IL MONDO DEI GIORNALISTI ITALIANI

 

LA PAGINA DI EMILIO FEDE

Voce di Emilio Fede


 

Nato a Barcellona Pozzo di Gotto il 24 giugno 1931

giornalista e scrittore

È figlio di un brigadiere dei Carabinieri

Trascorre parte della giovinezza nel paese d'origine della famiglia, San Piero Patti, dove frequenta le scuole dell'obbligo.

 

Si trasferisce poi a Roma con la famiglia dopo la guerra.

Sposato con la giornalista del TG1 Diana De Feo, eletta al Senato per il PdL nel 2008

Ha due figlie: Sveva e Simona.

Inizia giovanissimo l'attività nella carta stampata, collaborando con Il Momento - Mattino di Roma.
 

Poi lavora per la Gazzetta del Popolo a Torino dove diviene inviato speciale.

Inizia a collaborare con la RAI nel 1954 passando poi dalla carta stampata alla televisione.

Il rapporto con la televisione di Stato diventa esclusivo dal 1961.

Inviato speciale in Africa per otto anni, realizza servizi in oltre 40 paesi nel periodo della postcolonizzazione e dell'inizio delle guerre civili. L'esperienza africana termina per una malattia e per un contenzioso relativo alle spese di viaggio, per la quale i suoi detrattori lo soprannomineranno "Sciupone l'africano".
 

Lavora nella redazione della trasmissione d'inchiesta TV7, il settimanale di approfondimento del TG1
. Uno dei suoi contributi più significativi è un servizio riguardante le conseguenze dell'uso degli ormoni usati per la crescita dei
bovini sulla salute umana.

 

Dal 1976 è per cinque anni conduttore del TG1, dal 1981
ne è direttore per due anni.

 

Sotto la sua direzione la testata racconta la tragedia della morte di Alfredino Rampi, a Vermicino.

 

Nel frattempo si candida alle elezioni politiche del 1979 nelle liste del Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI).

 

Nel 1983 conduce la trasmissione di intrattenimento Test.

Nel 1987 termina il rapporto con la RAI, in seguito ad un processo per gioco d'azzardo (finito con la sua assoluzione) e, come lui stesso poi dichiara[senza fonte ], per il cambiamento degli accordi politici sulle poltrone RAI; il passaggio della direzione del Tg1 dal Partito Socialista Italiano (PSI), ultimo riferimento politico di Fede, alla Democrazia Cristiana, nell'ambito dei riequilibri politici e di potere relativi al nascituro governo Craxi [nel 1987 Craxi non era più presidente del Consiglio ].

Fede riprende il suo cammino professionale accettando l'offerta di Rete A, dove va a fondare e dirigere il
TgA.

 

Nel 1989 passa alla Fininvest di Silvio Berlusconi, dapprima come direttore di Video News, poi di Studio Aperto
che sarà il primo notiziario ad annunciare in diretta l'inizio della prima Guerra del Golfo il 17 gennaio 1991, proprio nel giorno della sua prima messa in onda su Canale 5.

 

Studio Aperto sarà anche il primo telegiornale ad informare sulla cattura dei due piloti italiani Gianmarco Bellini e Maurizio Cocciolone.

Nel 1993 lascia la direzione di Studio Aperto, nel frattempo passato a Italia 1; Fede però aveva già accettato
l'anno prima la direzione del nuovo telegiornale di Rete 4, il TG4, che dirige e conduce ancora oggi.

 

Nel luglio del 2004 conduce il TG4 in diretta da Nassiriya per portare la sua solidarietà ai militari italiani colpiti dall'attentato del
12 novembre 2003 .

Libri pubblicati:

 

• Finché c'è Fede (1997 )
• Privé. La vita è un gioco (1998 )
• L'invidiato speciale (1999 )
• La foglia di fico (2000 )
• Samba dei ruffiani (2001 )
• La cena dei cretini (2002 )
• Ladro d'amore (2003 )
• Peluche (2005 )
• Fuori Onda (2006 )

Presenze nella cinematografia:
 

• Paparazzi (1998).
• Aprile (1998).
• Buongiorno, notte (2003).

• Io non ho paura (2003).

 

Copyright Fabrice Diana