrei potuto cantare soltanto il brano presentato dalla Mori. Vi confesso che la Polygram un pensierino ce lo aveva fatto, ma mi ci vedete voi a cantare una canzone scritta da Cutugno? Resta, comunque, il fatto che io sono molto legata a Sanremo, perché mi ha dato la possibilità di uscire da un periodo buio e riscoprire che la gente non si era dimenticata di me, dedico, infatti, in ogni mio concerto uno spazio di almeno una ventina di minuti al Festival. - Cosa ci riserva la copertina del disco? - Sarà molto originale, nasce da una idea grafica di Flora Sala e consiste in una elaborazione di una splendida foto di Guido Harari. - Cosa farai per promuovere l'album? - È in programma una tournée teatrale nella quale sarò accompagnata da una grande orchestra, farò in modo che questo progetto non sfumi. - Questa tournée potrebbe anche avere qualche tappa estera, in passato hai avuto successo fuori dall'Italia. La tua collaborazione con Charles Aznavour, culminata con una serie di memorabili concerti all'Olympia di Parigi, ne è un valido esempio. - Sì, l'esperienza artistica con Aznavour è durata alcuni anni e mi ha insegnato molto. Ho vinto, comunque, anche il Festival a Tokyo nel '77 con 'Ritratto di donna' e il Premio della Critica Europea a Palma di Majorca... - ...per non dimenticare il brillante 4° posto all'Eurofestival del '92 - Sono arrivata quarta solo per motivi di budget... avrei dovuto, infatti, vincere io quella edizione ma, dato che la nazione che vince è obbligata ad organizzare la manifestazione l'anno successivo, mi sono dovuta accontentare di un buon piazzamento. Già due anni prima volevano denunciare Toto Cutugno per aver vinto - ride. - In Svezia, comunque, ho riscosso un buon successo, soprattutto per i miei abiti. Giorgio Armani, infatti, lì è più caro che da noi e poi gli svedesi si aspettavano un'altra Loredana... ho persino fatto il promo per la loro televisione, poverini, sono stati più di tre ore a insegnarmi quello che dovevo dire ! - Tu pensi che questo nuovo disco possa vendere? Quali sono le aspettative della tua casa discografica? - Questa è una cosa su cui non capisco niente... quindi non posso fare previsioni. Anni fa, quando dovevano lanciare Eros Ramazzotti, il mio discografico di allora, Roberto Galanti della ddd, mi ha fatto ascoltare il provino di 'Terra promessa' e mi ha chiesto: 'che te ne pare?' E io gli ho detto che mi sembrava il Bob Dylan della salib! Eppure ha vinto Sanremo e venduto miliardi di dischi, meglio se sto zitta in questi casi, ho fatto un flop terrificante. - E la nostra prevista collaborazione alla realizzazione del disco? - Vi chiedo scusa ma, ripeto, ho attraversato un brutto periodo, per cui non ho avuto il tempo di pensare come potervi coinvolgere. - E il tanto sospirato Home Video 'Per aspera ad astra' ? - Spero di farlo uscire con la rti. In questo momento tutto il materiale è della Polygram, mi auguro che sia disposto a cederlo, visto che, avendo rotto il contratto, può farci ben poco. 'Per aspera ad astra' è stato l'unico spettacolo teatrale nel quale ho ripercorso tutta la mia carriera, è stato un omaggio a tutte quelle persone che mi seguono dal 1971 e vorrei tanto che il viaggio che abbiamo fatto insieme nell'arco di quelle due ore possa essere rivissuto grazie all'Home Video. - Come hai preso la tua eliminazione a Viva Napoli? La tua interpretazione di "Luna rossa" è sembrata priva di emozioni... - Sì, sono d'accordo, intanto l'arrangiamento non mi convinceva per niente, per cui non c'era proprio alcuna emozione, non c'era amore, ho accettato di partecipare perché mi hanno dato 25 milioni per quattro minuti di esibizione e che cosa avrei dovuto fare?... buttarli via, per caso? - Anche tua sorella è stata eliminata... - Beh, con quella 'Tammurriata nera' trasformata in un rap ha fatto divertire tutti i musicisti dell'orchestra che, visto l'arrangiamento così povero, si sono defilati, nel senso che non suonavano per niente e si sono limitati a battere le mani. Loredana ha terminato l'esibizione 'mezz'ora prima' dell'orchestra, con quel look e il foulard al collo sembrava Arafat. Peppe Vessicchio (il direttore d'orchestra di Viva Napoli, n.d.r.) mi ha chiesto scusa per l'arrangiamento del pezzo di Loredana, senza fare alcun riferimento a quello quasi altrettanto terribile che aveva preparato per me. - Come proseguono i rapporti con Loredana? - Ah, bene, dal momento che cerco di aggirare gli eventuali suoi tiri mancini. Preferisco che le nostre strade siano parallele, per questo non ho firmato il contratto con la Sony, per non correre il rischio di averla tra i piedi. - Possiamo, intanto, ascoltare il vostro duetto nel live 'Bertèx-Ingresso libero'... - Più che un live sembra un 'morto'. Al Teatro Smeraldo, prima del concerto, Loredana, come al suo solito, ha fatto le bizze. Al mattino, e senza alcuna motivazione, aveva denunciato i musicisti. L'impresario Nando Sepe, che è un santo, non sapeva fino all'ultimo se Loredana avrebbe fatto il concerto. Durante le prove, non faceva altro che strillarmi all'orecchio, mentre io cantavo, e ad un tratto ha esclamato: 'Che schifo questo microfono, datelo a mia sorella che è brava'. Anni fa, Loredana stava attraversando un brutto periodo e io le ho fatto conoscere Ivano Fossati. Da qui è nata la collaborazione intorno alla quale alcuni critici hanno creato una forma di ostruzionismo. Ivano ha cercato a tutti i costi con Loredana di inventarsi un qualcosa che non poteva esistere. Ti ricordi il video di 'Ragazzo mio' di Luigi Tenco realizzato da Loredana? Era una cosa sconvolgente quel vento che le alzava la gonna fino a lì... non tanto per l'immagine ma per il fatto che in Italia puoi toccare tutto tranne che le mamme e i cadaveri. Ivano, successivamente, ha voluto acquistare una maggiore credibilità quando si è convinto, dietro mio suggerimento, di partecipare alla realizzazione del disco 'Scacchi e tarocchi' di Francesco De Gregori e alla relativa tournée. - Tempo fa c'è stato a Roma un concerto organizzato da Renato Zero con diversi artisti per l'associazione Fonopoli. Molti si aspettavano una tua adesione... - Renato cerca in tutti i modi di coinvolgermi e di farmi partecipare a questi concerti. Mi chiama spesso per invitarmi, ma io, anche se a volte sono stata promotrice di serate di beneficenza, evito perché non credo in questo tipo di iniziativa. - Passiamo ad un tuo compagno di viaggio: Roberto Murolo. - Con Murolo ho chiuso, ho cantato tante volte gratis per lui, ho contribuito al suo successo e alla sua promozione, non ho avuto niente in cambio. L'unico aspetto positivo è che mi sono arricchita professionalmente, Murolo gioca sul suo ruolo di vecchietto per far presa sul pubblico, so che per il suo ultimo disco si è avvalso della collaborazione di Amalia Rodriguez, ma non credo che sia la stessa cosa, io sono più brava - ride. - Ed Enzo Gragnaniello? - Enzo ha avuto, durante la tournée dell'estate scorsa, una esperienza molto dolorosa. È stato sfruttato dagli organizzatori, c'è rimasto male. Nelle serate in cui io ero ospite dei suoi concerti a cantare insieme alcune canzoni, la gente, che credeva fosse la mia serata, cominciava a dissentire, quando Enzo cominciava a cantare. Abbiamo deciso, quindi, di far separare le nostre strade dal punto di vista artistico. Enzo, che reputo un grande artista, ha bisogno di costruirsi il successo da solo, senza il mio aiuto. - Una curiosità: ma è vero che è stata la Rettore a mettere in giro certe malvagità sul tuo conto? - No, inizialmente la Rettore aveva detto che a portare sfiga era Loredana, la quale l'ha querelata affermando che aveva sbagliato sorella, per cui ha rigirato la frittata su di me. La Rettore mi ha addirittura inviato una lettera di scuse, perché mortificata da questo spiacevole equivoco che si era creato. - Che ne pensi dell'evoluzione della musica italiana? - Secondo me, ha ragione Mogol quando dice che c'è una crisi di autori. Non c'è più nessuno capace di scrivere una canzone, esclusivamente le parole. L'unico vero genio della canzone italiana è Giancarlo Bigazzi, un autore puro che ama scrivere i testi ed è ripagato dal grande successo. Purtroppo, lui è come i 'trulli di Alberobello', si è persa la tradizione. Insomma, è ora che qualcuno si metta a scrivere delle buone cose per mandare avanti la nostra musica leggera italiana. Datevi da fare!" Pippo Augliera "Chez Mimì" n 16 In viaggio con Mimì "Agli inizi dell'estate 1994 inizia la sua tournée. In giugno, proprio il giorno delle elezioni europee, fa un'apparizione a Settebagni-Roma per un concerto in piazza. Nonostante le condizioni metereologiche avverse, lei arriva verso le 22, cappello nero calcato sulla testa, occhiali scuri, scialle nero, sopra un inconfondibile Armani. Finalmente, dopo un susseguirsi di 'canto-non canto', sale definitivamente sul palco. È accompagnata da uno del gruppo, che la ripara con l'ombrello e da Stefano Senesi alle tastiere, perché gli altri strumenti resteranno coperti per la pioggia. Lei, imperterrita e da grande professionista, inizia subito con 'Almeno tu nell'universo' e, a mò di karaoke, fa cantare il pubblico, seguono poi gli altri suoi vecchi successi e i brani sanremesi, una stravolta 'Stiamo come stiamo', una personalissima e toccante interpretazione del classico partenopeo 'Reginella'. Gli addetti ai lavori e il pubblico presenti sono entusiasti, si vede proprio che vive proprio per cantare, anche se certi spazi e luoghi non sono adatti ad una artista della sua portata". Commento di Enrico Bianchi apparso su "Chez Mimì" In agosto partecipa come ospite straordinaria al concerto Omaggio a Domenico Modugno, per la scomparsa del cantante, con il figlio Massimo Modugno, che apre la serata. Successivamente entra Mimì che lo saluta affettuosamente ricordando la mitica figura del padre come artista e cantante indimenticabile. Alla fine della serata, nonostante la stanchezza, riceve alcuni componenti del club ed inizia una breve chiacchierata, e a chi le chiede come riesca a mantenere sempre ad altissimi livelli le sue capacità vocali senza un minimo cedimento o stanchezza, risponde: "la mia voce migliora man mano che mi inoltro in un concerto e il mio entusiasmo nel cantare è più forte della stanchezza che sopraggiunge... ...ci sono enormi difficoltà a fare, nel mondo della musica, le cose che più piacciono, in quanto noi cantanti siamo sottoposti alle imposizioni delle case discografiche, infatti le multinazionali mi hanno letteralmente uccisa. Alla rti, con mia meraviglia, nonostante non avessi in eccessiva simpatia la Fininvest e tutto quello che ci stava intorno, ho trovato dei veri professionisti, ho realizzato questo album fatto di cover di grandi cantautori italiani. Mi è risultato più difficile che realizzare un lavoro inedito perché devi ricostruire delle partiture musicali che siano all'altezza degli originali. Io ho ricevuto direttamente da Fabrizio De Andrè i complimenti, dopo aver ascoltato in sala d'incisione le sue 'Fiume sand creek' e 'Hotel Supramonte' e anche quelli di Ivano Fossati che ho incontrato dopo dieci anni e potete capire la mia emozione". Gennaro Rispoli "Chez Mimì" L'album raccontato da Mimì "Ho seguito il criterio del cuore, ho scelto i brani che sono stati scritti non in nome del grosso impegno sociale, ma piuttosto in nome della fragilità umana e delle debolezze di questi artisti, li ho cantati più come uomini. Originariamente, con Ivano Fossati avevamo pensato di chiamare questo album 'Per niente facili', ispirandoci ai versi di 'La musica che gira intorno'. Successivamente, ho abbandonato questa idea perché non volevo che qualcuno pensasse, equivocando, che la difficoltà consistesse nella interpretazione di questi brani. Con questo titolo volevo proprio seguire il senso di quello che Ivano esprime in 'La musica che gira intorno': per niente facili, questi artisti, questi uomini così poco allineati, così tortuosi come l'autostrada di Serravalle, come mi piace dire, personaggi assolutamente contorti, ma forse per questo credo che siano grandi. Ho deciso, quindi, di cambiare il titolo, anche se l'idea di base resta per me bellissima. Ho solo un piccolo dolore che in questo album non abbia potuto inserire Pino Daniele perché è un artista che amo in toto e su di lui vorrei fare una quasi opera omnia, per cui ho pensato che, piuttosto metterci un solo pezzo, era meglio non inserire niente, ho intenzione di dedicargli molto più tempo in un'altra occasione: sono pazza di Pino. Il brano di apertura, l'unico inedito, è 'Viva l'amore' di Mimmo Cavallo, dice delle cose molto amare, vere, pesantissime, ma lo fa con ironia. L'amore rappresenta il nostro continuo sprono a vivere, ad andare avanti, ad essere dinamici, è il nostro ozono, non ce lo buchiamo, dobbiamo farlo rimanere intatto, altrimenti non abbiamo più ossigeno, bisogna sempre salvarlo. 