AL BAR DELLO SPORT
Lino, emigrato pugliese a Torino, vive di un misero lavoro ai mercati generali, ed è ospite di una sorella e di un cognato che non lo sopportano.
E' perseguitato da un mafioso a cui deve dei soldi ed è innamorato della bella cassiera del "Bar Sport" che frequenta assiduamente in compagnia di alcuni amici disperati come lui.
Un giorno, seguendo il consiglio dello sguattero del bar, un muto di nome Parola, azzecca il 13 al totocalcio, vincendo la somma di un miliardo e 300 milioni.
Tutti sospettano che sia lui l'autore della vincita e cominciano improvvisamente ad essere molto gentili, cercando di farlo confessare per potersi assicurare gli eventuali riflessi del benessere piovutogli addosso.
Lino però, con l'aiuto di Parola, riesce ad eludere la caccia e, dopo aver inutilmente sollecitato la cassiera a scappare con lui, decide di andar via assieme a Parola, nascondendo il denaro all'interno di una ruota.
I due si fermano a Sanremo per trascorrere la notte in compagnia di due prostitute.
Parola, però, che ha la mania del gioco, nota di fronta all'albergo un casinò e non resiste alla tentazione di sfidare la fortuna, ma perde tutti i soldi.
Lino, disperato, non accettando di tornare povero, va al casinò con Parola e la sua nuova amica per giocare gli ultimi spiccioli rimasti e vinceranno 3 miliardi.
Copyright Fabrice Diana 2005-2010