'I treni a vapore' è una canzone che io amo moltissimo, naturalmente sorvoliamo sull'amore che ho per il suo autore, mi commuove tutte le volte che la sento. Mi ha colpito soprattutto l'interpretazione di Ivano nel suo live 'Buontempo' e da qui è scaturita la scelta. Zucchero mi ha ispirato 'Diamante' in cui si parla della sua infanzia, c'è questa voce della nonna, l'ho un po' scimmiottata nel suo dialetto divertendomi, poi ho voluto fare uno scherzo a Zucchero: lui ama molto il blues, canta un po' come i negri, la sua versione 'fai piano Delmo, i bambini grandi non piangono', io l'ho cambiata in 'piano Delmo, i bambini bianchi non piangono', l'ho voluto prendere in giro. È un atto d'amore nei confronti di Zucchero che in questo testo, in cui è stato aiutato egregiamente da Francesco De Gregori, descrive un momento felice della sua infanzia. 'Fiume Sand Creek' parla di questa strage terribile, quando donne e bambini indiani furono massacrati nel sonno, che ha colpito la fantasia di Fabrizio De Andrè: io, in questo splendido testo, ci trovo un grande amore. 'Stella di mare' è delicatissima, molto tenera e pervasa da un grande amore. Lucio Dalla ha scritto delle cose meravigliose e moltissime saranno migliori, ma è proprio questa canzone che nel contesto di questo disco mi ha colpito di più. Lucio è pazzo per il mare, tantissimi anni fa eravamo al Cantagiro (del 1971, n.d.r.), quando era ancora itinerante, una notte non riuscivo a dormire, mi sono affacciata alla finestra dell'albergo per fumare una sigaretta e giù in giardino c'era Lucio che stava sdraiato su una vasca a parlare con i pesci. Qualche anno dopo, quando ho sentito 'Com'è profondo il mare', ho avuto la conferma che il mare e i pesci li nomina spesso, nel senso che sono temi ricorrenti nei suoi testi. In 'Tutto sbagliato baby', incontro come autori i fratelli Bennato: Eugenio ed Edoardo, artisti diversissimi tra di loro che io adoro e stimo in maniera pazzesca. Secondo me, anche questa è una canzone d'amore, mi ricorda quello splendido monologo che faceva in teatro Giorgio Gaber 'Ero comunista', in cui parla del partito con un amante deluso, tradito dalla sua stessa donna, considerandolo quasi una donna. Nei testi di Eugenio ed Edoardo io trovo lo stesso dolore che può provare un amante deluso, anche in questo caso si tratta di una canzone d'amore, come se il partito fosse una donna. Tra l'altro, per questo brano, avendo seguito molto Eugenio nei suoi splendidi spettacoli teatrali e conosciuto questa sua grande passione per la musica etnica, ho voluto coinvolgere i Musicisti del Nilo con i loro strumenti particolari. E a proposito di musica etnica, Fio Zanotti in 'La canzone popolare' ha messo una cornamusa non vera ma elettronica, campionata. Nell'idea di Ivano il pezzo nasce proprio con questa frase 'alzati che si sta alzando la canzone popolare', quasi a significare che in qualche maniera proveniamo tutti da questa musica. 'Hotel Supramonte' è una canzone che mi commuove tutte le volte che l'ascolto, naturalmente nella versione di Fabrizio. Mi ricorda questa tristissima storia della quale sono stati protagonisti tanti anni fa Dori e Fabrizio, quando sono stati rapiti e legati per nove mesi ad un albero. Per me, ogni parola di questo testo è come vedere in un film le immagini di questi momenti terribili; oltretutto penso che questa storia abbia rafforzato il loro rapporto in maniera pazzesca, perché sono diventati una coppia meravigliosa. La loro unione è una di quelle indissolubili, che non finirà mai. In 'La musica che gira intorno' mi sono avvalsa di una grande solista, di una grande cantante Aida Cooper che io adoro e che ha fatto un 'solo' assolutamente splendido nel finale di questo brano. Originariamente lo avevamo registrato a due voci, dopo ho preferito togliere il mio intervento e lasciare quello suo. L'incontro con Vasco Rossi è stato molto eccitante. È difficile scegliere un brano di Vasco, io lo amo molto, ma secondo me la sua voce, come quella di Lucio Battisti, ha una magia particolare. Entrambi non sono dei grandi interpreti, sono però così personali e danno un fascino molto speciale alle loro canzoni, per cui, dopo aver ascoltato le loro versioni, diventa molto difficile ricantarle. Ho scelto 'Dillo alla luna' perché non mi sentivo in grado di dare la stessa magia ad altri brani che sono troppo suoi, particolari; spero con questo brano di esserci riuscita. Un altro motivo è legato al testo che mi coinvolge moltissimo, io odio tutto ciò che è statico, fotografico, io amo tutte le situazioni vere, reali e il linguaggio che Vasco usa in questo suo rapporto d'amore, quando scrive e canta 'guardami in faccia... quando mi parli...', così reale e crudo, mi fa impazzire. In questo brano mi sono fatta accompagnare anche dallo splendido Dodi Battaglia, che è uno dei più grandi chitarristi che abbiamo in Italia. Gli ho chiesto di farmi questo 'solo' e lo ha fatto con grande gioia e spirito rock. 'Mimì sarà' è un grande capolavoro di Francesco De gregori, un pezzo bello e importante come 'La donna cannone', però stranamente lo conosce pochissima gente, me ne sono innamorata tanti anni fa, quando l'ho sentita nell'album bellissimo, ma poco conosciuto, 'Terra di nessuno',non l'ho mai sentito da nessuna parte, tranne che a casa mia. Prima o poi dovevo cantarlo, anche questa è una grande canzone d'amore. 'Piccolo uomo' è un gesto d'amore verso i miei fans, volevo fare una cosa mia, e questo è l'inizio di una lunga serie e nei dischi futuri riprenderò, uno per volta, i miei pezzi vecchi che per me sono sempre bellissimi come 'Minuetto', 'Donna sola', 'Inno', 'Amanti' e tanti altri. Sono stati incisi molti anni fa, per cui la maggior parte dei giovani non li conosce. Amo particolarmente 'Piccolo uomo', il mio primo grande successo. In questa nuova versione non c'è stato un grande stravolgimento, è abbastanza simile all'originale, anche perché non volevo fare un lifting, odio già i lifting umani: li considero stupidi, figuriamoci nella musica. 'Piccolo uomo' ormai è un nonnetto; però io lo trovo splendido e mi diverto ancora a cantarlo tutte le sere nei miei concerti". Album commentato nelle varie interviste promozionali radiofoniche, televisive e giornalistiche "Ho prodotto e arrangiato per lei l'album 'La musica che mi gira intorno', ho diretto l'orchestra che l'accompagnava insieme alla sorella Loredana a Sanremo nel 1993, con 'Stiamo come stiamo' e ho scritto, sempre per lei, 'La vita racconta', pubblicata postuma. Come interprete, al di là dei mezzi vocali, della tecnica straordinaria, dell'intonazione perfetta, è la più grande, riuscendo a mettere in ogni interpretazione una partecipazione emotiva intensa. Non a caso è stata definita la Billie Holiday italiana. Possiede anche una straordinaria versatilità, essendo in grado di poter cantare ad alto livello qualsiasi genere musicale, toccando tutte le corde possibili, anche se i suoi più grandi successi hanno avuto un tono più o meno 'struggente'. Mi ha fortemente impressionato la sua personalità, che ho sentito molto vicina a quella mia. Si è rivelata una persona dotata di grande intelligenza e comunicativa, ma con idee molto ferme e decise, a tal punto da non scendere a compromessi, anche a costo di sbattere la testa e di pagare di tasca propria, come spesso è successo nella sua vita. Per questo motivo, la sua strada è sempre stata in salita, anche quando è arrivata alle stelle. 'Per aspera ad astra', proprio come ha dato il titolo a una serie di suoi concerti. I nostri rapporti sono stati ottimi, di grande stima reciproca e con un particolare feeling musicale. Abbiamo spesso discusso, ma mai litigato. Una volta sola, su un'interpretazione, ci siamo andati vicini. Ho un aneddoto particolare da raccontare. Nel periodo in cui stavamo registrando l'album è accaduto che, al momento della sua entrata in studio, c'è stato un black out della luce. Lei ha esclamato: 'Alé, cominciamo', alludendo, con l'amara auto ironia che le era propria, alla diceria di iettatrice, che l'aveva ferocemente colpita. Io le ho prontamente ribattuto: 'Se lo dici ancora, ti meno'. Dopo aver terminato la registrazione del disco, essendo rimasto talmente colpito dalla sua personalità, mi sono messo, di getto, a comporre una canzone per lei col titolo 'Attimo per attimo'. Credevo e credo molto in questa canzone, ma non sono riuscito neppure a fargliela ascoltare, a causa della sua prematura scomparsa. L'esperienza lavorativa che ho avuto con Mimì me la terrò nel cuore per tutta la vita. Una persona che non dimenticherò mai". Fio Zanotti in un'intervista inedita ad Alvaro Ancisi di "Chez Mimì" ".. .Di stazione in stazione e di porta in porta... il dolore passerà". Ed è così che immaginiamo la vita di Mimì: artista nomade in giro per l'Italia, senza una fissa dimora, con il suo bagaglio pieno di amore per la musica, unico strumento per superare le asperità della vita. La incontriamo a Roma nella hall dell'hotel che la ospita, il giorno dopo la sua partecipazione televisiva al Maurizio Costanzo show. Tra poche ore ci sarà un treno che la porterà a Milano, 'livida e sprofondata per sua stessa mano', come canta nei versi di Fossati; è affabile, disponibile, in contrasto con la fredda giornata autunnale e piovosa. Appare subito smaniosa di sapere le nostre impressioni su 'La musica che mi gira intorno'... "- Sì, bellissimo, complimenti... - Meno male, come cantante non mi potete licenziare -ride. - La critica lo sta apprezzando e in una recensione è stato dato dieci e lode soprattutto alla tua interpretazione di 'Hotel Supramonte'. - Eh, ci credo, è un capolavoro, De Andrè si è buttato a terra e si è messo a piangere, quando è venuto allo studio di registrazione. Ogni volta che ascolta 'Hotel Supramonte' sembra che stia in un confessionale, quasi in raccoglimento divino, non respira nemmeno; questa cosa mi fa impazzire, è stupendo Fabrizio. Sono stata a casa sua a Milano, qualche giorno fa, c'era anche Beppe Grillo, un altro mio grande fan, gli ho dovuto regalare il mio disco, con dedica chiaramente. Sia Beppe che Fabrizio impazziscono per questo disco. - Lucio Dalla si è complimentato con te a Radio Italia, Ivano Fossati ha avuto parole di elogio, Fabrizio De Andrè si è commosso: cosa hanno detto gli altri cantautori su queste nuove riletture? -Aspetto che mi diano notizie, non so niente. Ho incontrato Edoardo Bennato a Domenica in, era felicissimo, anche se non aveva sentito ancora il pezzo. Eugenio, invece, come vi ho già detto, l'ha ascoltato, non ancora mixato alle prove di Viva Napoli ed è impazzito, soprattutto quando ha saputo che c'erano i Musicisti del Nilo, lui li ha coinvolti spesso nei suoi dischi, visto che ama molto la musica etnica. Zucchero ha sentito 'Diamante' in studio e si è incazzato perché io dico 'i bambini bianchi non piangono' invece che i bambini grandi non piangono'. Mi ha dato della razzista, ma io non lo sono per niente, volevo semplicemente fargli una dedica scherzosa perché lui crede di essere un po' negro, mentre io ho voluto ribadire : 'tu sei bianco' - ride. - Vasco Rossi si è arrabbiato, me lo ha riferito Fio Zanotti, quando ha saputo che avevo inciso 'Dillo alla luna' e ha esclamato: 'ma come, ha messo soltanto uno dei miei pezzi, mentre di Fossati ce ne sono tre?' Ma Fossati è speciale, la carne è carne - sorride. - Hai ricevuto la biografia su Ivano 'Per niente facile' ? È mancato poco che il titolo del libro fosse uguale a quello pensato originariamente per il tuo album... - Eh sì, il titolo avrebbe dovuto essere quello, ma poi ho pensato che si potesse fraintendere. Il senso però rimane, sono autori non semplici... - Ivano ha dichiarato che tu sei la più grande interprete che abbiamo in Italia. - Sì, dovrebbe, però, evitare di dirlo anche per la Mannoia. Gli ho chiesto che cosa ne pensasse del nuovo disco della Mannoia, non ha avuto il coraggio di dirmi che è un bel disco, lo ha ascoltato e si è limitato a dirmi che è un disco molto ricco. Ho ribadito che sono d'accordo, visto che è costato 800 milioni, noi siamo più poveri, spendiamo molto meno, ma il nostro disco è più bello, mi dispiace per lei. Nel nostro c'è tanto amore, lì ci sono tanti soldi, mi hanno riferito, comunque, che è noiosissimo. Lei rovina tutto. 'I treni a vapore', che nella sua versione è di una freddezza allucinante, è un capolavoro, lei lo ha reso noioso e per dargli un po' di movimento ha fatto inserire a Fio Zanotti un passaggio di tono nell'unico pezzo in cui Fossati non l'ha messo, perché musicalmente non c'entra. Non si può esprimere tecnicamente l'emozione facendo il passaggio cuore - nel cuore, nella testa, lei è proprio piatta, riesce a rendere uguali tutte le canzoni di artisti così diversi tra di loro, non si tratta di gente anonima. È bravissima in questo, nel senso che è molto difficile riuscire a farli sembrare una identica persona, non è male. - Francesco De Gregori ha ascoltato la tua versione di 'Mimì sarà' ? - Ah, non lo so, non si è fatto vivo. L'ho interpretata al Maurizio Costanzo Show, ora vediamo se si fa sentire. - Ci hai regalato una emozionante interpretazione, alcuni di noi, presenti a teatro, si sono alzati in piedi per applaudirti. - Vi è piaciuta? Avevo anche preparato 'I treni a vapore', ma non c'è stato lo spazio. - Qualche mese fa, ci hai chiesto di preparare una lista dei brani degli anni 70 che avresti dovuto cantare nel 2° tempo della tua prossima tournée. Ai primi posti si sono classificati 'Bolero' e 'Il guerriero'. - Bene, 'Bolero' e 'Il guerriero' sono delle belle canzoni, ma oggi non ho più voglia di cantare questi pezzi, musicalmente validi, che hanno però dei testi che affrontano temi da ragazzini. Come posso cantare, ad esempio, a 47 anni la storia di una ragazza che fa l'amore per la prima volta? È meglio ascoltare le versioni originali che sono sempre belle. Una donna della mia età sa bene come risolvere i problemi che ha con il suo uomo, non li potrei affrontare come quando avevo 20 anni, per cui mi viene da ridere reinterpretarli. Che fai, dopo aver cantato pezzi come 'Hotel Supramonte' e 'Mimì sarà', torni indietro? Se non ho un testo che mi coinvolge, non riesco a cantare, non c'è niente da fare, ho bisogno di esprimere contenuti di un certo spessore, questo è ormai il mio limite. Ci sono, comunque, canzoni che ancora oggi riesco ad interpretare senza sentirmi ridicola, perché hanno dei testi un pochino più importanti, come ad esempio 'Dove il cielo va a finire', 'Inno', 'Donna sola', o la bellissima 'Amanti'". E qui Mimì inizia a raccontare le sue vicissitudini legate alla casa di Calvi dell'Umbria, infestata dai topi, la fuga da casa, lo sfratto del proprietario reso esecutivo, mentre lei si trovava in tournée, con l'intento di mettere tutto all'asta, i tentativi fatti per salvare il salvabile e di recuperare le proprie cose. Situazione allucinante, da incubo. Associa la sua situazione a quella degli alluvionati che hanno dovuto abbandonare le loro case per via dell'acqua. "— Questo disco l'ho realizzato scappando dai topi, non dimenticatelo. Ce l'ho fatta comunque, con pochi soldi, molto amore e una grande forza di volontà che mi ha permesso di vincere delle prove terribili. Finché non trovo una casa, non me la sento di iniziare una tournée, perché non è possibile lavorare negli alberghi o nei residences. Ho bisogno dei miei spazi, dei miei strumenti, dei miei archivi di musica, partiture, dischi. Voglio preparare una tournée seria e registrare un live, ormai ho 47 anni, ho poco tempo, non voglio fare più niente che non rimanga nella storia, lo faccio per voi, perché poi da cadavere valgo di più, i dischi postumi sono gettonatissimi. Quando non ci sarà più, la 'Vostra Signora' farà i miliardi. Non voglio partire con una tournée senza avere preparato qualcosa di bello, anche perché mi sono esibita tante volte nella mia vita che fare un concerto normale non mi diverte, preferisco realizzare una tournée bellissima che abbia un senso, come Per aspera ad astra. Desidero coinvolgere musicisti africani, li amo troppo, seguire così le orme di Paul Simon, con loro vorrei dare nuova linfa vitale in modo giusto a brani particolari del mio vecchio repertorio, che si prestano alla musica etnica, come 'Lucy', 'Spegni la testa', 'Agapimu'. Ho anche intenzione di arrangiare 'Ninetta' di Mimmo Cavallo e, sempre dello stesso autore, 'Danza pagana' che, realizzata con questi musicisti, dovrebbe trasformarsi in un capolavoro, voglio curare soprattutto la sezione ritmica, basso, percussioni, batteria e magari coinvolgere pure un pianista italiano. La prima parte la vorrei dedicare interamente a Fossati e De Andrè, ho già cominciato a selezionare alcuni loro pezzi come 'Discanto', 'Il pilota', 'La canzone dell'amore perduto', 'Amore che vieni, amore che vai'. - Ti anticipiamo che dal prossimo numero il nostro periodico 'Chez Mimì' verrà stampato su carta ecologica. -Ah, che bravi! Mi piace molto l'idea. Anni fa, sono stata una delle prime ad iscrivermi al W.W.F, quando ancora era al di fuori di ogni sospetto, adesso non ci credo molto, però penso che valga la pena partecipare, noi possiamo riporre ancora la nostra fiducia, poi solo loro sanno come usano la nostra fede. Guardate che sta succedendo con questo 'stupro' esercitato continuamente alla natura. Se avessero costruito di meno, bruciato meno alberi, sicuramente avremmo più difese naturali. Mi spaventa quello che dice Lubrano sul fatto che, attraverso i satelliti, si è visto che la conformazione fisica dell'Italia non ha più la forma di uno stivale. Questa notizia mi sconvolse, mi ero affezionata allo stivaletto, adesso chissà a cosa sembra, forse a degli 'accrocchi' strani". Dopo questa riflessione ecologica-ambientale, Mimì si congeda da noi, il treno non può aspettare. "- Va bene, ragazzi, vi saluto. Sono contenta che avete ancora la pazienza di sopportarmi, non è poco. Ci risentiamo al più presto...". Pippo Augliera "Chez Mimì" n. 17 Domenica insieme Sempre nel mese di Novembre, il club è invitato a Domenica insieme, una trasmissione televisiva privata del Sud e, a sorpresa, Mimì, accetta, su nostro invito, di partecipare in collegamento telefonico, mentre sullo schermo scorrono alcune sue immagini inedite tratte da una conferenza stampa tenuta a Messina. "- Ho saputo che vi sareste riuniti per parlare di me, mi piacerebbe sapere il vostro parere su questo mio ultimo disco, a me sembra molto bello, mi coinvolge molto, mi soddisfa veramente dall'inizio alla fine e non salto nemmeno un pezzo quando lo riascolto. Ve lo assicuro: ho fatto tanti dischi e non mi era mai capitato prima; sarei molto contenta che quello che penso io combaciasse con i vostri gusti. - È un lavoro di ottimo livello, senza ombra di dubbio. Abbiamo di recente letto sui giornali dichiarazioni tue su alcune artiste della musica leggera, in particolare Anna Oxa e Fiorella Mannoia. - Io non amo parlare di altri artisti, è brutto farlo, però perché non chiedono alla Mannoia e Anna Oxa cosa pensano di me? Tra l'altro, io ascolto altro tipo di musica, prevalentemente jazz. Ho detto, comunque, ai giornalisti che i giudizi su queste artiste sono parziali, io non conosco la loro produzione, posso dare una valutazione sui pezzi che ascolto alla radio, mentre sono in macchina. Credo che sia diverso giudicare un artista quando conosci tutta la sua opera omnia, piuttosto che attraverso qualche brano. Anna Oxa mi diverte perché ha una immagine bella, però, a mio avviso, è molto finta, il suo look appartiene ad un discorso puramente di immagine fotografica. Un essere umano non può vivere in quella maniera, mi sembra molto buffa; tra l'altro, non riesco a capire cosa canta, quando accade questo o mi metto a ridere o cambio canale. Di Fiorella Mannoia ho detto che interpreta delle splendide canzoni, lei ha questa fortuna di essere una delle artiste preferite da grandi autori come De Gregori, Bubola e Ivano Fossati, che scrivono appositamente per lei e che sono completamente diversi tra di loro; tra l'altro la Mannoia dovrebbe ringraziarmi perché sono stata io, mentre ci trovavamo in un autogrill, a suggerirle Ivano come compositore che poteva permetterle il salto di qualità. Ora Fiorella ha la fortuna di uno stilista come Fossati che a mio avviso - anche se gli uomini non cambiano - è sempre più affascinante di un Romeo Gigli. Purtroppo, a me sembra, che canti qualsiasi canzone alla stessa maniera, è sempre uguale: non ha delle grandi estensioni vocali, per cui riesce a far apparire simili anche degli artisti così diversi. Tra Fossati e De Gregori, ad esempio, c'è un pianeta di differenza, ma, ascoltandola cantare, non si nota. Non riuscirei a capire che sta cantando Fossati, se non vedo scritto l'autore, non noto alcuna distinzione con le altre canzoni; manca di colore, personalmente penso che ci siano svariati modi di interpretare. - Sempre a proposito delle tue dichiarazioni sulle colleghe, è stato riportato da un giornalista che tu non ami molto la recente produzione di Mina. - Ho detto di Mina che sono pazza di lei, io amo la recente produzione, anche se non mi sembra che lei sia molto presente, d'altra parte non mi sento nemmeno di giudicarla perché è soprattutto una mamma, per cui realizza dei dischi nei quali tutta la produzione artistica è di suo figlio. È ovvio, quindi, che con il passar degli anni, viene fuori una produzione musicale simile, monotona. Ricordo certi suoi brani splendidi, come 'Un anno d'amore', 'E se domani', oltretutto ancora oggi ha una voce bellissima come quando era una bambina, ha la stessa voce di tanti anni fa. Secondo me, Mina, è la più grande artista in assoluto che abbiamo in Italia e uno dei miei sogni è che mi piacerebbe tanto sentire un disco di Mina arrangiato da Quincy Jones, credo che lo ascolterei almeno per un paio d'anni. E vi confesso che desidererei cantare in coppia con lei, sarebbe stupendo. - I tuoi rapporti con Loredana Bertè... -I miei rapporti con Loredana sono tempestosi, ci amiamo, ci vogliamo molto bene, però c'è un problemino: non ci sopportiamo. Ho tentato di starle vicino, aiutarla, non c'è niente da fare è impossibile qualsiasi tentativo di approccio con lei, ti attacca persino quando le parli al telefono, rende la vita impossibile, io, comunque, non perdo la pazienza, sono un po' come il mio fans club, la prendo così com'è. Quando mi dice 'dimenticati che sono tua sorella, non chiamarmi più, io faccio passare qualche mese e poi la richiamo. Tra l'altro, al telefono non mi può succedere nulla. - Due anni fa, però, a Sanremo avete cantato insieme 'Stiamo come stiamo'... - ...Sì, eravamo messe male, però. La canzone era molto bella, è riuscita a rovinare questa esperienza e a rendere inutile tutti i miei sforzi per aiutarla. Questo mi è dispiaciuto molto". - A proposito di fan club, si crea per Ambra, per un Jovanotti, si crea pure per Mia Martini... - Mi pare che questo nostro sia stato creato precedentemente. Beata Ambra che è così giovane, ma noi siamo arrivati prima, il mio club ha una grande pazienza di sopportarmi e di resistere alle mie angherie, questo è un segno di grande amore e cercherò di non deludervi mai. - Parliamo dei tuoi progetti immediati... - Per il momento mi sto occupando esclusivamente della promozione del disco, quindi non penso ancora alla tournée teatrale. Vorrei che fosse molto bella e ben studiata, con brani di Fossati e De Andrè nel primo tempo e musica etnica nel secondo; è un lavoro affascinante che mi richiederà parecchi mesi di lavoro, soprattutto a livello di preproduzione da attuare in casa, penso, quindi, che slitterà per l'anno prossimo. - Ci vuoi lasciare con uno splendido saluto per noi? - Piccoli uomini, piccole donne, non mandatemi via, io piccola donna sola morirei. Non posso stare senza di voi, è verissimo. Ciao". Viva l'amore La promozione televisiva dell'album è notevole. È in gara ad Ottobre al Festival Italiano su Canale 5 con 'Viva l'amore', dove il pubblico l'applaude a lungo per la sua esibizione dal vivo accompagnata da una grande orchestra. In questa occasione, Pippo Baudo, in qualità di direttore artistico del Festival di Sanremo e temendo la rivalità di questo Festival organizzato da Mediaset, modifica il regolamento per cui chi partecipa a questa manifestazione, non potrà accedere a Sanremo. Nasce una polemica presso i cantanti e i discografici e Mimì, da viscerale e diretta com'è, si lascia andare con i giornalisti a qualche commento poco lusinghiero riportato dalla stampa nei confronti del Baudo nazionale. Rischia di essere querelata, anche se poi la situazione rientra con un invito a Mimì, da parte del presentatore, di limitarsi a fare la cantante e di non occuparsi della questione. La pace tra i due ritorna con Mimì che chiede scusa e attribuendo le sue dichiarazioni ad un momento suo di malessere psicofisico. Non risparmia nemmeno alcune colleghe e tra queste esprime la sua opinione su Rossana Casale, invitandola a tornare a fare la corista. "Lavorare con Mia Martini come corista mi ha insegnato tantissimo, grazie a questa esperienza ho potuto fare tanto lavoro sull'interpretazione. Come professionista, se devo parlare in verità, era una donna molto dura, tostissima, pur sapendo ridere, scherzare ed essere anche generosa. Come donna sicuramente soffriva, già nella metà degli anni 70 stava attraversando un periodo particolare, veniva fuori da un momento molto bello che stava lentamente scemando. Cominciava a subire dei torti da parte dell'ambiente, ci si rendeva conto tutte le volte che entravamo in degli studi televisivi e c'erano persone che facevano gli scongiuri o cose del genere, spesso dovevamo difenderla e ne pagavamo le conseguenze. La sua reazione di fronte a questa situazione era di grande rabbia, probabilmente dovuta anche all'infanzia che aveva vissuto, alla situazione familiare, aveva conosciuto persino la galera. La sua difesa dalla vita era questo suo camminare con i piedi duri per terra, era una donna realista che a volte si difendeva anche quando non c'era bisogno. E questi suoi atteggiamenti lei li trasformava in una grinta d'interpretazione che nessun altro ha avuto in Italia. C'è un nesso, una condizione tra il suo carattere e il suo modo di interpretare, lei era dentro, tagliava e attraversava la vita. Ho dei ricordi molto belli, ma ad un certo punto tutto questo si è spezzato, perché lei è cambiata nei miei confronti, forse qualcuno, come accade spesso nel nostro ambiente, deve avere riferito qualcosa che io avrei detto o fatto. Non ho mai parlato male di lei, sono stata tra le persone che l'hanno sempre difesa. Ho letto anni fa un articolo in cui lei diceva che avrei dovuto continuare a fare la corista, sono rimasta profondamente colpita da questa sua affermazione. Mi rammarico che non ci sia stato il tempo per chiarire questo malinteso e, quando ho saputo della sua morte, ho alzato commossa gli occhi al cielo, ho rivolto una preghiera e le ho detto: adesso saprai la verità su di me e magari finalmente un po' di amore me lo rimandi, per cui oggi sono in pace". Rossana Casale in un'intervista a Pippo Augliera di "Chez Mimì" Partecipa a Dicembre a Buona Domenica presentando in coppia con Aida Cooper 'La musica che gira intorno', in una versione insolita con il finale a due voci, rispetto alla registrazione in studio. "Mimì mi ha telefonato poche ore prima della trasmissione per invitarmi a fare questo duetto, io ero stanca per via di un concerto fatto la sera prima e senza voce, ma di fronte a questa sua richiesta come potevo dire di no? Ci siamo divertite un sacco, lei è grande, ringrazio il cielo che esista. Mi fa piacere parlarne perché c'è un filo comune che ci lega. In più di venti anni di amicizia ci siamo ritrovate e perse mille volte. Sono stata con lei all'epoca del concerto di 'Miei compagni di viaggio'. dopo aver avuto lo sfratto, siamo rimaste là un anno, finché ci hanno sbattute fuori. In quel periodo per Mimì non andava molto bene, la sua carriera e la sua vita erano veramente messe male. Credo che abbia spesso incontrato gente disposta a tenderle dei tranelli per interessi personali e per denaro , con la sua grande tenacia ha saputo rinascere e risollevarsi da questi periodi tremendi, la sua vita artistica oggi è bella e serena. Così ci siamo incontrate ancora quando ho fatto l'assolo per il brano 'La musica che gira intorno'. Insomma, abbiamo condiviso alcune gioie ma anche molte difficoltà che forse siamo riuscite a superare grazie alla solidarietà reciproca. Per questo suo album di cover, all'inizio avevo paura che si trattasse di un lavoro troppo presuntuoso. È già successo che altre perdessero la faccia in simili operazioni. Mi è bastato ascoltare 'Mimì sarà' per ricredermi totalmente e vedere confermato lo splendore di Mimì. Nessuna potrebbe interpretare con lo stesso trasporto emotivo le canzoni che canta, le stanno sulla pelle. È un'artista". Aida Cooper in un'intervista a Luigi Perona di "Chez Mimì" A fine anno brinda telefonicamente con il club. Lei è a Cefalù per un concerto con Arrigo Cappelletti, è annoiata perché c'è un pubblico distratto e tipico di un veglione. E così, ancora una volta, ci rivela progetti che subiscono continuamente modifiche, ma appartengono pur sempre ad un personaggio così imprevedibile che forse ha capito che può essere salutare e divertente cambiare ogni tanto idea: "Ho intenzione di fare una tournée teatrale, anche se non ci saranno musicisti africani e quindi non rifarò dei brani in chiave etnica. Il primo tempo sarà dedicato tutto all'album 'La musica che mi gira intorno', nel secondo tempo mi dedicherò al mio repertorio vecchio. Mi sono stufata di inseguire i cantautori, per cui ho deciso di cantare autori come Marco Masini e di proporre dal vivo dei suoi splendidi brani come 'Disperato' e 'Ci vorrebbe il mare'". Nella stessa sera del 31 appare in differita a I Fatti vostri dove canta 'Stella di mare' e promette di ritornare per una serie di duetti che sta preparando assieme ad Antonio e Marcello. La promessa viene mantenuta e a metà gennaio è di nuovo applauditissima ospite e canta con loro 'Non dimenticare le mie parole' con un finale swing e una prorompente 'Cu'mme' a tre voci con una tonalità più alta rispetto all'originale. In studio ha modo di incontrare Ron: "...Mimì..., dico subito che non sono amico suo, nel senso che non la conosco in maniera così stretta da considerarmi tale, ma è una persona che io stimo molto da lontano, dal momento che ci vediamo molto poco. Ho sempre ammirato il suo modo di cantare e di essere così coerente con se stessa, anche le canzoni che interpreta sono assolutamente in sintonia. Secondo me, però gli autori non hanno sempre fatto uno sforzo così grande per scriverle brani all'altezza, mi spiego meglio: lei è più brava delle canzoni che canta, sebbene molte siano belle. Ad esempio, credo che 'Almeno tu nell'universo' sia un capolavoro assoluto e lei, infatti, è perfetta. Quando la ascolto, ancora adesso, alla radio, mi viene la pelle d'oca, provo una grande emozione. Ho visto l'ultima volta Mimì ai Fatti vostri, e tra me e lei c'è stato un grande abbraccio, cosa che non è mai accaduta prima, ogni volta ci si incontra ma ci si scambia un semplice saluto. Mi ha detto: 'Sai che sei l'unico che non ha mai scritto per me?' È vero - ho risposto - perché no, potrei anche farlo. È terminato così il nostro incontro, con un abbraccio, e mi è piaciuto salutarla così, è stato significativo... è il ricordo più bello che conservo di lei". Ron in un'intervista a Mara Fava di "Chez Mimì" Canto alla luna Il club ha la possibilità di incontrarla nel Marzo 1995 all'Auditorium del Foro Italico a Roma durante le prove di Papaveri e papere, l'ultima sua importante partecipazione televisiva, che la vede grande protagonista in duetti memorabili con Giorgia e Michele Zarrillo. Esordisce ironicamente dicendo: "Che palle! Qui stiamo sempre a fare pause, non appena siamo arrivati mezz'ora di pausa, ora altri dieci minuti... questa non è una pausa, è una 'menopausa'! Usciremo da qui 'imbiancate ed incinte', speriamo almeno di accorgercene". Mimì si guarda intorno: "Qui ho tenuto un concerto alcuni anni fa e approvo il fatto che venga utilizzato per un programma televisivo perché questa scenografia è molto bella e avrà un forte impatto". All'improvviso il suo sguardo si sofferma su Giorgia, che è seduta nelle prime file: "Come sono contenta di cantare con lei, è proprio brava! Giorgia è un'artista che farà molta strada e in Italia c'era bisogno di una cantante come lei, sono anche soddisfatta che abbia vinto il Festival di Sanremo, così come lo avevo previsto qualche giorno prima della finale". Interrogata sui suoi progetti futuri, e se farà una tournée, anticipa: "Non so nulla, chiedetelo al mio manager, io mi devo occupare del trasloco, ho finalmente trovato una casa, anzi, a dir la verità, è stato mio padre a trovarmela, mi trasferirò a Gallarate, un paese a metà strada fra Milano e Varese. Per giugno, comunque, ho un altro progetto, ho intenzione di fare un album interamente dedicato alla luna. Vorrei cantare alcune canzoni che abbiano come protagonista la luna come 'Dillo alla luna', 'Luna rossa' e 'Blue moon'. Il titolo dovrebbe essere 'Canto alla luna', ovviamente anche questo brano sarà presente, Fossati è immancabile! Ci sarà anche un inedito e a questo proposito ho detto a Mimmo Cavallo di scrivere qualcosa, vorrei, inoltre, che partecipasse alla mia prossima tournée, in qualità di ospite, e mi piacerebbe poter fare dei duetti con lui, magari cantando insieme la sua 'Ninetta'". È arrivato per Mimì il momento di andare a provare, giù in platea ci sono Giorgia e Michele Zarrillo che l'aspettano. Provano un paio di volte 'Ancora', poi tocca alla fantasia di successi sanremesi e alla 'Fantasia reciproca', come la definisce l'ideatore del programma Michele Guardì. E sarà questo il suo ultimo trionfo televisivo, con applausi meritatissimi e una standing ovation del pubblico . "Ho conosciuto Mimì anni fa, lei frequentava lo stesso studio dove ero impegnato a registrare, io appartenevo allora alla CGD, ed ero già un suo ammiratore; lei veniva tutti i giorni perché amica del mio produttore, si è accorta che ero bravissimo ed ha accettato con entusiasmo di fare degli interventi vocali in alcuni miei pezzi: era il periodo di 'Ninetta' e 'Siamo meridionali'. Successivamente, ha attraversato un periodo difficile, io, che già l'adoravo da prima, ho avuto modo di conoscerla dal di dentro ed è rimasta questa amicizia. Agli inizi degli anni 80, quando ha ripreso a fare dischi, ho realizzato per lei 'Guarirò, guarirò', così complesso nella partitura, per non parlare poi di 'Danza pagana' che è un pezzo in sette quarti; io, che l'ho scritto, non riesco neanche a cantarlo. Lei lo interpreta benissimo, è estremamente difficile fare quel pezzo, è tutto dispari. Comporre per lei mi ispira, perché io, tenendo sempre conto che sono sul versante maschile, mi considero molto simile a lei nel modo di cantare, anche se abbiamo delle differenze: lei è più cantante, io sono più grezzo, più autore. Quando scrivo delle canzoni, mentre le compongo, penso alla sua voce ed è come se le cantasse lei, mi accorgo immediatamente quali sono i pezzi più adatti per lei, c'è una specie di simbiosi tra me e lei. Mi ha fatto piacere sentire che ha intenzione di continuare anch'io conto di tenermi ben stretta lei, è un grande personaggio e sono convinto che con il pezzo giusto lei possa diventare una pietra miliare della canzone. Un paio d'anni fa ho scritto un bellissimo brano per lei dal titolo 'Buio', che avrebbe dovuto essere inserito nel suo album 'Lacrime'. Lei l'ha inciso con entusiasmo, perché si è innamorata subito di questo brano in cui si è identificata e coinvolta nel testo. Purtroppo alla pubblicazione di esso si è opposto il mio produttore Antonio Coggio perché, avendo fiutato le potenzialità di successo commerciale del pezzo, ha pensato che bisognava aspettare per trovare l'occasione giusta per lanciarlo. Tra loro due ci sono state discussioni accese e Mimì ha preferito lasciare questo piccolo gioiellino nel cassetto, perché non lo considerava più suo... peccato... Questo inverno siamo stati a cena insieme e mi ha detto: 'Mimmo facciamo una tournée insieme con i tuoi musicisti e così ci divertiamo un po' e se puoi scrivimi qualcosa che nel testo parli della luna, visto che ho intenzione di realizzare un album dedicato alla luna', voglio anche pensare ad un progetto discografico etnico con forti riferimenti alla nostra cultura e mi piacerebbe partecipare con te a Viva Napoli dove potremmo cantare 'Lacreme napulitane'. Ho accettato di buon grado, con grande gioia, anche perché nella sua idea riuscivo a intravedere qualcosa che poteva andare oltre una semplice collaborazione artistica. C'era qualcosa 'di più'. Il nostro rapporto poi si stava profondamente consolidando. Ho preso accordi con il suo produttore Nando Sepe, ho organizzato in breve tempo una prima audizione ad Ascoli Piceno, città dove risiedevo. Pur essendo eccezionali musicisti, i ragazzi di Ascoli, non hanno convinto Mimì, che ha voluto, con mia grossa disapprovazione e costernazione, provare l'altro mio gruppo che abitualmente mi accompagnava nelle tournée estive e che si trovava a Taranto, mia città natale. Questa scelta, apparentemente inspiegabile, mi è sembrata emblematica del fatto che lei prediligesse, a pur bravi mercenari, musicisti che fossero radicati in un territorio culturale di mare, terra, di radici mediterranee. Dopo questa ultima audizione Mimì, abbracciandomi, mi ha urlato: 'Amore, abbiamo trovato il gruppo'. È stata un'ottima occasione per me dal momento che molti cantautori come me sono messi da parte e soffrono un pò per via di una discografia che ormai è in crisi da tempo e preferisce puntare sul cantantino che ha qualche pezzo, non c'è più interesse a promuovere un lavoro globale intorno a un artista... purtroppo... Ho composto in un batter d'occhio 'Luna sciamanna' e le ho consegnato il provino. Le prove ufficiali sono avvenute nel mese di aprile in un teatro di Ortonova a Foggia per due intense settimane. Lo spettacolo è stato montato meticolosamente, con la possibilità di scegliere tra quaranta brani e poter modificare di volta in volta la scaletta. Già in quei giorni Mimì ha accusato dolori e malesseri, che forse erano un campanellino d'allarme di quello che di lì a poco sarebbe accaduto, ma la sua forte vitalità non ha fatto mai pensare a nessuno il suo effettivo stato". Mimmo Cavallo in un'intervista a Pippo Augliera di "Chez Mimì" Oltre la collina Sono trascorsi dieci anni prima di accarezzare l'idea di continuare quella che avrebbe dovuto essere la cronaca di quel tuo fatidico concerto in piazza a Ciminna e del nostro incontro in quella cornice. Era il 14 maggio 1995 di una domenica mattina di sole. Stavo seduto sul divano, l'hi-fi acceso con la tua voce che vola in alto, drammatica e piena di pathos, sulle note di 'Un altro atlantico' e 'Domani più su', con i testi che evidenziano l'oscillazione tra vincolo e desiderio di cambiamento. Non a caso, ho scelto, allora, questi due brani a fare da sottofondo a ciò che avevo iniziato a scrivere: "Gli artisti, soprattutto i grandi e quelli veri, hanno i loro ambiziosi progetti nel voler realizzare concerti e dischi di qualità". E così era nelle tue intenzioni, nel tuo desiderio di una tournée teatrale divisa in due tempi: il primo dedicato ai cantautori, in prevalenza Fossati e de Andrè, già omaggiati nel tuo ultimo album 'La musica che mi gira intorno', il secondo tempo dove potere dare spazio alla musica etnica, alla quale ti eri accostata, grazie alla collaborazione con Enzo Gragnaniello, anche se anni prima, cioè in tempi non sospetti, avevi anticipato i tempi incidendo la splendida e incompresa 'Lucy'. E poi avevi espresso il desiderio di incidere al più presto un disco dedicato interamente alla luna, avevi anche chiesto la nostra collaborazione nel raccogliere i brani da selezionare, compresa la versione originale della mitica 'Verde luna' reperita nella Vhs del film 'Sangue e arena'. Ciò avrebbe reso plausibile i ringraziamenti al club sui credits dell'album. Ma puntualmente, purtroppo, l'artista deve fare i conti con la realtà discografica e manageriale che ridimensiona queste velleità rinviandole a date da destinarsi. Queste riflessioni si sono risvegliate in me quando sono arrivato, insieme ad altri compagni di viaggio, in piazza a Ciminna quella sera di Sabato. Il palco già allestito, pochissima gente, sono già le 21, leggiamo i manifesti che annunciano il concerto con Mimmo Cavallo e il suo gruppo come special guest la cui presenza sta a sottolineare le generosità di Mimì nel volere aiutare un collega-autore per certi aspetti fuori dal mercato discografico da diversi anni. Ci avviciniamo e ci presentiamo come club ad uno della security e chiediamo notizie di lei e sulla possibilità di poterla avvicinare. Ce la indica, è pochi metri più in là, seduta in macchina con gli sportelli chiusi e i vetri alzati - sola - ad autografare le cartoline con la sua immagine che saranno distribuite al pubblico presente. Resto fortemente colpito da questa immagine, mi avvicino per salutarla, lei mi accenna un sorriso: 'ti aspettavo pochi giorni fa al concerto di Monreale'. Le consegno una cassetta audio con brani sulla luna, manifesto la mia intenzione di intervistarla, magari dopo l'esibizione, ma lei, dispiaciuta, mi comunica: "Non posso trattenermi, perché domani mattina parto presto per poter seguire la partita del Napoli. Ascolterò attentamente, comunque, durante il viaggio, la cassetta, se vuoi parlare con me, chiamami nei prossimi giorni e potrai farmi tutte le domande che vuoi". Le chiedo notizie sul disco dedicato alla luna. "Io volevo realizzarlo tra marzo e aprile, ma il mio manager me lo ha sconsigliato, per cui uscirà il prossimo anno, verrà registrato anche uno special che verrà trasmesso su Mediaset. Mimmo Cavallo ha già scritto un inedito 'Luna sciamanna' di cui ho realizzato il provino e sulla copertina apparirò ironicamente come una regina senza trono, con le pantofole in mano. - Pensi di andare a Sanremo? - Se ho il pezzo giusto, sì, voglio avere tutto il tempo di trovare materiale nuovo di forte impatto e d'autore. - Perché hai scelto la band di Mimmo Cavallo per questa tournée? - Il mio manager è riuscito a piazzare 50 concerti, sarò in giro tutta l'estate, ho bisogno di soldi e quindi dovevo risparmiare sui costi anche relativi ai musicisti. Non ti nascondo che salire sul palco quasi tutte le sere è un'impresa, devo in un certo senso impormelo, perché non sono del tutto soddisfatta degli arrangiamenti e di come suonano. Sono, tra l'altro, in fase di trasloco, ho preso una casa in affitto a Cardano al Campo per stare vicina a mio padre, non è ancora arredata, pensa che sono costretta a dormire sul materasso per terra!' - Alla tua ultima apparizione a Papaveri e papere non sei sembrata in sintonia con le tue colleghe Ivana Spagna e Barbara Cola. - Sì, è vero, l'idea di questo accostamento è stata di Michele Guardì, io ho dovuto accettare e, infatti, cercavo di stare il più lontano possibile da loro, come per dire di non aver niente a che fare, perché sono distanti dal mio essere artista. - Sai che abbiamo telefonato a Lugano per riferire il tuo desiderio di duettare con Mina e lei, attraverso le sue segretarie, ci ha mandato a dire che, non appena si presenterà il pezzo adatto, sarà felicissima di proportelo. Ti ha chiamato? - No, non l'ha ancora fatto - accenna un sorriso di sorpresa e imbarazzato. - Anni fa Mina si era innamorata di 'Nanneò' e voleva inciderlo in duetto con me, mettendoci il testo. Ho rinunciato, allora, perché non ero del tutto convinta della produzione artistica di suo figlio.' - Proporrai stasera 'Mimì sarà'? - Non è un brano adatto ad essere seguito in una piazza, ma farò una eccezione e ve lo dedicherò". Si allontana... lo spettacolo è già iniziato con l'esibizione di Mimmo Cavallo e quando intona 'Dio c'è', ecco entrare in scena Mimì e la piazza, improvvisamente come per incanto, si riempie all'inverosimile. Ed è un altro successo. Tra i componenti della band c'è la presenza al pianoforte di Mario Rosini, che, subito dopo l'ottimo piazzamento al Festival di Sanremo 2004, regala al club un emozionante ritratto di Mia Martini e di questa loro breve ma intensa collaborazione: "La mia opinione su Mia Martini è quella comune a tutti coloro che hanno una sconfinata ammirazione per un'artista che viveva tutto sulla sua pelle. Questo a lungo andare si paga, perché è difficile essere veri in un mondo in cui la finzione prende il sopravvento. Era artisticamente autentica, con delle doti vocali non comuni. La sua voce, anche se non era più limpida come agli esordi, per via di un'operazione, andava su, con la forza della musica, della voglia di cantare, al di là del lato tecnico. Ho lavorato con altri colleghi, ma lei è stata una maestra nella sua determinazione artistica. Nonostante le avversità, le dicerie negative, le batoste, è riuscita ad essere e restare limpida e cristallina. La sua voce roca e strana mi rievoca quella di altre interpreti come Billie Holiday e Nina Simone, anche loro irraggiungibili, magiche. Mimì ha sofferto tanto e, spesso, quando si è giù capita di cantare male, proprio perché le corde vocali sono un centro nevralgico del corpo, ma per lei non era così, la sua voce era un dono di Dio. Peccato che la nostra esperienza lavorativa sia durata lo spazio di una brevissima tournée in cui lei esprimeva sul palco anche un lato gioioso, nell'improvvisare a cappella delle canzoni dialettali, era fantastica. Durante le prove di Ortonova, ho avuto modo di conoscerla, aveva una cultura vastissima ed alternava momenti in cui si apriva parlando della sua vita, ad altri in cui era inavvicinabile. Riusciva anche ad essere sottilmente ironica, quando affermava che cantare il jazz è facile, perché se sbagli una nota le sbagli tutte. Quello che lei mi ha trasmesso mi è bastato, sono cresciuto e per me è un motivo di vanto. Ricordo che un giorno, durante le prove in teatro, è entrata una rondine. Lei si è fermata, ha fatto spegnere tutto, per farla uscire da un punto-luce, e ciò non è avvenuto. Questa scena mi ha fatto simbolicamente pensare alla sua anima imprigionata che desiderava liberarsi, certamente non in quella maniera tragica com'è accaduto. Mario Rosini in un'intervista a Pippo Augliera di "Chez Mimì" Il giorno dopo Spettabile Associazione "CHEZ Mimì" Catania 2-12-95 io sottoscritto FRANCO BATTIATO aderisco all'iniziativa proposta dall'Associazione "CHEZ Mimì'" di intitolare già dalla 46° edizione del Festival di Sanremo che si svolgerà nel Febbraio '96 il Premio della Critica a MIA MARTINI. Questa richiesta è motivata dal fatto che proprio nel 1982 questo Premio è stato creato appositamente per Lei.per assegnare un meritato riconoscimento ad una grande Interprete e ad un brano intenso e d'autore"E non finisce mica il cielo". Lo stesso Premio,inoltre,è stato conferito successivamente all'Artista in occasione del suo ritorno sulle scene,per ben due volte,e precisamente nel 1989 con "Almeno tu nell'universo" e l'anno seguente con "La nevicata del '56". Chiedo .quindi, a Pippo Baudo e a tutti i GIORNALISTI accreditati al Festival,che dalla prossima edizione il premio cambi ufficialmente nome da "Premio della Critica" in Premio della Critica Mia Martini. Questo per volere rendere perpetuo e prestigioso omaggio ad un'Artista fattasi ormai largo nella leggenda. In fede Se ne è andata in silenzio, in tuta da ginnastica e la cuffia del walkman; se ne è andata serena perché finalmente aveva ricostruito il rapporto con suo padre che l'aveva tormentata tutta la vita; se ne è andata da sola, come Greta Garbo, Eleonora Duse, Billie Holiday o Janis Joplin. La fine dei grandi, si sa, è segnata dalla solitudine. A noi rimane la consapevolezza che cantanti come lei ne nascono uno ogni trenta anni. Può il cielo finire qui? Può il mare fermarsi prima dell'orizzonte? No, di certo. Ed è per questo che, nonostante il dolore, il club decide di continuare a resistere eroicamente e a rappresentare un punto di riferimento per coloro che amano Mimì e di fare in modo che neanche una virgola della sua memoria possa andare perduta, consapevoli che tutti noi abbiamo ancora una piramide da scalare. E i fiori recisi ancora profumano e i ricordi fanno meno male, perché lei vive e trascende la sua corporeità con la sua arte di trasmettere emozioni. E il club, immediatamente subito dopo la sua scomparsa, comincia ad adoperarsi, affinchè venga intitolato a lei il Premio della Critica assegnato dai giornalisti al Festival di Sanremo. Ci viene suggerito di mobilitarci con una raccolta di autorevoli firme, una vera petizione popolare, la proposta viene presa a cuore dalla giornalista Alba Calia e Dori Ghezzi. Sottoscrivono l'iniziativa grandi nomi: da Mina a Luciano Pavarotti, cantautori molto amati da Mimì come Fabrizio De Andrè, Ivano Fossati, Lucio Dalla, Renato Zero, Paolo Conte, Franco Battiato "Ai promotori dell'iniziativa - dichiara Dori Ghezzi - sembra un doveroso omaggio alla memoria di una grande artista. Fu proprio una canzone cantata da Mia Martini 'E non finisce mica il cielo', maltrattata dalle giurie al Festival di Sanremo 1982, a suggerire ai giornalisti l'idea di un Premio della Critica, che venne poi ufficializzato dai regolamenti successivi. Intitolare il premio a Mia Martini è giusto anche perché lei lo ha ottenuto in parecchie altre edizioni della gara sanremese". Di fronte a uno schieramento così autorevole da parte del mondo degli artisti e con l'approvazione di tutti i giornalisti, dal 1996 il prestigioso Premio porta il nome di Mia Martini. Nino Romeo, presidente dell'Associazione Cultura e Spettacolo di Bagnara Calabra, sua città natale, istituisce un Premio Mia Martini Giovani, manifestazione annuale volta alla scoperta di giovani talenti. Le dedica alla fine del 1995 una serata 'Omaggio a Mia Martini', presentata da Daniele Piombi. Numerosi gli artisti presenti, ognuno con un pensiero. Franco Fasano introduce con delicatezza la presentazione di un brano inedito 'Alla luna' che Mimì, così affezionata come era al cielo, aveva deciso di inserirlo nel suo album-progetto interamente dedicato alla luna: "Se io ho scritto le parole di questo testo, lo devo a lei, convinta che se io componevo certe melodie, sarei riuscito a scrivere le parole di questo brano che non darò a nessuno". Il momento più intenso è rappresentato dalla partecipazione di Loredana Bertè. "Ho appena scritto una bella canzone per Mimì - comunica con un filo di voce per l'emozione - si chiama 'Zona Venerdì'... è un modo di parlare con lei...". .. .E sono brividi di commozione quando intona 'in una sera di maggio, amore mio, sera che non hai pianto, l'ho fatto io... in una sera gigante ti ho perso io e tu ancora più grande amore, amore mio'... Trova anche il modo di sfogarsi con il club: "Volevo trovare una collocazione per questo brano, che non fosse solamente l'inserimento in un album. Avevo deciso, quindi, di pubblicarlo su un cd singolo, la cui uscita era prevista per il 20 settembre, giorno del compleanno di Mimì, ma si sono create delle difficoltà con Renato Zero, che doveva produrre questo cd per Fonopoli e che ha completamente stravolto, in fase di realizzazione, l'atmosfera del pezzo, nel tentativo di dargli un'impronta festosa, da sembrare 'Domenica è sempre domenica'. Ho preferito, a questo punto, bloccare il tutto, ho avuto una discussione accesa con Renato, gli ho detto che dovrebbe essere più al passo con i tempi, musicalmente, e che noi sorelle Bertè, in questo senso, siamo sempre state all'avanguardia". Loredana Bertè in un'intervista a Pippo Augliera di "Chez Mimì Il brano sarà inserito nell'album 'Pettirosso da combattimento', che contiene anche una grintosa rilettura di 'Padre davvero'. Mariella Nava le dedica una lettera appassionata e la regala al club: "Non so più se sono in tempo ed è la cosa che mi fa stare più male, insieme al fatto di non saperti più con noi, di non sentire più la tua voce viva, ma solo registrata nei tuoi capolavori. Ti ho sempre ammirata e guardata per imparare a fare questo mestiere: grazie a te ho capito che la voce doveva venire da dentro e a volte essere persino soffocata; grazie a te ho sentito e capito bellissime canzoni. Avrei voluto farti i complimenti, dirti che eri un punto di riferimento artistico, non solo per me, ma per chiunque voglia essere 'interprete' nel vero senso del termine. Avrei voluto incontrare i tuoi occhi trincerati e sfuggenti, chiederti perché non volevi neanche salutarmi. Potevo anche non piacerti musicalmente, mica è obbligo! Non ci rimanevo male quando tornavano indietro le canzoni che ti proponevo, mi sarebbero piaciute cantate da te, ma non ho mai capito cosa aveva determinato questo. Ma ti sapevo sola, ti sentivo grandissima come persona. Ti tenevo d'occhio, sperando in un 'incontro frontale', seguivo le frasi che dicevi, le tue risate fragorose, allarmi lanciati nel freddo silenzio della sala trucco, prima di qualche programma, come nel vuoto della tua vita. Lo sapevo che non eri più libera nel rapporto con gli altri, ma giustamente diffidente e corazzata, aspettavo il momento buono per dimostrarti che con me non ce ne sarebbe stato bisogno e che anzi ti volevo un gran bene, sarebbe finito tutto in un'altrettanto fragorosa risata, lo so!! Questo mondo spietato e cattivo, che ti ha fatto star male con dei pregiudizi assurdi, ci ha messo vicine in alcune occasioni per me importantissime. Forse tu non lo ricordi, ma la prima volta che ti vidi ero appena arrivata da Taranto. Ti trovai allo studio dove ancora registro. Tu mi dicesti: 'Ci vuole un grande coraggio a fare questa misera vita, a stare dietro alla musica, son tutti stronzi, ricordatelo!'. Stringevi a te una cagnolina che ti ricambiava quell'affetto enorme che riversavi su di lei, in assenza di quello degli uomini. Gli uomini che sia io che te abbiamo cantato, ricordi? Il mondo ti ha messo nel mio stesso camerino, nel Cantagiro del '92, ed io ero contenta di poter dimostrare che non ho mai creduto a certe 'imbecillità', ti aspettavo ogni volta per potere sapere quel famoso perché di un 'non saluto', ma non ti ho mai vista, arrivavi o prima o non passavi per niente! Ed ora sono qui che ti scrivo, triste, perché sono senza risposta, ci hai lasciati tutti senza risposte. Dal punto dove sei, però, spero che tu senta tutto il nostro grande affetto, spero che salga prepotente come il mio, come l'ammirazione che ti ho sempre portato a distanza". "Con Mimì non c'è stato il tempo di una collaborazione, io sono stato parecchio impegnato, ho collaborato con De Gregori, Morandi, Ron, Caetano Veloso, ho fatto molte cose, non ho nulla in contrario a fare un tributo a Lei, io ero un suo amico, anzi, mi correggo, sono ancora amico suo. Mi piace l'idea che questo club l'avete costituito precedentemente, mi sarebbe dispiaciuto che questa iniziativa fosse nata dopo". Lucio Dalla . . in un'intervista a Pippo Augliera di "Chez Mimì" "Io e Mia Martini abbiamo avuto un ottimo rapporto. Eravamo entrambi alla Ricordi nel '75 e per il mio album 'Canzoni Venete' serviva una donna che interpretasse queste canzoni e abbiamo duettato in 'O Dona Lombarda' e 'Cecilia'. Mi ricordo, anni fa, un incontro a Cefalù in Sicilia, ad una serata organizzata da Rizzoli con parecchi cantanti. Io sono arrivato un po' in ritardo, era una grande sala all'aperto con gli ombrelloni di paglia sopra i tavoli pieni di gente. Lei, invece, stava in un tavolo da sola, io sono andato là, mi sono seduto vicino a lei, mi ha abbracciato. La cosa più drammatica che può succedere ad un artista è quando si dice che porta jella, è una vergogna incredibile e assoluta". Sergio Endrigo in un'intervista a Alessandro Wagner di "Chez Mimì" E a fine anno, arriva un omaggio molto bello da parte di Mina, la grande interprete decide, a sorpresa, di inserire nel suo album 'Pappa di latte', una sua particolare rilettura di 'Almeno tu nell'universo', a conferma che la stima e l'ammirazione tra queste due splendide ed uniche artiste sono state sempre reciproche. Alla Pdu di Lugano dicono che Mina aveva in mente di fare un disco con Mia Martini, aveva sentito telefonicamente la collega per un primo scambio di idee e con la promessa di vedersi presto per un duetto. "Mina", dichiara il figlio Massimiliano Pani alla stampa, "ha sempre ammirato Mia, la canzone scelta è stata incisa praticamente in diretta, senza alcun ripensamento, alla prima volta". Ad un anno esatto dalla scomparsa, vengono pubblicati la raccolta 'Mia Martini 1996' ed il tanto atteso home-video 'Per aspera ad astra'. La sua affermazione 'quando non ci sarò più, farò i miliardi, i dischi postumi sono gettonatissimi' si rivelerà profetica: Mimì riesce ad entrare nella top ten delle classifiche e si piazza al decimo posto nei video musicali più venduti. Per la prima volta vince il referendum di "Raro", risultando l'artista italiana più collezionata, le uscite discografiche si avvicendano a ritmo incalzante, trattasi per lo più di raccolte impreziosite dalla presenza di qualche inedito e ristampe di brani risalenti al periodo Mimì Bertè o pubblicati per l'estero come 'Mia Martini canta in spagnolo'. A livello televisivo, vengono realizzati degli special dedicati a lei curati da Paolo Limiti per la Rai e da Paolo Piccioli per Mediaset con le partecipazioni più importanti. Viene realizzata una biografia dal titolo 'Il mio canto universale' scritta da Menico Caroli edizioni Tarab. Nel 1998 è la stessa Loredana Bertè che da l'anteprima alla sede del club di una uscita discografica relativa a Mimì e a lei con del materiale tratto da concerti dal vivo, in occasione del loro compleanno. 'Semplicemente Mimì', che contiene anche l'inedito 'E la vita racconta', e 'Decisamente Loredana', pur non raggiungendo le posizioni più alte, fanno il loro ingresso in Hit Parade. L'amico Renato Zero scrive un inedito molto efficace 'La grande assente' e lo inserisce nel suo album 'Amore dopo amore'. Negli anni successivi continuano gli omaggi da parte degli artisti. Elisa incide 'Almeno tu nell'universo', colonna sonora del film di Gabriele Muccino 'Ricordati di me' e arriva direttamente al primo posto tra i cd singoli più venduti; esiste anche una versione acustica del brano inserita in 'Lotus'. Biagio Antonacci sceglie di interpretare 'Il fiume dei profumi' nel suo best seller 'Convivendo' e fa anche una dedica molto sentita a Mimì, lanciando nelle interviste un atto d'accusa sull'ostracismo da parte dei discografici nei confronti della sua collega-amica. In tempi più recenti, dagli archivi della BMG-Ricordi vengono rispolverati degli inediti degli anni 70 rimasti per vari motivi nei cassetti e riproposti finalmente nella interessante raccolta 'Canzoni segrete', accolta favorevolmente dal pubblico con un lusinghiero riscontro a livello di vendite. Altri due preziosi inediti vengono inseriti nella antologia pubblicata nel maggio 2004 'E parlo ancora di te': 'L'ultimo ballo' e 'Bene', entrambi firmati da Maurizio Piccoli. Alla fine del 2004 viene pubblicato un triplo cofanetto da Rai Trade 'Nel mio mondo' con l'inedito 'Buio' di Mimmo Cavallo. Per il decennale della scomparsa, fioccano i tributi: gli speciali televisivi La storia siamo noi-Mìa Martini storia di una voce di Giovanni Minoli e Dieci anni senza te, a cura di Vincenzo Mollica con gli interventi di Renato Zero e Loredana Bertè, che registrano ottimi dati di ascolto. L'Archivio sonoro della canzone napoletana organizza un incontro presso l'Auditorium Rai nel quale si possono commentare e ascoltare dei preziosi inediti partenopei di Mia Martini interpretati anche con altri artisti, come ad esempio 'Chi tene 'o mare' di Pino Daniele o 'Caruso' con Renzo Arbore e Mireille Mathieu. Viene pubblicato da Rai Trade un dvd 'E ancora canto'. La città di Roma, dopo Cagliari e Bagnara Calabra, decide di intitolarle una strada. La Bmg immette sul mercato il triplo cofanetto 'La neve, il cielo, l'immenso' che entra in classifica. L'inedito 'Fammi sentire bella', verrà finalmente pubblicato grazie ad un progetto Caterina Caselli Sugar. In alcune città vengono realizzate serate tributo con la partecipazione di numerosi artisti. Mai come in questi ultimi anni Mia Martini è stata così popolare e nel cuore della gente, in un paese come il nostro che insieme ai vari Lucio Battisti, Fabrizio De Andrè, Giorgio Gaber Domenico Modugno, è ormai definitivamente entrata nel mito, nell'olimpo eterno dei Grandi. Parlate di me "...Ragazzi, occhio a Mia Martini, perché è veramente forte...". Mina 1979 "Lavorare con Mimì è stato bellissimo e terribile. Perché il nostro non era solo un rapporto di lavoro. C'era una sovrapposizione estrema fra la vita privata e l'aspetto artistico, una commistione fra il vissuto e il cantato. I fatti personali si mescolavano a quelli musicali, per cui ogni cosa era un gigantesco impasto di più elementi. Abbiamo vissuto quell'impasto con grande passionalità, nella musica e nelle scelte. Ho sempre pensato che, dal punto di vista tecnico, Mimì sia una delle più grandi di sempre, come cantante credo sia addirittura la migliore in assoluto". Ivano Fossati 1994 "Io e Mia Martini siamo le uniche grandi interpreti presenti a Sanremo di quest'anno...". Patty Pravo 1990 "Ho fatto un confronto tra lei e la Joplin. La Martini è un po' la nostra Janis per i temi, la solitudine, la sofferenza, anche per la voce roca. E poi tutte e due dicevano 'non sono una brava cantante, mi danno solo delle belle canzoni da interpretare'..." Carmen Consoli 1998 "Sono venuto qui a Sanremo ad applaudire Mimì, per starle vicino, ad applaudirla con coraggio, perché è del coraggio che Mimì ha bisogno". Renato Zero 1989 "In Italia avevo solo un'amica con la quale mi sono divertita nel fare dei duetti: Mia Martini. Mi mancano molto le sue telefonate e la sua risata". Dee Dee Bridgewater 2001 "Mimì mi è sempre piaciuta tanto... provammo lo special Papaveri e papere, prima che io partissi per Sanremo. Era dolce, simpatica, gentile, sensibile. Ascoltò il brano che avrei proposto al Teatro Ariston e disse: 'Sono sicura che avrai successo' . Quando poi, dopo la mia vittoria ci incontrammo per la diretta, aggiunse: 'Ascoltarti mi fa venire voglia di cantare'. Non la dimenticherò". Giorgia 1995 "Ero in macchina quando mi è venuto in mente il modo di interpretare 'Almeno tu nell'universo'. Per me è una sorta di tributo a Mia Martini. L'ho resa più difficile di come era in originale e anche più difficile per me: non volevo che fosse una cover, ma un omaggio. È un po' in sordina perché dia l'idea della fragilità. È una persona che chiede, non che impone a qualcuno che gli stia accanto, è l'incertezza". Elisa 2003 "Rivederla mi ha dato un'emozione. Da qualche anno era stata immeritatamente messa da parte. Sul ring di Sanremo ha vinto un duro match contro le cattiverie del mondo". Domenico Modugno 1989 "Mia Martini è la più brava di tutte, anche di Mina. Perché Mina ha più tecnica, ma mia sorella ha più cuore, più temperamento". Loredana Bertè 1983 "Era una persona così riservata e complessa, eppure così semplice. Aveva già allora la vocazione all'occultamento, ad appartarsi; sembrava un essere umano risolto. Mi ha sempre fatto molta tenerezza. Era una grande artista, forse la più grande, la più viscerale". Lucio Dalla 1995 "Conoscevo bene Mimì, l'ho vista nascere, mollare, tornare a nascere. Quando ci eravamo incontrate l'ultima volta, in autunno, mi aveva dato l'impressione di una donna disperata che faceva ormai una gran fatica a vivere, non dimenticherò quel viso. Aveva un senso della musica straordinario, più da musicista che da interprete. Quando cantava la sua intensità espressiva era enorme, come se si aggrappasse alla musica per sopravvivere". Ornella Vanoni 1995 "In questo mondo bisogna anche esser forti, non so se è stato il suo caso, ma capita di essere assassinati dall'incapacità di vivere, oltre che dal disinteresse degli altri. Ecco, se ora ripenso a Mimì, provo tristezza, ma anche rimorso". Gino Paoli 1995 "Un anagramma del suo nome svelerebbe un indicativo 'intima rima'. Effettivamente Mia Martini ha cercato di tirare fuori dalla sua voce le ragioni del cuore, una rabbiosa e viscerale potenza che non ha mai mancato di stupire i suoi innumerevoli estimatori". Gino Castaldo 1992 "È difficile lavorare con lei, è troppo esigente, non è molto malleabile, ha tutti i difetti di questo mondo, meno che uno: canta troppo bene". Renato Serio 1989 "Qualche anno fa vederla cantare, con gli occhi che le luccicavano sotto un riflettore, ci fece tornare in mente l'immagine di Billie Holiday alle prese con il blues e con se stessa. Forse Mimì è l'unica in Italia in grado di ripercorrere con un pianoforte e una ritmica il cammino della mitica vocalist". Fabrizio Zampa 1995 "La sua voce? Grandissima, viscerale, sempre capace di trasformare la quiete in rabbia per ridiventare, infine, nostalgicamente arrendevole". Franco Califano 1995 "Adoro Mia Martini: in molti hanno cercato di distruggere la sua vita. L'ho incontrata quando è stata ospite di Tappeto volante. È stata così carina che in un'intervista spese delle parole dolcissime nei miei confronti". Rita Forte 1995 "Di Mia Martini si può fare un bel cocktail: 1/3 di grande sensibilità di base, 1/3 di grandissima tecnica vocale, 1/3 di grandissima bravura perché è una delle pochissime cantanti che cantano dal vivo". Lino Banfi 1991 "Vitalità, grinta, eleganza, rabbia, raffinatezza, dolcezza. Queste sono le doti di una grandissima artista che è nata per cantare. Quando canta, a me personalmente, fa venire i brividi lungo la schiena". Toto Cutugno 1992 "La tecnica è importante ed è vitale tentare di migliorarsi. Sento di dover fare sempre di più da questo punto di vista. Ma mi hanno insegnato che quello che conta è soprattutto l'interpretazione. In questo Mia Martini è stata la più grande". Alexia 2003 "La stimo molto come interprete, lei è il mio alter ego che avrei voluto avere nella voce. Magari con gli anni riuscirò a coltivare questa caratteristica, cioè il suo modo di tirare fuori l'anima, di cantare visceralmente, io ancora non riesco a farlo". Irene Fargo 1995 "Pensiamo che Mia Martini sia senza dubbio, insieme a Mina, la più grande voce italiana, ha saputo rinnovarsi in vari momenti della sua carriera e soprattutto ha avuto la capacità di sapere uscire alla grande da momenti molto tristi della sua esistenza, riconfermandosi ogni volta artista di razza e sempre alla ricerca della qualità". Audio 2 1999 "Mimì era generosa, disponibile. Ma poi era fragilissima, quasi spaurita. E si angustiava per la sua solitudine, diceva: 'nessun uomo accetta il ruolo di principe consorte, così si resta senza amore'. Aveva ragione: l'uomo non accetta un ruolo subalterno. E anche la Garbo e la Duse sono morte sole. Diceva che viveva in campagna perché i ritmi cittadini la nevrotizzavano. Un pretesto, chi più è solo, più si isola". Pippo Baudo 1995 "Era una delle persone più sincere che io abbia conosciuto: diceva sempre la verità, anche se era una verità scomoda. Mimì era un'amica vera, soprattutto di mia moglie Dori. Si vedevano spesso. Era una donna intelligente, anche se poteva dare adito a dei malintesi, proprio per la sua inguaribile sincerità. Dopo Mina era la più grande interprete che abbiamo in Italia. Come persona era fin troppo generosa, si buttava via". Fabrizio De Andrè 1995 "Mia Martini è un'immagine in bianco e nero. La drammaticità è stata il filo conduttore della sua arte e della sua vita. È stata grande, un'artista di spessore che ha dato alla sua carriera coerenza e dignità anche nei momenti difficili". Mogol 1995 "Spero che venga ricordata non per le orribili dicerie di cui è stata vittima, ma perché era una grande artista e una donna di grande rispetto". Maurizio Costanzo 1995 "Eravamo amiche dai tempi del Cantagiro. E da allora ogni volta che ci siamo incontrate invece che parlare della carriera con tutti i suoi risvolti si finiva per parlare di noi, dei nostri problemi veri della vita. Mimì, anche nei bei momenti di gioia covava negli occhi una sfumatura d'infelicità. Fragile forse, ma perché troppo sensibile". Mara Venier 1995 "Non si può dire che con lei ci siamo comportati bene. Che l'abbiamo aiutata a sostenere il peso di una famiglia così sfortunata, di una bravura non sempre riconosciuta, ma soprattutto di quella fama crudele che la perseguitava, perché si sa, nel nostro ambiente certe voci uccidono, è meglio essere ritenuto un assassino che uno iettatore. E noi avremmo dovuto impedirlo, che Mimì venisse considerata così". Caterina Caselli 1995 "Quando nel 1989 la chiamai al mio primo Sanremo, tutti mi dissero che ero pazzo e me ne sarei pentito. Ma lei ebbe un successo straordinario che proseguì in Giappone, Brasile, Stati Uniti con i concerti di Sanremo in the world. Mia è stata la più grande cantante italiana degli ultimi 15 anni, un'artista che cantava col cuore, l'anima, l'utero". Adrìano Aragozzini 1995 "Agli inizi dei '70 era entusiasta, amava la musica, la vita, ironizzava con il suo look talvolta stravagante e le sue improvvise sortite, e fu subito il successo. Insieme a Baglioni nacquero pezzi indimenticabili e quella struggente poesia 'Oltre la collina' che dava il titolo all'album. Non posso dimenticare la sua voce commossa che scandiva '... tutto rimane là, dietro la collina'". Antonio Coggio 1995 "Ricordo l'emozione a Sanremo '82 quando, in mezzo a tanta banalità, arrivò lei con una sicurezza impressionante ed intonò 'E non finisce mica il cielo', mi commosse. Là, sulla scena, Mimì si trasformava, tirava fuori le unghie, si batteva con un coraggio da leone contro l'idiozia, la banalità. La sua vittoria era ad ogni nota più netta ed anche se forse non avrebbe poi venduto tanto quanto gli altri motivetti più facili, sicuramente tutti l'hanno notata, tutti ne sono rimasti un po' colpiti". Andrea Lo Vecchio 1983 "Oggi come oggi non è più una cantante brava, è una cantante forte. Si è sempre detto 'Ah, come è brava!', la voce pura; io ho cercato di farle perdere la tecnica e di guadagnare in comunicazione a livello umano. Mimì adesso è più consapevole di dove sta la sua vera forza: in parte vocale, in parte la sua capacità di scrivere musica, testi, anche se nei dischi, necessariamente, il materiale non può essere tutto suo. Non è più l'oggetto di qualcuno, è l'oggetto di se stessa". ShelShapiro 1983 "Mia Martini è troppo brava. Di cantanti come lei in Italia ce ne sono veramente poche". Gianni Morandi 1982 "Considero Mia Martini, al di là delle sue indiscutibili capacità artistiche e professionali, una 'donna d'amore'. Per lei l'amore è indispensabile per vivere". Iva Zanicchi "Ammiro moltissimo Mia: è una ragazza che ha sofferto molto, merita il successo. Le sue canzoni mi piacciono: il disco di 'Minuetto' lo comprerei anche io!" Marcella Bella 1973 "È stata aggredita per anni con sospetti vigliacchi, ma poi quelle voci si erano spente e partecipava ai festival, alle trasmissioni tv. Con me ha cantato le canzoni napoletane di Murolo". Renzo Arbore "Una delle canzoni più importanti della mia vita? 'Piccolo uomo' di Mia Martini. Carlo Verdone "Avevo sentito parlare di Mia Martini come dell'interprete per eccellenza, la più quotata nel panorama della canzone italiana, sinceramente però, non credevo che il suo valore fosse così grande". Manuel Mijares 1990 "È nella nostra memoria. Mimì era una ragazza fantastica, una grande artista. Io ho avuto la fortuna di scrivere delle canzoni per lei ed è stata l'unica per cui sono riuscito a scrivere qualcosa". Claudio Baglioni 2005 "Peccato che artisti come lei non ci siano più, perché mi sarebbe piaciuto continuare a scrivere per lei, soprattutto in questo momento in cui la discografia ha un andamento incerto. Un'interprete così avrebbe riscosso ancora un notevole successo. Di lei, nonostante avesse un carattere particolare, ricordo con piacere i primi tempi in cui trascorrevamo molto tempo insieme a Bruno Lauzi e a tutti gli altri autori". Maurizio Fabrizio 2003 "Dal punto di vista professionale Mia Martini è per me un'interprete inimitabile, unica. Era rigorosa, molto professionista, non faceva mai nulla a caso e lo si può notare nelle sue scelte artistiche. Questo aspetto dovrebbe valere per tutti gli artisti perché se si vuole comunicare qualcosa di vero, di reale, bisogna farlo con grande determinazione, anche se si ottiene un risultato di successo molto effimero e provvisorio". Mario Lavezzi 2003 "Mimì è stata una grandissima artista con una splendida voce, riconosco che ha inciso dei bellissimi pezzi, anche se le sue scelte musicali non rientravano in pieno con i miei gusti, ma l'ho sempre, comunque, apprezzata come collega. Una sera di qualche anno fa, ho fatto un concerto a Bagnara Calabra, dove lei è nata e ha vissuto per molto tempo. Ho sentito il bisogno di dedicarle un mio brano 'Figli di chi' ed è stato emozionante". Nek 2000 "Ho conosciuto Mia Martini da ragazzo, ci siamo ritrovati dopo tanti anni. Per un periodo di tempo lei è venuta spesso ai miei concerti e aveva espresso chiaramente il desiderio che io le scrivessi un pezzo. Mi ripromettevo di farlo, ma per i vari impegni ho sempre rimandato questa cosa. Ho un profondo rammarico perché, visto che Mimì amava il folk e la musica etnica, avrei potuto dare una svolta alla sua carriera, sulla scia di questo grande ritorno della musica latina e del sud, nonostante lei sia e rimane una grande interprete della musica pop leggera. La considero una tra le più grandi artiste di questi ultimi decenni, che è rimasta nel cuore di tutti noi, soprattutto dei musicisti del sud". Eugenio Bennato 2002 "Ora tutti parlano di lei... ci dobbiamo vergognare noi dello spettacolo perché quando era viva l'abbiamo fatta morire...". Fiorello 2005 "L'ultima volta l'ho vista per caso, poco prima della sua scomparsa, al locale milanese 'Fiori chiari', dove periodicamente mi esibivo. Era seduta al tavolo e l'ho invitata a cantare, accompagnandola al pianoforte. Erano anni che non la vedevo, è stato uno spettacolo incredibile! Lei mi ha chiesto: 'rivediamoci perché ho bisogno di canzoni' e le ho risposto: 'sono contentissimo di dartene ancora'. Ci siamo lasciati così". Dario Baldan Bembo 2003 "Mia Martini è stata una donna eccezionale nella mia vita. Lei venne a Rozzano nella casa di mia madre che ci fece da mangiare una 'cofanata' di pasta con il pesce. Poi io mi misi al piano e lì cantai 'Il fiume dei profumi' nello studiolo di casa dove dormivo anche. Lei si mise là, umilissima, e disse 'Questa canzone la canto io'. Poi ascoltò 'Liberatemi' e mi disse che sarebbe stato un successo pazzesco. E infatti accadde. Ma non accadde solo questo. Certe persone che mi dissero allora di non lavorare con lei perché portava sfortuna (e furono tanti in quel periodo) alla fine la presero sui denti perché il disco vendette moltissimo alla faccia di quelli che oggi non fanno più nemmeno i discografici". Biagio Antonacci 2005 Mi ricordo benissimo il nostro primo incontro! L'impressione che ebbi fu, e non cambio e non cambierò mai idea, che fosse e volesse essere una donna sola. Per poter soffrire, in una sorta di autolesionismo purificatorio che l'allontanasse dalla paura del pecato e della vita. Il bisogno di amare e di essere amata si sprigionava però in maniera violenta quando iniziava a cantare. Aveva e viveva un suo mondo che forse non confidava neppure in se stessa, ma Mimì senza quelle sue ansie e quelle sue incertezze non sarebbe mai stata quella che è! La più grande". Luigi Albertelli 2005 Una discografia al microscopio Le canzoni incise da Mia Martini dal 1963, regolarmente stampate su disco e distribuite sul mercato italiano, sono in totale 213, di cui 10 risalgono al periodo 1963-1966 come Mimì Bertè e le restanti 203 al periodo 1971-1994. Non sono stati considerati i brani postumi e quelli che Mia ha inciso da sola o in collaborazione con altri artisti ma che non compaiono nella sua discografia ufficiale (es. 'Luna rossa', 'Tu no', 'Stelle di stelle' con Claudio Baglioni o 'Stiamo come stiamo' con Loredana Bertè). Sono stati conteggiati come ex novo i brani apparsi in versione dal vivo (oltre alla versione in studio) ed i brani reincisi in anni successivi. Il debutto ufficiale come Mia Martini risale al 1971 con il 45 giri 'Padre davvero'. Subito dopo, viene pubblicato il suo primo lp 'Oltre la collina' che contiene alcune canzoni firmate da un ancora sconosciuto Claudio Baglioni. Nel corso della sua carriera sono stati pubblicati 28 singoli (di cui 5 incisi come Mimì Bertè) e 21 albums, se consideriamo le seguenti antologie: 'Mia' (Ricordi) 'Il meglio di Mia Martini' (DDD) 'Mi basta solo che sia un amore' (Fonit) 'Rapsodia' (Fonit) I singoli più venduti risultano: 'Minuetto' 'Piccolo uomo' 'Donna sola' 'Almeno tu nell'universo' Gli album più venduti risultano: 'Nel mondo una cosa' 'Il giorno dopo' 'Martini mia' 'Lacrime' I brani incisi dal vivo sono 28; sei di essi sono stati anche registrati in studio e precisamente: 'Valsinha' 'Signora' 'La mia razza' 'Va' a Marechiaro' 'La costruzione di un amore' 'Stelle' Per i rimanenti 22 la versione live è l'unica esistente. Esiste una versione in studio di 'Pensieri e parole' nella raccolta 'Ci ritorni in mente' dedicata a Lucio Battisti (Gala Records/Ricordi AG Ip 2920) e le registrazioni live di 'Almeno tu nell'universo' inserita nel cd 'Rassegna club Tenco voi. 2' e 'Luna rossa' nella compilation 'Viva Napoli'. Mia Martini ha lavorato con 25 arrangiatori e direttori d'orchestra, sempre limitatamente alla discografia italiana; ecco la classifica per numero di arrangiamenti: Natale Massara 52 Mark Harris 16 Carlo Siliotto 14 Maurizio Giammarco 12 Ivano Fossati 11 Maurizio Fabrizio 11 Peppe Vessicchio 11 Fio Zanotti 11 Tony Mimms 11 Renato Serio 10 DickHalligan 10 Luis Enriquez 10 Shel Shapiro 9 Gianfranco Lombardi 5 Marco Falagiani 5 Enzo Gragnaniello 5 Ruggero Cini 4 Dario Baldan Bembo 3 I cantautori che hanno scritto per Mia Martini sono: Antonello Venditti ('Ma quale amore') Riccardo Cocciante ('Da capo', 'L'equilibrista') Paolo Conte ('Spaccami il cuore') Mango ('Se mi sfiori') Enrico Ruggeri ('Domani più su') Amedeo Minghi ('Ma sono solo giorni', 'Io e la musica') Umberto Tozzi ('Io ti ringrazio') Ivano Fossati ('E non finisce mica il cielo' e molte altre) Enzo Gragnaniello ('Donna' e altre) Biagio Antonacci ('Il fiume dei profumi') Mimmo Cavallo ('Viva l'amore' e altre) I cantautori rivisitati sono: Luigi Tenco ('Vedrai vedrai' e 'Un giorno dopo l'altro') Pino Daniele ('Gente distratta') Lucio Battisti ('Pensieri e parole' live & in studio, 'Nel sole e nel vento') Zucchero ('Diamante') Lucio Dalla ('Stella di mare') Vasco Rossi ('Dillo alla luna') Francesco De Gregori ('Alice', 'Diamante', 'Mimì sarà') Fabrizio De Andrè ('Il pescatore', 'Suzanne', 'Hotel Supramonte', 'Fiume Sand Creek') Edoardo ed Eugenio Bennato (Tutto sbagliato baby') Tra gli artisti stranieri che Mia Martini ha cantato citiamo: Elton John ('Io straniera/Border song' e 'Picnic/Your song') John Lennon ('Madre/Mother' e 'Imagine') Jimi Hendrix ('Le ali della mente/Little wing') Vinicius De Moraes ('Volesse il cielo') Juan Manuel Serrat ('Signora') Randy Newman ('Guilty') Leonard Cohen ('Suzanne') Mia Martini nel corso della sua carriera ha vinto: Festival d'avanguardia e nuove tendenze 1971 con 'Padre davvero' Premio della critica discografica 1972 con l'lp 'Nel Mondo una cosa' Festivalbar 1972 con 'Piccolo uomo' Festivalbar 1973 con 'Minuetto' Gondola d'oro di Venezia 1973 con 'Donna sola' Referendum Vota la voce 1975 di "Sorrisi e canzoni tv" come migliore interprete femminile Premio della critica europea a Palma di Majorca 1975 con 'Nevicate' World popolar song festival Yamaha di Tokyo 1977 con 'Ritratto di donna' Premio eolo d'oro di Milazzo 1981 Premio della critica al Festival di Sanremo 1982 con 'E non finisce mica il cielo' Premio della critica al Festival di Sanremo 1989 con 'Almeno tu nell'universo' Premio Tenco 1989 come migliore interprete femminile Premio della critica al Festival di Sanremo 1990 con 'La nevicata del '56 Targa "Onda tv" 1990 come migliore interprete femminile al Festival di Sanremo Targa d'argento "Chez Mimì" 1990 al Nuovo Cantagiro Targa 'La più' bella sei tu' 1991 con 'Almeno tu nell'universo' Premio Civiltà del mare 1992 a Bagnara Calabra 2° posto al Festival di Sanremo 1992 con 'Gli uomini non cambiano' Mia Martini è forse l'interprete che vanta il maggior numero di collaborazioni e duetti con altri artisti, anche e soprattutto al di là della sua discografia ufficiale. Per questo motivo riteniamo utile fornire nel dettaglio il seguente elenco delle canzoni che Mia Martini ha interpretato in coppia con: Sergio Endrigo ('O dona lombarda' e 'Cecilia') Ivano Fossati ('Anna di primavera' e 'Buonanotte dolce notte') Mimmo Cavallo ('Ninetta' e 'Tutto quello che farai') Enzo Gragnaniello ('Rosé' e 'Mondi blu') Claudio Baglioni ('Stelle di stelle') Roberto Murolo ('Cu'mme', "O Marenariello', 'Vieneme', 'Te vojo bene assaje') Loredana Bertè ('Stiamo come stiamo') Va inoltre ricordata una importante collaborazione artistica con il grande Charles Aznavour in una serie di concerti culminati in un trionfale e memorabile recital all'Olympia di Parigi (gennaio 1978). Durante lo spettacolo, cantavano insieme una bellissima e struggente composizione rimasta a tutt'oggi inedita: 'Dopo l'amore'. Mia Martini ha rifatto il lifting ai suoi brani soltanto due volte: 'Agapimu' 1974 e 1989 'Piccolo uomo' 1972 e 1994 Non mancano casi di titoli uguali per canzoni diverse e precisamente: 'Il viaggio'. La prima fa parte dell'album 'È proprio come vivere' (1974) ed è di Maurizio Fabrizio e Luigi Albertelli; la seconda, composta dalla stessa Mimì con musica di Zanaboni, è del 1982, inserita nell'album 'Mimì'. 'Notturno'. Una è del 1975, scritta da Guantini-Albertelli e tratta da 'Sensi e controsensi'; l'altra, composta da Maurizio Fabrizio, è del 1989 e la si può ascoltare nell'album 'Martini, Mia'. I musicisti e i parolieri che hanno firmato canzoni per Mia Martini sono 157. Abbiamo voluto stilare una graduatoria, per numero di composizioni, degli autori più prolifici: Luigi Albertelli 23 Maurizio Piccoli 21 Ivano Fossati 17 Maurizio Fabrizio 14 Bruno Lauzi 11 Dario Baldan Bembo 11 Enzo Gragnaniello 8 Cassella 7 Claudio Baglioni 5 Fabrizio De Andrè 5 Mimmo Cavallo 5 Giancarlo Bigazzi 4 Sergio Bardotti 4 Vogliamo precisare che per quanto riguarda Fabrizio De Andrè abbiamo annoverato fra le sue composizioni 'La mia razza'; questa canzone, come ha detto la stessa Mimì, reca proprio la sua firma, anche se il nome di De Andrè non compare sul disco (vedi manoscritto pagg. 228-229). Sono poche le donne autrici che hanno composto per Mia Martini: Franca Evangelisti ('Ma quale amore', 'Formalità') Carla Vistarini ('Ritratto di donna', 'La nevicata del '56') Tra le donne autrici straniere: Nina Hart, Kate Bush, Melanie Safka, Joni Mitchell e, nel periodo Mimì Bertè, persino una giovanissima Carole King. I brani scritti dalla stessa Martini sono ben 29: in 12 appare come autrice sia dei testi che delle musiche: 'Stai con me' 'Nanneò' 'Sono tornata' 'Ti regalo un sorriso' 'E ancora canto' 'Parlate di me' 'Del mio amore' 'Senza te' ' 'Voglio te' 'Io appartengo a te' 'Stelle' 'Spegni la testa' Ha curato le traduzioni in italiano di alcune cover straniere: 'Prigioniero/I don't wanna hear it anymore' 'Nel rosa/Into white' di Cat Stevens . 'Madre/Mother' di John Lennon 'Un uomo per me/Somebody to love' dei Queen 'Dimmi/Dreamings' 'Cime tempestoseAVuthering heights' di Kate Bush 'Le ali della mente/Little wings' di Jimi Hendrix 'Taxi giallo/Big yellow taxi' di Joni Mitchell Ha inoltre scritto i testi di: 'Agapimu' (in greco) 'Il viaggio' 1981 'Ancora grande' 'Quante volte' 'Bambolina' 'Vecchio sole di pietra' 'Lucy' 'Amori' 'Scrupoli' Raccolte postume 'Una donna, una storia' (BMG/Ricordi) 1995 doppio cd con i successi Rca, Ricordi e Promovideo -1996 (RTI) che comprende materiale tratto da 'La musica che mi gira intorno' con la curiosa esclusione di 'Viva l'amore' e 'Hotel Supramonte' e con altri suoi quattro hits. 'Indimenticabile Mia' (Dig-it) 1996 con una selezione del periodo '89-'91 e 2 inediti: 'Sos verso il blu' e 'Col tempo imparerò'. 'Mimì Bertè' (On sale music) 1996 a tiratura limitata con tre inediti, un medley e otto brani del periodo '63-'66. 'Le origini' (BMG-Ricordi) 1996 con il meglio del periodo RCA-Ricordi e due brani come Mimì Bertè. 'Semplicemente Mimì' (Sony) 1998 album live con 'La donna cannone' e l'inedito in studio 'E la vita racconta' 'Mimì sarà' (S4 Sony) 2000 con l'inedito 'In una notte così', quattro brani live dal concerto per la tv svizzera 'Musicalmente insieme', 'Mondi blu' in duetto con Enzo Gragnaniello, 'Luna rossa'. 'Mia... Mimì (On sale music) 2000 a tiratura limitata con due inediti del '69 'L'argomento dell'amore' di Bertè-Thomas e 'Coriandoli spenti' di Costantini-Bertè 'Canzoni segrete' (BMG-Ricordi) 2003 con inediti degli anni '70, le versioni francesi di 'Libera' e 'Minuetto', la versione tedesca di 'Piccolo uomo'. 'Davvero di più' (Linea srl Venus) 2004 con una selezione del periodo 1989-1992. 'E parlo ancora di te' (Warner music) 2004 con due inediti del 1978 'L'ultimo ballo' e 'Bene' di Maurizio Piccoli, 'Stiamo come stiamo' con Loredana Bertè , 'Tu no' dal film 'Porca società'. 'Nel mio mondo' Rai Trade-Edel) 2004 triplo cofanetto con tutti i brani del periodo Promovideo e un inedito 'Buio' di Mimmo Cavallo. 'La neve, il cielo, l'immenso' (BMG/Sony) 2005 triplo cofanetto con i grandi successi '71-'85, inediti e rarità. DVD 'Mia Martini in concerto' live in Svizzera 1982 - Copia d'autore 2004 'Per aspera ad astra' live tour 1992 - Universal 2004 'E ancora canto' Speciali tv 1974-1981 -rai Trade 2005 Ringrazio I collaboratori di "Chez Mimì" di ieri: Franco Canuto, Moris Dallini, Gabriella Peri, Alessandra Cuturi, Enrico Bianchi, Luigi Perona, Mara Fava, Davide Giorgetti, Simon Cavicchia, Patrizia Alò, Silvia Tabanelli, Marcello Accorsi, Giuseppe Costa, Salvatore Coli, Tiziana Ferretti. Quelli di oggi che resistono eroicamente: Luca Ghirotto, Ciro Castaldo, Alessandro Wagner, Alvaro Anciso Loredana Cristanini, Renata Casadei, Mila Giordani, Gennaro Rispoli, Salvatore De Falco, Angelo Foli, Alessandro Mariotti, Carlo Assirelli, Renato Laganà, Francesca Pizzimenti, Angela Cipullo, Marc Ricciardi, Gianfranco Di Prisco, Michele Raffa. Gli intervistati: Enzo Gragnaniello, Mimmo Cavallo, Lucio Dalla, Enrico Ruggeri, Dori Ghezzi e Fondazione De Andrè, Mariella Nava, Marco Falagiani, Rossana Casale, Mario Rosini, Aida Cooper, Enzo Jannacci, Franco Fasano, Fio Zanotti, Cristiano De Andrè, Paola Turci, Mietta, Ron, Maurizio Giammarco, Gianna e Giancarlo Bigazzi, Roberto Murolo, Gennaro Montuori detto 'Palummella', Mango, Roberto Galanti, Loretta Goggi, Loredana Bertè, Daniele Piombi, Bruno Lauzi, Peppe Ponti, Beppe Dati, Sergio Endrigo, Stefano Senesi, Arrigo Cappelletti, Giancarlo Parisi, Marco Masini, Fernando Fratarcangeli. Aldo Accardi per l'elaborazione grafo-pittorica della copertina e nell'aver reso ottimamente l'idea che volevo rappresentare. Peppe Ponti che ha creduto fermamente in questo progetto. I giornalisti: Patrizia Casale, Enrico De Angelis, Nino Marchesano e Federico Vacalebre per l'emozionante prefazione. I fotografi: Guido Harari, Roberto Rocchi, Raffaele Vicale, Roberta Barone Roberto Coggiola, Letizia Delia, Maurizio Di Maria; Vizzini Fotoreporter e Oskar Foto di Messina. Le case discografiche Fonit Cetra e rti Music per la concessione del materiale fotografico. Il Prof. Giuseppe Bertè e Virginia Milani, Lucio Salvini, Diego Peano, Alba Calia, Giovanni Sanjust, Tullia Brunetto, Luciano Nicolini per la loro disponibilità. Tutti gli amici che mi hanno incoraggiato a portare avanti questo progetto: in particolare Piero Messina. Gianna Bigazzi la mia amica 'fatina fiorentina'. Mimì che mi ha permesso tutto questo. Indice delle immagini Foto di Guido Harari (Concessione Fonit Cetra) 1 Foto di Guido Harari (Concessione RTI) 2 Foto di Guido Harari (Concessione Fonit Cetra) 8 Mia Martini con Pippo Augliera (foto di Roberta Barone) 12 Mia Martini con Charles Aznavour 16 Foto d'Agenzia 22 Foto di Roberto Coggiola 24 Foto di Loredana Cristanini 32 Tour '89 (foto di Alessandro Mariotti) 34 Foto di Radio Corriere TV 1990 40 Foto d'Agenzia 42 Foto d'Agenzia 48 Foto di Massimo di Reggio Calabria 50 Oskar Foto (Me) 54 Foto di Letizia Delia 60 Foto di Guido Harari (Concessione Fonit Cetra) 66 Mia Martini con Peppe Ponti 68 Foto di Guido Harari (Concessione Fonit Cetra) 74 Foto Concessione Fonit Cetra 78 Foto di Alessandro Mariotti 80 Foto di Guido Harari (Concessione Fonit Cetra) 88 Mia Martini con Enzo Gragnaniello (Per aspera ad astra) 92 Foto (Concessione Prof. Bertè) 94 Foto di Roberta Barone 102 Foto d'Agenzia (Fascicolo "Emozioni in musica") 108 Foto d'Agenzia 112 Foto di Guido Harari (Concessione Fonit Cetra) 122 Foto di Raffaele Vicale (Concessione dell'autore) 128 Foto d'Agenzia 134 Foto di Guido Harari (Concessione Fonit Cetra) 140 Foto di Vizzini Messina 146 Foto di Letizia Delia 148 Foto d'Agenzia 158 Foto di Mauro Balletti 162 Foto d'Agenzia 168 Foto di Roberto Rocchi (Concessione RTI Music) 170 Mia Martini al Maurizio Cosiamo Show 176 Fotogramma di "Per aspera ad astra Video" 178 Foto di Maurizio Di Maria (Tour '95) 182 Fotogramma di "Per aspera ad astra Video" 184 Foto di Maurizio Di Maria (Tour '95) 190 Foto di Maurizio Di Maria (Tour '95) 196 Documento autografo di Franco Battiato 202 Foto di Guido Harari tratta dal LP/CD "La mia razza" 210 Foto di Velia (Concessione Prof. Bertè) 212 Documento autografo di Fabrizio De Andrè (Concessione "Fondazione De Andrè onlus") 228-229 Finito di stampare nel mese di novembre 2005 Arti Grafiche Solimene Casoria - Napoli